Maternità e supplenze: non è prevista una “priorità” nella scelta della sede per la madre lavoratrice

Giuseppe – mia moglie è mamma da 3 mesi, a settembre – essendo un’insegnante precaria – ci si augura che le venga assegnata una cattedra o parte nella provincia di Enna. Considerando che alcune cattedre distano quasi 2 ore da dove abitiamo noi e che dovrebbe fruire dell’allattamento, è legalmente  possibile avere titolo preferenziale nella scelta della cattedra in modo da non sottoporsi a lunghi viaggi? Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Giuseppe,

L’art. 56 del D. Lgs n. 151/2001 prevede che le lavoratrici in congedo di maternità/interdizione dal lavoro hanno diritto di conservare il posto di lavoro e, salvo che espressamente vi rinuncino, di rientrare nella stessa unità produttiva ove erano occupate all’inizio del periodo di gravidanza o in altra ubicata nel medesimo comune, e di permanervi fino al compimento di un anno di età del bambino;  hanno altresì diritto di essere adibite alle mansioni da ultimo svolte o a mansioni equivalenti, nonché di beneficiare di eventuali miglioramenti delle condizioni di lavoro, previsti dai contratti collettivi ovvero in via legislativa o regolamentare, che sarebbero loro spettati durante l’assenza.

Tali disposizioni si applicano anche al lavoratore al rientro al lavoro dopo la fruizione del congedo di paternità. Nel caso di adozione e di affidamento, si applicano fino a un anno dall’ingresso del minore nel nucleo familiare.

Negli altri casi di congedo, di permesso o di riposo disciplinati dal D. Lgs n. 151/2001 (congedi parentali, per malattia del figlio, riposi giornalieri), la lavoratrice e il lavoratore hanno diritto alla conservazione del posto di lavoro e, salvo che espressamente vi rinuncino, al rientro nella stessa unità produttiva ove erano occupati al momento della richiesta, o in altra ubicata nel medesimo comune; hanno altresì diritto di essere adibiti alle mansioni da ultimo svolte o a mansioni equivalenti. Tali disposizioni si applicano anche in caso di adozione e di affidamento.

Non esistono invece norme che prevedono l’assegnazione di una cattedra o di uno spezzone a titolo preferenziale alla madre lavoratrice (quindi supplente che non ha ancora assegnato il “posto di lavoro”, seppur  “temporaneo”, di cui parla l’art. citato).

Ci sono però altri diritti garantiti dal T.U. 151/01 e successive modificazioni.

Uno di questi è il diritto ai riposi giornalieri come già evidenziato nel quesito.

La regolamentazione dei riposi giornalieri (già permessi per allattamento) e relativa indennità è contenuta nel Capo VI del D. Lgs. n. 151/2001, più precisamente negli artt. 39 e 40.

La sospensione del genitore durante il periodo tutelato o ancora il licenziamento causato dalla domanda o dalla fruizione del congedo parentale, è punito con una sanzione amministrativa da euro 1.032 a euro 2.582.

L’inosservanza dell’obbligo di concessione dei riposi è punito con una sanzione amministrativa da euro 516 a euro 2.582.

L’art. 39, per tutte le lavoratrici sia del settore privato che per il pubblico  impiego, indipendentemente dalla tipologia del rapporto di lavoro, stabilisce che la madre, dopo aver fruito del congedo di maternità, ha diritto, in base al proprio orario giornaliero di lavoro, a fruire di riposi giornalieri retribuiti:

  • Se la giornata di lavoro è pari o superiore a 6 ore il riposo sarà di 2 ore (anche cumulabili);
  • Se la giornata di lavoro è inferiore a 6 ore il riposo è di 1 ora.

La madre lavoratrice durante il congedo di maternità non ha diritto a fruire dei riposi giornalieri. Li può invece utilizzare anche in coincidenza con il periodo di congedo parentale del padre.

I riposi giornalieri sono un diritto fino al compimento del primo anno del bambino; sono retribuiti per intero e sono utili ai fini dell’anzianità di servizio e delle ferie. Trattandosi di permessi retribuiti, la fruizione degli stessi non ha alcuna incidenza sull’obbligo di versamento contributivo.

Non ci sono invece norme che prevedono la scelta della cattedra o dello spezzone alle convocazioni disposte dall’UST.

 

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