Esami di Stato: commissaria incinta e presidente intransigente

Silvia – Cara Lalla, nella commissione d esame del liceo scientifico presso cui lavoro una collega incinta al terzo mese, in sede di insediamento (durante la seduta plenaria) ha presentato immediatamente una sua priorità per poter mettere la commissione in grado di lavorare nel rispetto dei tempi e delle esigenze di ciascuno: ai primi di luglio infatti ha un amniocentesi prenotata (accertamento richiesto dai medici per esigenze di monitoraggio sulla salute del nascituro).

Ha chiesto perciò gentilmente se fosse possibile concordare con il presidente, i commissari esterni e quelli interni dell altra classe abbinata, un calendario che le lasciasse la possibilità di sottoporsi (che sappiamo essere invasivo e un po delicato) nel giorno stabilito.

Una collega della commissione però, a sua volta, essendo su due diverse commissioni ha dovuto chiedere al suo secondo Presidente di poter concordare tale calendario in concerto con la prima commissione.

Questo si è rifiutato di mettere mano al proprio calendario (erano le 9 di lunedi mattina, a circa mezzora dall inizio della preliminare) che si era premurato di stilare preventivamente e in forma autonoma e arbitraria. Secondo i calcoli della prima commissione sarebbe bastato invertire la priorità di una classe per permettere alla collega di lavorare serenamente in commissione e di svolgere per intero le sue funzioni di commissario interno, facendo in modo che la data dell esame non disturbasse il regolare andamento dell esame.

Invece dopo quasi due ore di inutili discussioni telefoniche, anche tra i due presidenti, senza che si ottenesse né spiegazioni in merito al rifiuto di concertazione, né il minimo segno di disponibilità al dialogo, si è rinunciato.

La collega è stata costretta a farsi sostituire, anche su invito del suo Presidente che, volendo proseguire i lavori della propria commissione, ha infine caldeggiato questa soluzione.

Ora la domanda è come sia possibile una situazione di questo tipo!

La domanda è se esista una normativa che regola la funzione, le prerogative e gli obblighi del Presidente di Commissione dove si possa rintracciare un articolo a cui appigliarsi per denunciare o quanto meno contestare il comportamento del Presidente di commissione in questione. Possiamo ritenere questo episodio un vero abuso di potere? Una forma di discriminazione se non una violazione del diritto alla maternità?

Vorremmo avere qualche ragguaglio in proposito prima di mettere a tacere l accaduto. Grazie per il vostro lavoro

Lalla – gent.ma Silvia, la vicenda che mi racconti ha contorni non ben definiti, per cui ti rispondo in base a ciò che credo di aver desunto.

Due docenti commissari degli Esami di Stato II grado 2013, sapendo di avere nel periodo degli Esami un impegno personale non procrastinabile, hanno chiesto alla Commissione di stilare un calendario che tenga conto dei loro impegni.

Alla fine l’accordo non si è trovato e una delle colleghe, quella incinta, non ha avuto il giorno richiesto e, mi sembra di capire, abbia rinunciato all’incarico.

Innanzitutto va detto che la normativa prevede che sia i commissari, sia il Presidente, possono assentarsi, a turno, per un giorno ciascuno. In questo caso i lavori della commissione procedono, a meno che non siano previsti lavori collegiali, in quel caso è necessario sospendere per quella giornata i lavori e rimodulare il calendario.

Di solito si viene incontro alle esigenze improrogabili dei commissari per evitare la rimodulazione dei calendari, ma bisogna anche tener conto di eventi inaspettati.

Pertanto la collega, se aveva bisogno di una sola giornata, avrebbe potuto usufruirne anche senza il consenso del Presidente. In quel caso il Presidente infatti non avrebbe potuto che rispettare la normativa.

L’assenza temporanea (massimo un giorno) è regolata dalla nota dell’11 giugno 2007

"Si ritiene di precisare che, in caso in assenza temporanea di uno dei commissari, si rende possibile il proseguimento delle operazioni d’esame relative alla correzione delle prove scritte sempreché sia assicurata la presenza in commissione del presidente o del suo sostituto e di almeno due commissari per ciascuna area disciplinare. "

"In caso di assenza temporanea di uno dei commissari, non possono avere luogo le operazioni che richiedono la presenza dell’intera commissione (formulazione dei criteri di correzione e di valutazione delle prove scritte e del colloquio, correzione della terza prova scritta e attribuzione del relativo punteggio, attribuzione del punteggio alla prima e alla seconda prova scritta, ecc.).

Per quanto riguarda l’ipotesi di assenza temporanea dei commissari durante l’espletamento dei colloqui, si osserva che, ai sensi dell’art. 16, comma 1, della citata Ordinanza ministeriale n. 26/2007, «il colloquio deve svolgersi in un’unica soluzione temporale, alla presenza dell’intera commissione"

Io invece nutrirei qualche dubbio sul fatto che la richiesta della collega potesse coinvolgere solo un giorno di assenza, dal momento che l’esame di cui parli implica un successivo periodo di riposo per la gestante, ma non sono un medico 🙂

Va anche detto che, come risulta da verbale, è la Commissione a stilare il calendario, non il Presidente da solo.

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