Maternità e indennità fuori nomina: chiarimenti sul pagamento e sull’indennità di disoccupazione

Isabella – Sono un’insegnante di scuola primaria, il mio contratto è appena scaduto il 30/06/2013 ma sono in interdizione per gravi complicanze della gestazione dal 22/04/2013. L’astensione obbligatoria avrà inizio il 21 Luglio poiché il parto è previsto per il 20 Settembre. Vorrei, perciò, avere una conferma rispetto a quanto mi hanno detto allo SNALS, ossia del fatto che sarà la scuola a continuarmi a pagare l’indennità di maternità in questi 20 giorni che precedono la data dell’obbligatoria e per tutto il restante periodo, finché non avrò a Settembre un contratto con una scuola diversa. Dunque non c’è bisogno che io faccia alcuna richiesta di disoccupazione né altre tipi di domande all’INPS? Sperando di essere stata chiara, vi  ringrazio per l’attenzione.

Paolo Pizzo – Gentilissima Isabella,

l’ARAN ha avuto modi di precisare che il periodo di astensione anticipata dal lavoro in caso di gravidanza a rischio (c.d. periodo di interdizione) è regolato dall’art. 17 del D.Lgs. n. 151 del 26.3.2001. Tale periodo viene equiparato, a tutti gli effetti, ai periodi di astensione obbligatoria e, infatti, viene ricompreso nell’ambito dei “congedi di maternità” di cui al capo III del citato D.Lgs. n. 151. Per i citati congedi, infatti, l’art. 24 dello stesso decreto prevede una particolare tutela, anche nei confronti del personale a tempo determinato. Infatti, tale ultimo articolo stabilisce che alle lavoratrici a tempo determinato, sia in caso di astensione anticipata che di astensione obbligatoria, ex art. 16 e 17 del citato decreto legislativo debba essere corrisposto il trattamento economico maturato al momento della interruzione delle prestazioni lavorative, anche qualora tali periodi abbiano inizio entro un arco temporale di sessanta giorni dalla scadenza del rapporto di lavoro a termine.

L’intero trattamento economico previsto per il congedo di maternità e di paternità si applica anche nei casi di astensione obbligatoria anticipata di cui all’art. 17 del d.lgs. n. 151 del 2001. Infatti, la legge assimila, sotto tutti gli aspetti, le due ipotesi previste, rispettivamente, nell’art. 16 e nell’art.17 citato.

Il Consiglio di Stato con il parere n. 460/2003 e il Ministero del Lavoro con nota 70/2004 riprendendo quanto scritto nel T.U. 151/01 hanno affermato che nei casi previsti dall’ art. 17, comma 2, lettera a)  del Testo Unico sulla maternità (gravi complicanze della gravidanza), il prolungamento dell’interdizione anticipata e della conseguente indennità economica potrà essere concesso anche in comprovata carenza di un sottostante rapporto di lavoro.

Pertanto, per i periodi ricadenti nella nomina, come è stato il tuo caso fino al 30/6, la supplente collocata in interdizione per gravi complicanze percepirà l’intera retribuzione e tale periodo è valido a tutti gli effetti.

Per i periodi di astensione dal lavoro (interdizione per gravi complicanze/congedo di maternità), successivi alla scadenza del contratto, la supplente percepirà l’indennità di maternità all’80% (indennità fuori nomina) a meno che durante tale periodo fuori nomina non accetti altre supplenze (nel tuo caso con il nuovo anno scolastico e fino alla fine del congedo obbligatorio). In questo caso, l’eventuale nomina comporterà la decadenza dal diritto a percepire l’indennità all’80% e la supplente avrà nuovamente diritto all’intera retribuzione per l’intera durata della nomina.

Come già detto in altre FAQ il pagamento dell’indennità di maternità fuori nomina è di competenza del MEF.

È solo la scuola tramite SIDI che gestirà la pratica senza che la docente produca alcuna istanza. Ovviamente la docente dovrà aver effettuato la procedura di interdizione tramite l’ASL e presentato alla scuola le relative certificazioni.

Per ciò che riguarda la disoccupazione, l’indennità di maternità sostituisce l’indennità di disoccupazione per l’intera durata del trattamento di maternità (a seconda della formula fruita: 2 + 3 mesi o 1 + 4).

Solo una volta terminato il periodo di congedo obbligatorio, il personale assunto a tempo determinato potrà richiedere l’indennità di disoccupazione, qualora possieda i requisiti previsti dalla legge.

Il consiglio però è quello di rispettare i termini di presentazione della domanda di disoccupazione. La disoccupazione, infatti, in questo caso rimarrà sospesa sino alla conclusione della maternità obbligatoria. Al termine della maternità obbligatoria percepirai la disoccupazione.

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