Scrutini finali: la non ammissione di un allievo disabile non può essere determinata dalla volontà dei genitori

Mariano – Salve, sono un docente di sostegno a tempo indeterminato che nel corso del presente anno scolastico ha operato in una terza media su un alunno con Sindrome Autistica molto grave.  Nel corso dell’anno è emersa nei genitori, sentito il parere dell’Equipe multidisciplinare dell’ASP e la conferma dello stesso parere da parte del sottoscritto in seno alle riunioni del Consiglio di Classe e durante gli scrutini intermedi e finali, l’esigenza e l’opportunità di fermare l’allievo nella stessa classe per evitare le conseguenti frustrazioni derivanti dall’impatto dell’inserimento in una nuova realtà scolastica, che gli avrebbero generato crisi autolesionistiche importanti. I genitori in conseguenza di ciò hanno presentato esplicita richiesta scritta indirizzata al Dirigente Scolastico e al Consiglio di Classe in cui si chiedeva la non ammissione agli esami del proprio figlio.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Mariano,

i parere dei genitori dell’allievo o del GLH o del singolo Dirigente non possono in nessun caso essere determinanti. La competenza dell’ammissione alla classe successiva o all’esame è esclusiva del Consiglio di classe, con la presenza della sola componente docente. Si escludono quindi pareri determinanti dei genitori o del GLH.

È ovvio che il Consiglio di classe prende in considerazione tutto il percorso dell’allievo e anche i pareri dell’Equipe medica, ma non è possibile motivare una non ammissione sui pareri epressi da quest’ultima o sulla volontà dei genitori. Non è previsto dalla normativa.

Riportiamo a questo proposito un interessante passo della nota Prot. n. 1075/C27 dell’USR della Liguria del 21.2.2011 che ha per oggetto “La continuità educativa a favore degli alunni disabili”: “…Nel caso di alunni con esigenze educative particolari, si ricorda che nulla vieta che il PEI possa prevedere un percorso fortemente individualizzato, senza che questo comporti la necessità di rallentare o posticipare l’avvio del percorso scolastico. Analoga attenzione deve essere posta alla regolarità e fluidità del percorso scolastico, che deve consentire, anche agli alunni disabili, di poter usufruire di tutte le opportunità che il sistema scolastico e formativo offrono. Con ciò non si esclude la possibilità di ripetenza, ma pare opportuno ricordare che la promozione o meno dell’alunno, sia pure disabile, è competenza esclusiva degli organi collegiali nella sola componente docente.

L’alunno sarà valutato in riferimento non ad obiettivi standard, ma agli obiettivi didattici previsti espressamente per lui nel PEI. Non si ritiene che l’alunno possa essere respinto qualora nella definizione degli obiettivi del PEI siano state fissate mete non raggiungibili per l’alunno stesso.
La valutazione, e quindi l’esito scolastico, non può essere condizionato da considerazioni e pregiudizi rispetto all’idoneità o meno della struttura di futura frequenza.”

Ciò vale sia per gli scrutini di I che di II grado e indifferentemente per l’ammissione/non ammissione alla classe successiva o all’esame di stato .

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