Malattia: il calcolo del triennio per il personale assunto a tempo indeterminato

DSGA – Se un dipendente è assente dal 22/4/2013 al 26/5/2013, il triennio a ritroso  per il calcolo della malattia parte dal 22/4 o dal 26/5? Spero di essere stato chiaro.

Paolo Pizzo – Gentilissimo DSGA,

il triennio precedente si deve calcolare dal 21/4/2013 (non dal 22) e poi sommare ad esso l’ultimo episodio morboso (dal 22/4/2013/ al 26/5/2013).

Per chiarire in tutti i suoi aspetti la questione ti riporto un orientamento Aran che adatterò al nostro CCNL che spiega dettagliatamente le modalità di calcolo e poi, essendo li nostro CCNL Scuola lacunoso sull’argomento, ti riporto integralmente un esempio di calcolo contenuto nel CCNL del comparto Enti Locali e in quello Sanità. Trattandosi della stessa materia può a mio avviso essere applicato anche alla Scuola.

Il sistema di computo delle assenze per malattia, ai fini dell’applicazione delle previsioni dell’art. 17 del CCNL/2007, sia con riferimento alla verifica del rispetto del periodo massimo di conservazione del posto che della determinazione del trattamento economico da corrispondere al dipendente in occasione di ogni periodo morboso, ha carattere dinamico.

Pertanto, man mano che trascorre il tempo e si passa da un anno all’altro, in base al meccanismo dello scorrimento annuale, in occasione di ogni ulteriore episodio morboso, sarà necessario procedere alla sommatoria di tutte le assenze per malattia intervenute nei tre anni precedenti l’ultimo in atto.

Di volta in volta, in base alle risultanze derivanti dalla somma dei giorni di assenza dell’ultima malattia con quelli intervenute allo stesso titolo nei tre anni immediatamente precedenti la stessa, il datore di lavoro pubblico:

a)   verifica il rispetto del periodo massimo di conservazione del posto in caso di malattia del dipendente ai sensi dell’art.17, comma 1, del CCNL/2007 (ed eventualmente ai sensi del comma 2);

b)   determina il trattamento economico da corrispondere allo stesso; infatti, sulla base dell’entità delle assenze risultanti dal computo effettuato in occasione dell’’ultima malattia, il lavoratore si collocherà in una delle diverse articolazioni temporali previste all’interno del periodo massimo di 18 mesi e riceverà il trattamento economico previsto nella misura prevista dall’art.17, comma 8, del CCNL, per ciascuna di esse (100% della retribuzione per i primi 9 mesi di assenza; 90 % per i successivi 3 mesi; 50% della retribuzione per gli ulteriori 6 mesi).

Dato il carattere dinamico del sistema, la circostanza che in un dato momento il dipendente si trovi, sulla base delle assenze effettuate, nel periodo per il quale viene corrisposta una retribuzione pari al 90% della retribuzione, non vuol dire che necessariamente da quel momento le ulteriori assenze potranno essere remunerate solo in tale misura oppure in quella più bassa pari al 50% della retribuzione ma è sempre necessario, di volta in volta, procedere al calcolo di cui al punto B);

pertanto, potrebbe accadere che, decorso un significativo arco temporale dalle precedenti assenze per malattia, scorrendo in avanti il triennio di riferimento (con la conseguente possibile esclusione dal computo dei precedenti periodi di assenza per malattia più remoti nel tempo), sommando l’ultimo periodo di malattia a quelli ricomprese nei tre anni immediatamente antecedenti allo stesso, il numero dei giorni risultanti da tale operazione consente di collocare di nuovo il dipendente nella prima fascia retributiva stabilita dall’art. 21, comma 8 (assenze retribuite al 100%).”

In sintesi, prendendo anche come esempio la data indicata nel quesito, per constatare se è stato superato il periodo di comporto e per analizzare la percentuale di retribuzione che spetta al dipendente è necessario:

  • Determinare il triennio precedente l’ultimo episodio morboso: nel caso esposto nel quesito dal 21/04/2013, giorno precedente l’inizio della malattia in atto, andare a ritroso di tre anni;
  • Sommare le assenze per malattia intervenute nel triennio;
  • Sommare alle assenze per malattia effettuate nel triennio precedente di cui al secondo punto, quelle del nuovo episodio morboso (dal 22/4/2013/ al 26/5/2013).

Di volta in volta, in base alle risultanze derivanti dal terzo punto è necessario:

  • Verificare il rispetto del periodo massimo di conservazoione del posto;
  • Determinare il trattamento economico da corrispondere.

