Visite fiscali: esenzione per chi si assenta per stati patologici sottesi o connessi alla situzione di invalidità riconosciuta

Claudia – Sono una insegnante di scuola primaria, lo scorso anno ho avuto problemi di salute, in seguito ai quali mi è stata riconosciuta una invalidità del 50 per cento. Durante questo anno scolastico mi sono  assentata per due brevi periodi ( 10 e 5 giorni) a causa della  patologia accertata. Poichè ho assoluta necessità di attività aerobica  (corsa) costante, soprattutto nel momento della fase acuta, ho chiesto  di poter essere sottoposta a visita fiscale ambulatoriale, in quanto la mia patologia non solo non mi costringe a casa, ma richiede tutt’altro. Mi è stato risposto che non è possibile, allora ho chiesto al sindacato e non mi hanno saputo dare informazioni in merito.

Cercando in internet ho trovato l’art. 69 del decreto legislativo 150/2009 inerente alle cause di esclusione dall’obbligo di reperibilità; al rientro dal secondo periodo di malattia, ( faccio presente che sono in attesa di ricovero e forse sarò costretta a prendere ulteriori giorni), ho parlato con l’applicata di segreteria preposta al personale, facendole leggere il decreto; lei ha telefonato al CSA e mi ha assicurato che sono  esclusi dall’obbligo soltanto coloro che hanno riconosciuto il 100 per 100. Non convinta ho continuato la mia ricerca e sul vostro sito è esattamente riportato :”Stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità “riconosciuta”. La patologia invalidante dev’essere riconosciuta da un giudizio medico legale emesso secondo le normative vigenti (non è  richiesto alcun grado minimo di invalidità) e il certificato medico deve contenere in maniera esplicita il nesso causale tra invalidità  riconosciuta e malattia in atto che ha determinato la prognosi  clinica”. Per favore sareste in grado di darmi una indicazione certa? E’ già difficile sentirsi malata a 48 anni ( ho avuto un TIA e sono a continuo rischio), vorrei almeno vedere tutelati i miei diritti, qualora ne abbia. Grazie infinite.

Paolo Pizzo – Genilissima Claudia,

il D.M. 18 dicembre 2009, n. 206, entrato in vigore il 4 febbraio 2010, all’art. 2 ha previsto che sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità i dipendenti per i quali l’assenza è riconducibile ad una delle seguenti circostanze:

a) patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
b) infortuni sul lavoro;
c) malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio;
d) stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.

Sono inoltre esclusi i dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato.

A chiarimento dell’esclusione della vistia fiscale per i casi d cui sopra è intervenuto il Dipartimento della Funzione Pubblica, con il parere n. 12567 del 15 marzo 2010, in risposta ad un quesito posto dal Ministero della Difesa con il quale chiedeva chiarimenti sulla obbligatorietà della richiesta di accertamento dello stato di malattia nei confronti dei dipendenti per i quali ricorra una delle circostanze di esenzione dall’obbligo di reperibilità, previste dall’art. 2 del Decreto 18 dicembre 2009 n. 206 sopra citato.

Nel parere la Funzione Pubblica afferma che, per quanto riguarda i casi di cui al comma 1 dell’art. 2 del decreto ministeriale n. 206 del 2009, l’amministrazione può riconoscere la sussistenza del regime di esenzione solo quando la stessa è in possesso della necessaria documentazione formale, consistente nella documentazione relativa alla causa di servizio, all’accertamento legale dell’invalidità, alla denuncia di infortunio e nel certificato di malattia che giustifica l’assenza dal servizio e che indica la causa di esenzione.

Il Dipartimento della Funzione Pubblica rileva inoltre che l’introduzione in via regolamentare di fattispecie di esenzione dalla reperibilità non può non influire sull’obbligo per l’amministrazione di richiedere la visita fiscale, per la necessità di evitare attività amministrativa inefficace con il rischio di un esborso ingiustificato.

E’ però necessario distinguere – continua la Funzione Pubblica –  il caso in cui l’amministrazione è già in possesso della predetta documentazione formale ed il caso in cui non ne abbia ancora la disponibilità.

  • Nella prima ipotesi, l’amministrazione si astiene dal richiedere la visita fiscale poiché il controllo potrebbe risultare infruttuoso, ricorrendo le condizioni per l’esenzione dalla reperibilità nei confronti del dipendente.
  • Nella seconda ipotesi, l’amministrazione deve richiedere l’accertamento sin dal primo giorno di assenza, tenendo conto comunque delle menzionate “esigenze funzionali e organizzative”; come in altre circostanze, quindi, anche in questa ipotesi l’amministrazione può valutare a seconda della situazione concreta la condotta da seguire.

Nel D.M. citato, nel parere della Funzione Pubblica e in pareri successivi non si fa nessuna menzione alla percentuale di invalidità.

Pertanto, non viene richiesto dalla norma alcun grado minimo di invalidità ai fini dell’esenzione dal rispetto delle fasce di reperibilità. E non credo sinceramente possibile che scuola ed UST possano decidere autonomamente che ci si riferisca al 100% di invalidità.

In conclusione, sarai esente dalla visita fiscale e la scuola, come indica il Parere della Funzione Pubblica, dovrà evitare esborsi inutili, se ricorrono queste tre condizioni:

  1. Riconoscimento e quindi certificazione di una situazione di invalidità dalla struttura medica competente
  2. Possesso della scuola della predetta documentazione formale.
  3. La certificazione da parte del medico che l’assenza è dovuta a stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta di cui sopra.
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