Assenza per malattia: è la tipologia di assenza descritta nel certificato medico che determina gli eventuali benefici per il dipendente

DSGA – Carissimi, sono di nuovo io e gradirei una risposta. Un collaboratore scolastico si è assentato per infortunio sul lavoro per 15 giorni. Dopodiché l’assenza è continuata ma non per infortunio ma per normale  malattia. Va predisposta in questo caso la visita fiscale e la decurtazione  retributiva? Il certificato indica solo la prognosi per altri 10 giorni. In attesa di riscontro porgo i saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissimo DSGA,

tutto dipende dalla certificazione prodotta dal collaboratore scolastico e dalla tipologia dell’assenza descritta nello stesso. Solo in base a questo la scuola, a seconda dei casi, non deve effettuare la trattenuta economica fino ai 10 giorni, la visita fiscale ed eventualmente non far rientrare nel periodo di comporto i giorni di assenza.

Giova ricordare che il ”certificato di malattia” oltre a contenere i dati del medico e del lavoratore è completo di diagnosi. Include quindi sia la tipologia dell’assenza per malattia che la prognosi (la durata dell’assenza).

È inviato all’INPS che lo mette a disposizione esclusivamente dell’intestatario, mediante accesso al sito Internet dell’Istituto e previa identificazione con PIN personale.

Il medico rilascia una copia cartacea al lavoratore se ne fa richiesta oppure, anche in alternativa, il lavoratore può chiedere al medico di inviare copia dello stesso documento in formato pdf alla propria casella di posta elettronica.

L’”attestato di malattia”, invece, ai sensi della normativa della tutela della privacy non deve contenere la diagnosi ma solo la prognosi, quindi indicherà solo la durata dell’assenza.

È inviato all’INPS che lo mette a disposizione alla scuola di appartenenza del lavoratore tramite le procedure informatiche.

Il medico rilascia una copia cartacea al lavoratore se ne fa richiesta oppure, anche in alternativa, il lavoratore può chiedere al medico di inviare copia dello stesso documento in formato pdf alla propria casella di posta elettronica.

La scuola, dunque, prende visione solo dell’”attestato di malattia e quindi verrà a conoscenza della prognosi ma non della diagnosi.

Che fare se il dipendente deve per esempio imputare l’assenza ad “infortunio”, “grave patologia” o “invalidità” ecc.?

In questo caso il medico deve fare espressamente riferimento nel “certificato di malattia” alla tipologia di assenza del dipendente (la terapia da effettuare, gli effetti invalidanti, qual è la grave patologia ecc.).

Il Ministero della Salute con Decreto del 18 aprile 2012 (pubblicato sulla G.U. n. 128 del 4 giugno 2012) ha integrato il contenuto del modello di certificato telematico, per cui il medico ha ora la possibilità di indicare, nell’ambito dei dati diagnosi, se l’assenza dell’assistito è riconducibile ad una patologia grave che richiede terapia salvavita o una malattia per la quale è riconosciuta la causa di servizio o uno stato patologico sotteso o connesso alla situazione di invalidità riconosciuta, tutte cause che prevedono delle particolari esenzioni (dalla visita fiscale al calcolo del periodo di comporto di assenza per malattia).

Per tali assenze (infermità da causa di servizio, stati di invalidità connessi all’esonero dalla visita fiscale, grave patologia che richiede terapia salvavita ecc.), quindi, si deve rendere necessaria la conoscenza della diagnosi all’Amministrazione, se si vuole fruire dei benefici previsti dalle legge e quindi del trattamento giuridico/economico più favorevole (es. non computabilità di tali giorni nel periodo di comporto, non effettuazione della trattenuta o visita fiscale).

Nel caso in cui il medico sia impossibilitato a provvedere in tal senso, il dipendente deve portare la certificazione a conoscenza della scuola e il Dirigente o chi è addetto alla gestione delle assenze, procederà, nell’esercizio della propria attività istituzionale, al trattamento di tali dati sensibili con le modalità e nei limiti stabiliti dal decreto legislativo n. 196/2003.

Ricordiamo inoltre per quali tipologie di assenze non deve essere effettuata la trattenuta economica fino ai 10 giorni, la visita fiscale e quando l’assenza non rientra nel computo dei giorni di malattia.

Non si procede alla decurtazione economica fino a 10 giorni nei seguenti casi:

  • Assenze dovute ad infortuni sul lavoro riconosciuti dall’INAIL;
  • Assenze per malattia dovute a causa di servizio riconosciuta dal Comitato di    Verifica per le cause di servizio;
  • Ricovero ospedaliero, in strutture pubbliche o private. Per “ricovero ospedaliero” si intende la degenza in ospedale per un periodo non inferiore alle 24 ore (comprensivo della notte). L’assenza su prognosi rilasciata da un Pronto Soccorso non è assimilabile al ricovero e pertanto sarà soggetta alle trattenute;
  • Ricovero domiciliare certificato dall’ASL o struttura sanitaria competente, purché sostitutivo del ricovero ospedaliero;
  • I day-hospital;
  • Assenze dovute a gravi patologie che richiedono terapie salvavita: sono esclusi dalla decurtazione economica i giorni di ricovero ospedaliero, i day-hospital, l’effettuazione delle terapie salvavita (inclusa la chemioterapia); i giorni di assenza dovuti alle conseguenze certificate delle terapie; i giorni di assenza per l’effettuazione delle periodiche visite specialistiche di controllo delle (certificate) gravi patologie (“accertamenti ambulatoriali”).
  • I periodi di assenza per convalescenza che seguono senza soluzione di continuità un ricovero o un intervento effettuato in regime di day-hospital indipendentemente dalla loro durata per i quali è sufficiente una certificazione rilasciata anche dal medico curante pubblico o privato (la certificazione medica dovrà far discendere espressamente la prognosi dall´intervento subito in ospedale);