Nota bene

Nel momento in cui vi è un nuovo evento morboso le assenze cadenti nel periodo iniziale del triennio si devono progressivamente escludere, in quanto l’arco temporale del triennio si sposta in avanti e fa sì che le assenze poste all’inizio vengano eliminate, se collocate oltre il triennio dalla data finale.

Questa precisazione è importante, perché è da questo calcolo che dipende anche la relativa retribuzione dell’assenza.

ESEMPIO riportato nel Contratto Nazionale del comparto Enti Locali e in quello Sanità:

1.1 Si supponga che un dipendente, dopo il 6 luglio 1995, si assenti per malattia secondo il seguente schema:

  • dal 10 settembre 1995 al 10 novembre 1995 (due mesi);
  • dal 15 gennaio 1996 al 15 novembre 1996 (dieci mesi);
  • dal 20 luglio 1998 al 20 febbraio 1999 (sette mesi, ultimo episodio morboso).

Per stabilire se e quando sarà superato il cosiddetto “periodo di comporto” è necessario:

  • sommare le assenze intervenute nei tre anni precedenti la nuova malattia;
  • sommare a tali assenze quelle dell’ultimo episodio morboso.

Applicando tali regole si ha:

  • totale assenze effettuate dal 19 luglio 1995 al 19 luglio 1998: dodici mesi;
  • ultimo episodio morboso: sette mesi;
  • totale: diciannove mesi.

Al 20 gennaio 1999 il dipendente avrà totalizzato diciotto mesi di distanza. Dal 21 gennaio 1999 egli avrà quindi superato il periodo massimo consentito di assenza retribuita (salva la possibilità di fruire di un ulteriore periodo di assenza non retribuita di diciotto mesi).

1.2. Si supponga ora che il dipendente si assenti secondo il seguente schema:

  • dal 10 settembre 1995 al 10 novembre 1995 (due mesi);
  • dal 15 gennaio 1996 al 15 novembre 1996 (dieci mesi);
  • dal 20 dicembre 1997 al 20 giugno 1998 (sei mesi);
  • dal 20 dicembre 1999 al 20 gennaio 2000 (un mese, ultimo episodio morboso).

Applicando le regole illustrate nel punto 1.1. si può verificare che il dipendente ha ancora diritto alla conservazione del posto, con retribuzione per un periodo di undici mesi (salva la possibilità di fruire di un ulteriore periodo di assenza non retribuita di diciotto mesi).

Infatti: totale assenze effettuate dal 19 dicembre 1996 al 19 dicembre 1999:

  • sei mesi;
  • ultimo episodio morboso: un mese;
  • totale: sette mesi.

Al 20 giugno 1998 il dipendente completa, ma non supera, il periodo consentito; successivamente egli non effettua assenze fino al 20 dicembre 1999, con la conseguenza che al fine del computo dei tre anni si dovrà andare a ritroso fino al 19 dicembre 1996, senza tenere conto delle assenze precedenti tale ultima data. Al 20 gennaio 1999 egli avrà totalizzato solo sette mesi di assenza.

Trattamento economico

Per stabilire il tipo di trattamento economico da applicare al caso concreto è innanzitutto necessario stabilire, secondo le regole illustrate nel punto 1, quante assenze sono state effettuate negli ultimi tre anni e sommare a queste ultime quelle del nuovo episodio morboso. Fatto questo si tratta di applicare meccanicamente quanto stabilito nel comma 15 dello stesso articolo.

Per stare agli esempi fatti nel punto 1, il dipendente avrà diritto al seguente trattamento economico:

Caso illustrato nel punto 1.1.:

  • Dal 10 settembre 1995 al 10 novembre 1995 (due mesi), intera retribuzione;
  • Dal 15 gennaio 1996 al 15 novembre 1996 (dieci mesi), intera retribuzione fino al 15 agosto 1996, 90% della retribuzione fino al 15 novembre 1996;
  • Dal 20 luglio 1998 al 20 febbraio 1999 (sette mesi), 50% della retribuzione fino al 20 gennaio 1999.
  • Dal 21 gennaio 1999 l’assenza non è retribuita.

Caso illustrato nel punto 1.2:

  • Dal 10 settembre 1995 al 10 novembre 1995 (due mesi), intera retribuzione;
  • Dal 15 gennaio 1996 al 15 novembre 1996 (dieci mesi), intera retribuzione fino al 15 agosto 1996, 90% della retribuzione fino al 15 novembre 1996;
  • Dal 20 dicembre 1997 al 20 giugno 1998 (sei mesi), 50% della retribuzione
  • Dal 20 dicembre 1999 al 20 gennaio 2000 (un mese), 100% della retribuzione.

 

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