Supplenze e malattia: servizio svolto tramite messa a disposizione e computo della malattia

Rosa – volevo cortesemente chierLe un informazione su un comportamento adottato dal dirigente scolastico dove ho prestato servizio con messa a disposizione nel periodo dal 25/9/2012 al 30/6/2013, per 2 giorni di malattia certificata ha applicato l’interruzione di continuità del periodo lavorativo, è un prassi lecita ed usuale o posso richiedere l’intervento dei sindacati ??grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissima Rosa,

esaurite le graduatorie d’istituto, relativamente ad un posto di insegnamento o classe di concorso, i dirigenti scolastici dovranno utilizzare, previe le opportune intese con i competenti  dirigenti scolastici e interpellando il sistema informativo, quelle degli istituti viciniori a livello dell’intera provincia.

In caso di esaurimento di tutte le graduatorie a livello provinciale, il dirigente scolastico individua l’avente titolo attraverso le domande di messa a disposizione (MAD) di docenti anche non inclusi nelle graduatorie di circolo e di istituto delle scuole della provincia.

Pertanto i posti eventualmente residuati (graduatorie d’istituto esaurite) sono assegnati dai dirigenti scolastici delle scuole in cui esistono le disponibilità, secondo questo ordine:

1. Graduatorie degli istituti viciniori;

2. Domande di messa a disposizione.

La messa a disposizione è un’istanza informale non normata ma neanche vietata da alcuna legge o disposizione in materia.

L’istanza, in carta semplice, può essere inviata dall’aspirante tramite pec, fax o raccomandata A/R anche alle scuole di altre province (oltre a quella in cui è incluso nella graduatorie d’istituto).

Non ci sono divieti sul numero di scuole o province a cui inviare la domanda.

In tale domanda l’aspirante indicherà oltre ovviamente ai suoi dati personali e ai recapiti telefonici (ed eventuale indirizzo email) anche la classe di concorso a cui è abilitato o comunque per la quale ha titolo ad insegnare (vedi docenti iscritti in terza fascia d’istituto), l’università e la data in cui è stato conseguito il titolo.

Pur non essendo normato,  il servizio svolto tramite MAD è  comunque “riconosciuto” dallo stesso Ministero che attraverso una nota indica anche quali siano le limitazioni.

La nota MIUR Prot. n. AOODGPER 1027 del 28 gennaio 2009 recita:

“Con riferimento al quesito di cui alla nota prot. 6918/8 Area I –U.O. III del 22.12.2008 dell’USP di Bari, che si allega, si comunica che, come è noto, la procedura di costituzione delle graduatorie in oggetto vieta, e sanziona con l’esclusione, la presentazione della domanda in più di una provincia da parte dell’aspirante a supplenze.

Nel concreto utilizzo delle graduatorie da parte di ciascuna scuola la procedura prevede, nei casi in cui le proprie graduatorie non consentano di reperire il supplente, che la scuola attinga, secondo un criterio di viciniorità, alle graduatorie delle altre scuole di tutta la provincia. Nulla dicono le disposizioni in materia per i casi, estremi ed eccezionali, in cui la scuola, pur percorsi i passaggi procedurali sopraindicati, non sia riuscita a reperire il necessario supplente; in tali situazioni non si può che ricorrere, secondo le valutazioni della dirigenza scolastica, a soluzioni extra-procedurali, tra le quali può ammettersi la presa in considerazione, ove ricevute dalla scuola, di istanze informali di messa a disposizione da parte di candidati in possesso dei requisiti allo specifico insegnamento richiesto.

In sostanza, la presentazione di tali istanze informali da parte di aspiranti, sia presenti in graduatorie di altra provincia che del tutto assenti, per non essere esplicitamente vietata dalle disposizioni vigenti né in alcun modo sanzionata, costituisce un semplice segnale di disponibilità per il quale non c’è alcun obbligo di presa in considerazione né di redazione di altra graduatoria da parte della scuola, rappresentando una semplice possibilità insieme ad eventuali altre, per la risoluzione eccezionale del problema del reperimento del supplente.

Ciò premesso, tuttavia, qualora venga assunto personale iscritto nelle graduatorie di altra provincia, si ritiene, nel rispetto sostanziale della norma che impone la presentazione della domanda di iscrizione nelle graduatorie di una sola provincia, e per assicurare parità di trattamento a tutti gli iscritti in graduatoria, che per il medesimo anno scolastico l’interessato non possa conseguire incarichi nella provincia in cui è iscritto e, ove ciò sia avvenuto, che i servizi prestati in 2 diverse province non possano per lo stesso a.s. essere cumulativamente valutati”.

Fermo restando quanto precisato nella nota, il periodo d’insegnamento eventualmente svolto tramite MAD è valido a tutti gli effetti e di conseguenza riconosciuto nell’aggiornamento delle graduatorie.

Tale premessa è utile per confermarti che nel momento in cui hai assunto servizio tramite MAD sei a tutti gli effetti una docente a tempo determinato soggetta ai doveri del CCNL/2007 ma anche titolare di diritti.

Il tuo contratto è fino al 30/6 e una volta firmato è valevole a tutti gli effetti (economici e giuridici).

Le assenze di malattia dei docenti assunti a temo determinato sono regolate dall’art. 19 del CCNL/2007, in particolare i commi 3, 4, 5 e 6.

I commi 3 e 4 prescrivono:

“Il personale docente ed ATA assunto con contratto a tempo determinato per l’intero anno scolastico  fino al termine delle attività didattiche, nonché quello ad esso equiparato ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico.

Fermo restando tale limite, in ciascun anno scolastico la retribuzione spettante al personale di cui al comma precedente è corrisposta per intero nel primo mese di assenza, nella misura del 50% nel secondo e terzo mese. Per il restante periodo il personale anzidetto ha diritto alla conservazione del posto senza assegni”.

Pertanto, sono del parere che i 2 giorni di malattia ti dovevano essere retribuiti al 100% con la sola trattenuta di cui l’art. 71, primo comma, del decreto n. 112/08 convertito in legge n.133/08 il quale prevede una decurtazione economica per le assenze per malattia fino a 10 giorni.

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