Assenze e giorni festivi: Quando la tipologia di assenza è “ciclica” i giorni festivi e di chiusura della scuola vanno inclusi nel periodo di assenza

Scuola – Pur avendo visionato la normativa vigente poniamo il seguente quesito: tra un periodo di congedo parentale e l’altro, all’interno del quale  si alternano assenze di altra tipologia (malattia figlia. Malattia personale ecc..) , le giornate di chiusura e festività devono essere considerate congedo parentale?

Paolo Pizzo – Gentile Scuola,

le nota prot. 108127 del 15/6/1999 e n. 126427 del 16 gennaio 2009 della Ragioneria Generale dello Stato affermano che le giornate di sabato e domenica intercorrenti tra due periodi di assenza malattia vengono anch’esse considerate assenze per malattia (saranno assoggettate alla decurtazione del trattamento economico accessorio).

La stessa nota del ‘99 afferma però che se l’assenza è continuativa ma si riferisce a 2 istituti giuridici diversi (es. malattia e poi congedo parentale o viceversa), l’uno fino al sabato (o fino al venerdì se la scuola adotta la c.d.”settimana corta”) e l’altro dal lunedì, quindi con la domenica (e il sabato) di mezzo ma senza quindi l’effettiva presa di servizio del dipendente, la domenica (e il sabato) non è da comprendere nel periodo di assenza.

Ciò vale per la fruizione di qualsiasi tipo di congedo e non solo per la malattia.

Nel caso di cui al quesito siamo però di fronte ad un’assenza “ciclica” che inizia con la fruizione di un congedo (Es. congedo parentale) e termina con la fruizione dello stesso congedo (congedo parentale),  intervallato da altra tipologia di assenza (malattia personale o bambino), senza però che si verifichi il rientro effettivo del docente.

Il riferimento in questo caso è la circolare INPS n. 8 del 17 gennaio 2003, punto 5 lettera a in cui afferma che:

“…se la malattia è iniziata il lunedì immediatamente successivo al venerdì del congedo parentale, ed è terminata il venerdì immediatamente precedente il lunedì in cui è ripreso il congedo, le domeniche ed i sabati della settimana corta, cadenti subito prima e subito dopo la malattia, devono essere conteggiati come giorni di congedo parentale”.

Pur riferendosi al caso del congedo parentale, la nota deve essere applicata a qualsiasi tipo di congedo, compresa la malattia personale o malattia per il bambino, intervallato da altra tipologia di congedo senza la ripresa di servizio effettivo tra un’assenza e un’altra.

L’INPS nel messaggio n. 28379 del 25.10.2006  riporta questi esempi (basta sostituire “congedo parentale” con “congedo per malattia” o “congedo per malattia del bambino” ecc.):

1^ settimana: Dal Lunedì al Venerdì = congedo parentale

2^ settimana: Dal Lunedì al Venerdì = ferie o malattia

3 ^ settimana: Lunedì = ripresa dell’attività lavorativa

In questo caso, le giornate di sabato e di domenica comprese tra la prima e la seconda settimana e tra la seconda e la terza non devono essere conteggiati come congedo parentale.

Viceversa, allorquando si susseguano, senza interruzione, un primo periodo di congedo parentale, un periodo di ferie o di malattia ed un ulteriore periodo di congedo parentale, i giorni festivi ed i sabati (in caso di settimana corta), che si collocano immediatamente dopo il primo periodo di congedo ed immediatamente prima del successivo, devono essere conteggiati come giorni di congedo parentale (v. circ. n. 82/2001, par. 1, ultimo cpv.).

A chiarimento si riporta l’esempio che segue, riferito sempre all’ipotesi di settimana corta:

1^ settimana: Dal Lunedì al Venerdì = congedo parentale

2^ settimana: Dal Lunedì al Venerdì = ferie o malattia

3^ settimana: Dal Lunedì al Venerdì = congedo parentale

In questo caso, le giornate di Sabato e di Domenica comprese tra la prima e la seconda settimana e tra la seconda e la terza devono essere conteggiate come congedo parentale.

Giova oltretutto ricordare che il Dipartimento della Funzione Pubblica, con circolare del 3 febbraio 2012, in merito alla frazionabilità del congedo straordinario di cui all’art. 42, co.5 del D.L.vo 151/2001 modificato, si esprime così:

Il congedo è fruibile anche in modo frazionato (a giorni interi, ma non ad ore). Affinché non vengano computati nel periodo di congedo i giorni festivi, le domeniche e i sabati (nel caso di articolazione dell’orario su cinque giorni), è necessario che si verifichi l’effettiva ripresa del lavoro al termine del periodo di congedo richiesto. Tali giornate non saranno conteggiate nel caso in cui la domanda di congedo sia stata presentata dal lunedì al venerdì, se il lunedì successivo si verifica la ripresa dell’attività lavorativa ovvero anche un’assenza per malattia del dipendente o del figlio. Pertanto, due differenti frazioni di congedo straordinario intervallate da un periodo di ferie o altro tipo di congedo, debbono comprendere ai fini del calcolo del numero di giorni riconoscibili come congedo straordinario anche i giorni festivi e i sabati (per l’articolazione su cinque giorni) cadenti subito prima o subito dopo le ferie o altri congedi o permessi.”

I principi espressi dall’INPS sono gli stessi espressi dalla Funzione Pubblica e anche se ciò che prescrive quest’ultima è riferito al congedo straordinario, va applicato in via analogica anche al caso di qualunque altro congedo compreso quello per malattia o congedo parentale.

In conclusione, nel caso di assenze “cicliche” (es. prima settimana malattia, seconda settimana diverso congedo e terza settimana nuovamente malattia, senza nessuna ripresa del servizio), il cambio della tipologia di assenza non comporta l’esclusione dei festivi e del giorno libero dal computo delle assenze in quanto le assenze per diverso congedo ricadono all’interno di due differenti frazioni di uno stesso congedo senza nessuna ripresa del servizio. Stessa cosa dicasi per la chiusura della scuola in cui non è possibile effettuare una presa di servizio.

Pertanto, ad ogni assenza “ciclica” bisognerà applicare la normativa sopra richiamata.

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