Mobilità: non è possibile modificare le preferenze espresse nella domanda presentata entro l’11 aprile

Antonella – Gentilissima Lalla, nella domanda di mobilità il Provveditorato agli Studi non mi ha voluto riconoscere la precedenza per la legge 104/92 per assistere mio padre non avendo richiesto l’intero comune nel quale vive. La scrivente ha elencato tutte le scuole del comune tranne l’ultima. (documentazione corretta)

Dopo che l’ufficio mi ha comunicato il punteggio ho fatto ricorso chiedendo la modifica sulle 15 preferenze espresse eliminando la 15 e aggiungendo l’intero comune in virtù dell’art. 12 delle O.M. mobilità vigente, ma senza risultato. L’ufficio mi ha risposto dicendo che non è possibile tale variazione perché non si possono modificare le preferenze. Vi chiedo gentilmente di spiegarmi se è così o il provveditorato lo potrebbe fare. Ringrazio e porgo distinti saluti

Lalla – gent.ma Antonella, concordiamo con la valutazione dell’Ufficio Scolastico. Le preferenze relative alle sedi non possono essere modificate dopo la presentazione della domanda. Anche perchè la volontà di non indicare l’intero comune indica una determinata scelta, così come definita dall’art. 7 punto V) del CCNI Mobilità 2013

"L’indicazione della preferenza sintetica per l’intero comune di ricongiungimento, ovvero per il distretto scolastico del domicilio, per i comuni suddivisi in più distretti, è obbligatoria. La mancata indicazione del comune o distretto di ricongiungimento preclude la possibilità di accoglimento da parte dell’ufficio della precedenza sia per il comune (o distretto) che per eventuali preferenze relative ad altri comuni, ma non comporta l’annullamento dell’intera domanda. Pertanto, in tali casi, le preferenze espresse saranno prese in considerazione solo come domanda volontaria senza diritto di precedenza"

Pertanto, l’ufficio accoglie la domanda, ma non può assegnare il diritto di precedenza. La correzione non è ammessa in quanto non si tratta di dimenticanza, o di errata valutazione della domanda da parte dell’ufficio scolastico, ma di omissione che determina un diverso significato della domanda.

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