Permesso per matrimonio: nozze all’estero e decorrenza dei 15 giorni di congedo

Giuditta – Carissimi, la scuola non sa sciogliere questo dubbio e pertanto mi rivolgo a voi nella speranza di una risposta in modo da farla leggere alla scuola. Sono docente a tempo indeterminato e nel mese di agosto che chiederò di ferie mi sposerò negli Stati Uniti d’America. Ci vorrà poi il tempo per la trascrizione in Italia del matrimonio ma non ci hanno detto ancora quanto tempo occorrerà per tale adempimento. A questo punto io e la scuola ci chiedevamo: gli eventuali 15 giorni di congedo li posso ottenere anche dalla data di trascrizione oppure li devo necessariamente chiedere dalla data di matrimonio che celebrerò ad agosto? Cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Giuditta,

a mio avviso l’art. 15/3 non lascia spazio a fraintendimenti indicando uno spazio temporale compreso tra una settimana prima e due mesi successivi al matrimonio.

Il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 3 novembre 2000, n. 396 all’art. 16 recita:

“Il  matrimonio  all’estero,  quando  gli  sposi  sono entrambi cittadini  italiani  o uno di essi e’ cittadino italiano e l’altro e’ cittadino  straniero,  puo’  essere  celebrato  innanzi all’autorita’ diplomatica  o  consolare  competente,  oppure  innanzi all’autorita’ locale  secondo  le  leggi  del luogo. In quest’ultimo caso una copia dell’atto   e’   rimessa   a  cura  degli  interessati  all’autorita’ diplomatica o consolare.”

il 17 recita:

“L’autorita’  diplomatica  o  consolare trasmette ai fini della trascrizione  copia  degli  atti  e  dei  provvedimenti  relativi  al cittadino  italiano  formati  all’estero  all’ufficiale  dello  stato civile  del  comune  in  cui  l’interessato ha o dichiara che intende stabilire  la  propria residenza, o a quello del comune di iscrizione all’Anagrafe  degli  italiani  residenti all’estero o, in mancanza, a quello  del comune di iscrizione o trascrizione dell’atto di nascita, ovvero,  se  egli e’ nato e residente all’estero, a quello del comune di  nascita  o  di  residenza  della madre o del padre di lui, ovvero dell’avo  materno  o  paterno.  Gli  atti di matrimonio, se gli sposi risiedono  in  comuni  diversi, saranno inviati ad entrambi i comuni, dando  ad essi comunicazione del doppio invio. Nel caso in cui non e’ possibile  provvedere con i criteri sopra indicati, l’interessato, su espresso   invito  dell’autorita’ diplomatica  o  consolare,  dovra’ indicare un comune a sua scelta.”

Sull’argomento rileviamo inoltre diverse sentenze della Cassazione  (es. 14 febbraio 1975, n. 569; 28 aprile 1990) le quali avevano già affermato che il matrimonio contratto all’estero è valido indipendentemente dalle formalità relative alla pubblicazione ed alla trascrizione nei registri di stato civile.

Soffermandomi quindi sulla normativa sopra richiamata il mio parere è che la data da cui scaturirà la possibilità di fruire del periodo di congedo  (da una settimana prima fino a due mesi successivi al matrimonio) non può che essere quella di agosto negli USA ovvero la data del matrimonio a nulla rilevando la data in cui tale matrimonio verrà poi trascritto in Italia.

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