Scrutini finali: il voto di condotta non lo decide il Dirigente e per di più in una sede che non è il consiglio di classe

Floriana – Buongiorno e grazie anticipatamente per la professionalità e la disponibilità con cui svolgete il vostro lavoro. Lavoro in una scuola “strana” : molti alunni non hanno presenziato a scuola in un giorno di “ponte” tra due festività, nonostante una circolare minacciosa da parte del dirigente scolastico che specificava quanto questo avrebbe influenzato il voto di condotta.

Lo stesso dirigente, infatti, ha preteso un elenco dei bambini presenti a scuola.  In sede di scrutini ha esortato le docenti, attraverso le sue collaboratrici, ad aumentare il voto in condotta ma la sottoscritta, come altri,  si è rifiutata. I giorni successivi, alcuni “dissidenti” sono stati chiamati a correggere il voto. Può un dirigente influenzare in questo modo la libertà di insegnamento dei docenti ? Rientra questo atteggiamento nei suoi poteri ? La scrivente-dissidente non è stata contattata, mentre il “lavoro sporco” è stato fatto fare alla collega contitolare che per gentilezza mi ha informata. Ma io come docente non valgo più niente?

Paolo Pizzo – Gentilissima Floriana,

siamo purtroppo a conoscenza di come molti Dirigenti credano che in sede di scrutinio finale siano gli unici a decidere o comunque possano influenzare le decisioni del consiglio di classe facendo finta che non esista una normativa che regoli tali sedute.

Nella rubrica così in home page siamo sempre molto attenti all’argomento della valutazione degli allievi e a ridosso del termine delle lezioni ci siamo impegnati a pubblicare delle guide che sappiamo sono risultate molto utili ai colleghi.

Uno degli scopi di queste guide è stato quello di far emergere quel carattere di collegialità che le norme impongono durante la valutazione degli allievi.

Dobbiamo dire che le guide non erano rivolte solo ai Dirigenti ma anche ai docenti. Non  a caso erano proprio i quesiti che ponevano questi ultimi del tipo “può il consiglio di classe alzare il mio voto”? “può il consiglio di classe promuovere un allievo anche se io sono contraria?” ecc. ad essere prevalenti.

In queste guide, nelle FAQ e in altri articoli abbiamo sempre indicato la normativa di riferimento e come devono avvenire le deliberazioni di un consiglio di classe.

Purtroppo molti Dirigenti pensano che essere presidenti del consiglio di classe (nella scuola di I e II grado) voglia dire decidere autonomamente le ammissioni e le non ammissioni, i voi di condotta ecc.

Non è assolutamente così.

Ed è bene che ogni docente arrivi alla seduta di un consiglio di classe sempre preparato e sappia quindi come si svolgono tali adunanze. E c’è da dire che molte volte pecchiamo in questo e non siamo affatto preparati.. Perché basterebbe, durante la seduta, laddove non lo facesse il presidente del Cdc, ricordare a tutti la normativa di riferimento e attenersi  a questa e tutto filerebbe liscio.

Pertanto, in merito al quesito posto, rileviamo l’illegittimità attuata dal Dirigente che non si è attenuto alla sovranità del consiglio di classe di cui oltretutto fa parte (scuola di I e II grado) e all’interno del quale, proprio per la funzione che svolge, dovrebbe far rispettare le norme che lo regolano.

Come più volte detto, il DPR n. 122/2009 all’art. 2/1 (Valutazione degli alunni nella scuola secondaria di primo grado) afferma: “La valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti è effettuata nella scuola secondaria di primo grado, dal consiglio di classe presieduto dal dirigente scolastico o da suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza ”.

L’art. 2 comma 8 lettera B afferma che “nella scuola secondaria di primo grado, con voto numerico espresso collegialmente in decimi ai sensi dell’articolo 2 del  decreto-legge; il voto numerico e’ illustrato con specifica nota e  riportato anche in lettere nel documento di valutazione”.

L’art. 2 della legge 169/08 chiarisce che “La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso e all’esame conclusivo del ciclo.”

“collegialmente”…vorrà dire qualcosa?

Se poi guardiamo alla scuola primaria l’art. 3, comma 1 bis del D.L. 137/2008, convertito dalla legge 169/2008 prevede che “Nella scuola primaria, i docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione”.

Qui addirittura la decisione è assunta dai docenti con esclusione di una partecipazione attiva del Dirigente (prevista invece nella scuola di I e II grado).

Quindi non c’è nessun dubbio sul fatto che è il consiglio di classe a determinare il voto (disciplinare e di condotta) e non il Dirigente o il singolo docente.

Detto ciò, intanto c’è da sottolineare che le “collaboratrici” partecipano al consiglio di classe solo se fanno parte dello stesso, altrimenti la loro presenza rende nulla qualsiasi decisione, dopodiché tutto l’iter che porta alle deliberazioni deve essere evidenziato nel verbale di scrutinio.

Non vedo quindi come sia possibile correggere quanto avevate deliberato in sede di scrutinio in una successiva “seduta informale” (per non chiamarla in altro modo…) in cui il Dirigente “invita” i docenti a modificare quanto adottato in precedenza.

A mio avviso non solo ciò che è stato modificato, se è stato modificato, è illegittimo e rende nullo lo scrutinio, ma il comportamento del Dirigente va evidenziato come non conforme al ruolo che ricopre.

Dovresti quindi rivolgerti intanto alle RSU dell’istituto e nel caso alle OO.SS. di competenza per evidenziare il comportamento del Dirigente in questione.

Se ogni anno non facciamo così il prossimo saremo ancora qui a ripetere la stessa cosa.

 

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