La collega passa da sostegno a disciplina e io il prossimo anno non avrò la supplenza

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Greta - Vorrei sottoporvi una questione riguardante in prima persona una mia collega di ruolo più anziana, ma che finirà, purtroppo, per coinvolgere direttamente anche la sottoscritta. Si tratta di una docente che ha insegnato Francese per 12 anni, prima di dedicarsi con estrema dedizione e infinita pazienza, da oltre dieci anni, al sostegno, quest’ultimo sempre presso il medesimo Istituto.

Il rimpianto di aver abbandonato l’insegnamento del Francese le è, purtroppo, sempre rimasto, ma non ha mai pensato, negli anni scorsi, di presentare richiesta di passaggio da Sostegno a Francese per motivi di salute (problemi alle corde vocali).

Tutto questo, fino all’A.S. in corso, durante il quale, la mia collega, nonostante il persistere dei problemi alle corde vocali, ha già inoltrato domanda per effettuare il suddetto passaggio, benché di ruolo ormai da anni su Sostegno (e più che saldo punto di riferimento, in tal senso, per il coordinamento del settore, nella Scuola Superiore di II Grado presso la quale presta servizio).

Premetto che, già da diversi anni, l’aumento graduale dell’utenza ha reso vacante una cattedra (divenuta, alla fine, di 18 ore) sempre presso l¹Istituto menzionato sopra, cattedra che è servita, fino ad oggi, a me e a tanti miei colleghi precari, abilitati e non abilitati, appartenenti un po¹ a tutte le Fasce, per poter godere del privilegio di avere un¹occupazione.

La decisione presa dalla mia collega (una persona che stimo molto, sia a livello umano che professionale, e con la quale ho avuto il piacere di stringere, fin da quando ci siamo conosciute, ottimi rapporti), mi ha
lasciata, ahimé, alquanto amareggiata, dato che lei, da docente già stabilizzata qual è, sottrae, persistendo nei propri propositi (che si prospettano, tra l’altro, come un "Vorrei provare, per vedere se la mia gola
riesce a sopportare di nuovo delle lezioni piene; se non dovessi farcela, ritornerei, magari, sui miei passi!"), ulteriori possibilità di lavoro (già risicate fino all’osso!) a colleghi, decisamente più giovani, magari in
attesa di abilitazione (come, appunto, la sottoscritta), ma che hanno avuto l’immensa fortuna di lavorare da anni, ormai (anche soltanto per 4/5 ore settimanali, ai fini del punteggio), nell¹ambito della Scuola Secondaria, sia di I che di II grado.

In soldoni, una precaria (non ancora abilitata) di IIIa Fascia come me, avrà qualche speranza, il prossimo A.S., di "concorrere" per la cattedra in questione (che sto occupando, da quasi 2 anni a questa parte, dato che, non essendo la "fama" dell’Istituto Professionale in questione tra le migliori della Provincia, al momento delle assegnazioni da Provveditorato, nessuno si azzarda ad assumersi l’incarico di seguire circa 200 studenti parecchio "difficili"!), o dovrò rassegnarmi già fin d’ora, viste le intenzioni della mia collega (che si è ³appositamente² soffermata in corridoio con me, qualche giorno fa, proprio per sottolineare come la sua scelta ³non sia dipesa da nulla di personale nei miei confronti²)?

Ringraziandovi in anticipo per l’attenzione concessami, e in attesa di un cortese cenno di riscontro da parte vostra, vi auguro buon lavoro, e una serena giornata!

Lalla – gent.ma Greta, va detto che la collega, nel richiedere il passaggio da sostegno alla classe comune non commette alcun illecito nei confronti dei docenti precari, ossia non è corretta l’espressione "sottrae il posto". Il posto è assegnato al precario solo perchè residuo dalle operazioni precedenti.

Le supplenze infatti vanno infatti assegnate su quelle cattedre rimaste libere dopo le operazioni di mobilità, utilizzazioni e assegnazioni provvisorie, nonchè immissioni in ruolo. In questo senso le supplenze dovrebbero essre pochissime, giusto per coprire quell’aliquota non soddisfatta dalle immissioni in ruolo. Il fatto che invece il lavoro di "supplente" in Italia diventi un posto di lavoro "fisso" è un controsenso.

Con questo voglio dirti che il tuo senso di rabbia non può essere rivolto nei confronti della collega che esercita un diritto presente nella normativa (anche qualora il prossimo anno dovesse pentirsene e richiedere nuovamente l’assegnazione su sostegno), ma nei confronti del Ministero (dell’istruzione e dell’Economia).

Bisogna però dire che devi necessariamente conseguire al più presto l’abilitazione, per poter rivendicare il diritto all’immissione in ruolo e alla stabilizzazione. Non è corretto ritenere la supplenza un diritto, il precariato dovrebbe essere solo un periodo transitorio tra l’acquisizione del titolo e l’immissione in ruolo, non diventare stabile come è accaduto in Italia.

Per rispondere in concreto al tuo quesito, se la collega ottiene il passaggio e non ci sono altre ore residue, in quella scuola potrà esserci vacante un posto di sostegno (se non sarà assegnato a mobilità o nelle immisisoni in ruolo), ma non uno di francese.

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