Malattia: I periodi di ricovero ospedaliero e di convalescenza rientrano a tutti gli effetti nel periodo di comporto

Scuola – Un Docente con contratto fino al termine delle attività didattiche, (Assenze per malattia: 30 gg. interi e il 2° e 3° mese al 50%) è ricoverato in Ospedale dal 24/05/13 al 25/05/13 e successivo certificato medico dal 26/05/13 al 15/06/13. Avendo già un totale di assenza per malattia di gg 29, il 25/05 è quindi il primo giorno di riduzione dello stipendio al 50% oppure essendo ricoverato non è in riduzione?

Paolo Pizzo – Gentile Scuola,

il docente di cui al quesito avrà la riduzione del 50% dopo i primi 30 gg. di malattia.

Le assenze per malattia del personale assunto con contratto a tempo determinato sono regolate dall’art. 19 del CCNL/2007, in particolare i commi 3 e  4prevedono:

3. Il personale docente ed ATA assunto con contratto a tempo determinato per l’intero anno scolastico o fino al termine delle attività didattiche, nonché quello ad esso equiparato ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico.

4. Fermo restando tale limite, in ciascun anno scolastico la retribuzione spettante al personale di cui al comma precedente è corrisposta per intero nel primo mese di assenza, nella misura del 50% nel secondo e terzo mese. Per il restante periodo il personale anzidetto ha diritto alla conservazione del posto senza assegni.

Il periodo di ricovero e quello successivo di convalescenza (ordinato dall’ospedale o dal medico di base non ha nessuna importanza) rientra a tutti gli effetti nel periodo di comporto e quindi va considerato come malattia a tutti gli effetti.

Il periodo di comporto non va infatti confuso con i periodi di malattia per cui non è prevista la decurtazione economica fino a 10 gg. di cui all’art. 71 del D.L. 112/08 convertito in legge n. 133/08

Riporto sinteticamente le differenze:

Per tutto il personale assunto a tempo indeterminato e determinato (anche se supplenza breve):

Rientrano nel periodo di comporto:

  • Tutte le assenze di malattia comprese le infermità dipendenti da causa di servizio (per cui comunque spetta l’intera retribuzione), i day-hospital e il ricovero ospedaliero (esclusi quelli per l’effettuazione di terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti da parte del dipendente affetto da grave patologia) e le visite specialistiche (quest’ultime solo se imputate a malattia).

Non concorrono alla determinazione del conteggio dei giorni di malattia nel periodo di comporto:

  • Le assenze dovute ad infortunio sul lavoro certificate dall’INAIL;
  • Le assenze, effettuate per terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti, compresi i giorni di ricovero ospedaliero o day-hospital, del dipendente affetto da una grave patologia, comprovata da un certificato medico rilasciato dalla competente struttura sanitaria pubblica, attestante sia la gravità della patologia che il carattere invalidante delle necessarie terapie (la struttura può essere l’ASL o una struttura convenzionata. Non rientrano nel periodo di comporto anche le assenze dovute alle conseguenze certificate delle terapie).
  • L’assenza dovuta a “malattia determinata da gravidanza” anche se l’interruzione di gravidanza avviene entro il 180 º giorno di gestazione. L’INAIL, nelle circolari n. 48/1993 e n. 51/2001, e il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, che con nota 25/I/0011428 del 19 agosto 2008, di risposta all’interpello n. 32 del 19 agosto 2008 del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, ha precisato che l’articolo 12 del D.P.R. n. 1026/1976 considera l’interruzione di gravidanza prima del 180° giorno come aborto e non come parto; qualificandosi dunque, come “malattia determinata da gravidanza”, ad essa si applicherà la tutela prevista dall’articolo 20 del D.P.R. n. 1026/1976, secondo cui tale assenza non rientra nel periodo di comporto.

Non è prevista la decurtazione economica fino a 10 gg. di cui all’art. 71 del D.L. 112/08 convertito in legge n. 133/08:

  • Assenze dovute ad infortuni sul lavoro riconosciuti dall’INAIL;
  • Assenze per malattia dovute a causa di servizio riconosciuta dal Comitato di    Verifica per le cause di servizio;
  • Ricovero ospedaliero, in strutture pubbliche o private. Per “ricovero ospedaliero” si intende la degenza in ospedale per un periodo non inferiore alle 24 ore (comprensivo della notte). L’assenza su prognosi rilasciata da un Pronto Soccorso non è assimilabile al ricovero e pertanto sarà soggetta alle trattenute;
  • Ricovero domiciliare certificato dall’ASL o struttura sanitaria competente, purché sostitutivo del ricovero ospedaliero;
  • I day-hospital;
  • Assenze dovute a gravi patologie che richiedono terapie salvavita (sono esclusi dalla decurtazione anche i giorni di assenza dovuti alle conseguenze certificate delle terapie salvavita temporaneamente e/o parzialmente invalidanti).
  • I periodi di assenza per convalescenza che seguono senza soluzione di continuità un ricovero o un intervento effettuato in regime di day-hospital indipendentemente dalla loro durata per i quali è sufficiente una certificazione rilasciata anche dal medico curante pubblico o privato (la certificazione medica dovrà far discendere espressamente la prognosi dall´intervento subito in ospedale);

Pertanto, in risposta al quesito:

mentre il periodo di ricovero e convalescenza andrà computato nel periodo di comporto ai sensi dell’art. 19 del CCNL/2007 sopra citato, tali periodi non dovranno essere soggetti alla decurtazione economica fino a 10 gg. di cui all’art. 71 del D.L. 112/08 convertito in legge n. 133/08.

 

 

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