Non si procede alla visita fiscale (dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00) nei seguenti casi:

  • Assenze dovute a gravi patologie che richiedono terapie salvavita: sono esclusi dalla visita di controllo i giorni di ricovero ospedaliero, i day-hospital, l’effettuazione delle terapie salvavita (inclusa la chemioterapia); i giorni di assenza dovuti alle conseguenze certificate delle terapie; i giorni di assenza per l’effettuazione delle periodiche visite specialistiche di controllo delle (certificate) gravi patologie (“accertamenti ambulatoriali”).
  • Infortunio sul lavoro, se riconosciuto con determinazione dell’INAIL;
  • Malattie riconosciute dipendenti da causa di servizio, se almeno riconosciuta dal Comitato di Verifica per le cause di servizio;
  • Stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità “riconosciuta”: la patologia invalidante dev’essere riconosciuta da un giudizio medico legale emesso secondo le normative vigenti (non è richiesto alcun grado minimo di invalidità) e il certificato medico deve contenere in maniera esplicita il nesso causale tra invalidità riconosciuta e malattia in atto che ha determinato la prognosi clinica;
  • Qualora il dipendente sia ricoverato presso un  ospedale, o si rechi al pronto soccorso, o a seguito di un infortunio, o a seguito di un  ricovero ospedaliero, qualora il periodo di riposo o di convalescenza sia stato ordinato dall’ospedale stesso (e non, successivamente, dal medico curante: in questo caso non risulta nessun legame ufficiale con il periodo di ricovero o con il precedente infortunio);
  • Nei confronti dei dipendenti per i quali è stata già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato: la visita fiscale non può essere prevista per due volte per lo stesso evento morboso. Ogni prolungamento della malattia può invece prevedere una successiva visita medica di controllo;
  • Nei confronti dei dipendenti che si assentano per malattia per sottoporsi a “visite specialistiche” (La richiesta di visita di controllo si configurerebbe come ingiustificato aggravio di spesa per l’amministrazione in quanto l’avvenuta visita sarà giustificata con la presentazione dell’attestato da parte del dipendente).

Non concorrono alla determinazione del conteggio dei giorni di malattia nel periodo di comporto (18 mesi + 18 mesi per il personale a TI; 9 mesi o 30 giorni per il personale a TD):

  • Le assenze dovute ad infortunio sul lavoro certificate dall’INAIL;
  • Le assenze dovute a gravi patologie che richiedono terapie salvavita: sono esclusi dal periodo di comporto i giorni di ricovero ospedaliero, i day-hospital, l’effettuazione delle terapie salvavita (inclusa la chemioterapia); i giorni di assenza dovuti alle conseguenze certificate delle terapie; i giorni di assenza per l’effettuazione delle periodiche visite specialistiche di controllo delle (certificate) gravi patologie (“accertamenti ambulatoriali”).
  • L’assenza dovuta a “malattia determinata da gravidanza” anche se l’interruzione di gravidanza avviene entro il 180 º giorno di gestazione.

L’INAIL, nelle circolari n. 48/1993 e n. 51/2001, e il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, che con nota 25/I/0011428 del 19 agosto 2008, di risposta all’interpello n. 32 del 19 agosto 2008 del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, ha precisato che l’articolo 12 del D.P.R. n. 1026/1976 considera l’interruzione di gravidanza prima del 180° giorno come aborto e non come parto; qualificandosi dunque, come “malattia determinata da gravidanza”, ad essa si applicherà la tutela prevista dall’articolo 20 del D.P.R. n. 1026/1976, secondo cui tale assenza non rientra nel periodo di comporto.

Nello stesso interpello, il Ministero del Lavoro afferma che ai fini della prova della morbosità determinata da gravidanza non è necessaria la produzione di un certificato rilasciato da un medico specialista del Servizio sanitario nazionale, ma basta un certificato rilasciato da un medico di base convenzionato.

In questo caso, quindi, i relativi giorni di “malattia” non saranno computabili nel periodo massimo previsto per la conservazione del posto di lavoro.

Rientrano nel periodo di comporto:

  • Tutte le assenze di malattia comprese le infermità dipendenti da causa di servizio (per cui comunque spetta l’intera retribuzione), i day-hospital e il ricovero ospedaliero (esclusi quelli per l’effettuazione di terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti da parte del dipendente affetto da grave patologia) e le visite specialistiche (quest’ultime solo se imputate a malattia)).
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