Concorso: le Avvertenze generali fanno parte del programma di esame per la prova orale

Manuela – Salve, ho appena sostenuto la prova orale del concorso per l’infanzia e non ho superato la prova. Vorrei solo sapere come dovrebbe in teoria svolgersi la prova. Mi spiego meglio: leggendo le istruzioni della prova, avevo capito che dopo la lezione simulata, ci sarebbe dovuto essere un colloquio di max 30 minuti per approfondire le metodologie utilizzate e altre domande pratiche.

La griglia di valutazione per l’orale (regione Marche) verte su: conoscenza dei campi di esperienza, capacità di trasmissione dell’insegnamento e progettazione didattica, più utilizzo tic nel progetto e conversazione in inglese. In quale di questi punti secondo lei, si parla di Avvertenze generali, domande del tipo: "quale legge regola l’elezione dei rappresentanti dei genitori?" "Qual è la differenza tra abilità formative e di
apprendimento?" "La differenza tra abilità, competenze e traguardo di sviluppo delle competenze?"

Insomma, tutte queste domande, probabilmente più lecite per lo scritto, possono essere fatte anche per l’orale? La ringrazio se vorrà rispondermi. Cordiali Saluti

Lalla – Gent.ma Manuela, partiamo dall’inizio.

Il programma

L‘allegato 3 al bando di concorso DDG n. 82 del 24 settembre 2012 afferma, per quanto riguarda la scuola dell’infanzia

"Tipologie delle prove

Prova scritta: cfr. avvertenze generali.
Prova orale: cfr. avvertenze generali."

Quindi, il fatto che la prova orale preveda lo studio delle Avvertenze generali è contenuto nel bando di concorso.

La prova orale

E’ regolata dall’art. 10 del bando di concorso

3. La prova orale consiste:

a) in una lezione simulata, della durata di 30 minuti, su una traccia estratta dal candidato 24 ore prima della data programmata per la sua prova orale. A tal fine la commissione predispone un numero di tracce pari a tre volte il numero dei candidati. Le tracce estratte sono escluse dai successivi sorteggi;

b) in un colloquio immediatamente successivo, della durata massima di 30 minuti, nel corso del quale sono approfonditi i contenuti, le scelte didattiche e metodologiche della lezione di cui alla lettera a).

I chiarimenti ministeriali

La nota del 17 aprile 2013 afferma, a proposito dei 30 minuti (circa) di colloquio successivo all’esposizione della lezione simulata

"COLLOQUIO SUCCESSIVO

L’impostazione e la conduzione del colloquio successivo alla lezione simulata è rimesso alle scelte e alla discrezionalità della commissione. La finalità del colloquio è comunque quella di analizzare ed approfondire i contenuti e le scelte metodologiche relativi alla lezione simulata. Si potrà trattare di approfondimenti di carattere disciplinare che consentano di mettere in risalto l’ampiezza e la profondità delle conoscenze del candidato, oppure di sollecitare il candidato a giustificare e ad arricchire le scelte didattiche illustrate, facendo anche riferimento alle modalità di documentazione e di verifica"

Porre delle domande che afferiscano alle Avvertenze generali o alla didattica in generale rientra in questo punto, quello di mettere in risalto (o verificare) l’ampiezza e profondità delle conoscenze del candidato.

Pertanto, le domande che ti sono state poste sono lecite e rientrano nei parametri previsti.

La griglia di valutazione per la prova orale della scuola dell’infanzia Marche

La griglia di valutazione elaborata dalla commissione Marche presenta, come tu stessa affermi, dei descrittori

  • Padronanza delle discipline di insegnamento in riferimento ai campi di esperienza previsti dalle indicazioni nazionali del 16.11.2012
  • Capacità di trasmissione delle discipline di insegnamento
  • Capacità di progettazione didattica
  • Riferimento nella progettazione alle tecnologie TIC
  • Conversazione nella L2

All’interno della griglia, le domande relative alla didattica possono essere sicuramente valutate, mentre quella specifica sull’elezione dei rappresentati dei genitori sembra non trovare un riferimento preciso (e qui mi troveresti d’accordo), e tuttavia se analizziamo altre griglie, ad es. quella dell’Abruzzo, troviamo che il descrittore "Capacità di progettazione didattica" viene spiegato con

"2a. Capacità di pianificazione, con una chiara esplicitazione dei tempi, delle frasi attuative, delle azioni di verifica, valutazione e documentazione
2b. Capacità di attuare una valutazione critica in ordine alle potenzialità formative dei vari strumenti e materiali didattici anche di tipo tecnologico
2c. Conoscenza dei compiti inerenti al profilo professionale docente, con riferimento alle attività individuali e collegiali"

(si può essere o meno d’accordo sulla scelta di introdurre la verifica delle conoscenze in un descrittore che valuta le capacità), ma almeno vi è una giustificazione.

Conclusione.

Le domande che ti sono state posto sono lecite alla luce di quanto richiesto dal bando, la griglia utilizzata (a mio parere) è imperfetta e manchevole di riferimenti più precisi, e dunque lascia dubbi sul modo in cui essa venga concretamente applicata alle singole prove.

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