Il giudizio di Religione può essere modificato in sede di scrutinio?

Enrico – In ordine alla annosa questione del concorso dell IRC., all’attribuzione del credito scolastico, in sede di scrutinio, i docenti componenti il Consiglio di Classe, onde nonprendere in considerazione il giudizio sull alunno/a avvalentesi della materia religiosa/alternativa, possono alzare i voti dei rispettivi insegnamenti sia per una collocazione al massimo della banda di oscillazione che in quella successiva.

Se ciò non è possibile, che tipo di azione concreta atta ad evitare tale elusione doveva porsi? Se sì, non pensate che si renda ineludibile, la espressione dell IRC., in voti numerici nella scuola del Terzo millennio?

Lalla – gent.mo, il giudizio con il quale il docente di religione o di attività alternativa presenta l’alunno in sede di scrutinio finale ha lo stesso valore del voto numerico dei colleghi di altre discipline: si tratta cioè di una proposta del singolo docente, che il consiglio di classe accetta o discute.

Ne abbiamo parlato nella guida relativa agli scrutini

"L’INSEGNANTE DI RELIGIONE CATTOLICA

  • Fa parte, al pari degli altri insegnanti, degli organi collegiali dell’istituzione scolastica e possiede pertanto lo status degli altri insegnanti;
    Non esprime un voto numerico in decimi, limitandosi a compilare una speciale nota, da consegnare assieme al documento di valutazione.
  • Vota per l’ammissione o la non ammissione di un allievo alla classe successiva o agli esami finali, limitatamente agli alunni che hanno seguito l’attività di RC. Qualora il suo voto in sede di scrutinio finale risultasse determinante, diviene un giudizio motivato scritto a verbale.

L’art. 8 comma 13 dell’O.M. n. 13/2013 (esami di stato II grado) inoltre afferma:
“I docenti di Religione Cattolica partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l‟attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento, esprimendosi in relazione all’interesse con il quale l’alunno ha seguito l’insegnamento e al profitto che ne ha tratto”.

IL DOCENTE DI ALTERNATIVA ALLA RELIGIONE CATTOLICA

Il docente di attività alternativa alla religione partecipa a pieno titolo ai consigli di classe per gli scrutini periodici e finali (I e II grado) nonché all’attribuzione del credito scolastico per gli studenti di scuola secondaria di II grado, limitatamente agli alunni che seguono le attività medesime.

L’art. 8 comma 14 dell’O.M. n. 13/2013 (esami di stato II grado) infatti afferma:
“partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l’attribuzione del credito scolastico i docenti delle attività didattiche e formative alternative all’insegnamento della religione cattolica-Detti docenti si esprimono sull’interesse manifestato e sul profitto raggiunto limitatamente agli alunni che abbiano seguito tali attività”.

Più in generale siamo del parere che negli scrutini di I e II grado bisognerà effettuare un’analogia con il docente di religione cattolica, compreso quindi l’utilizzo della stessa scala valutativa e della scheda a parte che andrà allegata al documento di valutazione (ovviamente limitatamente agli alunni che abbiano seguito tali attività). "

La parte che te interessa, per l’attribuzione del credito scolastico nel triennio della scuola secondaria superiore, è l’art. 8 comma 13 dell’O.M. n. 13/2013 (esami di stato II grado) che afferma:

“I docenti di Religione Cattolica partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l‟attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento, esprimendosi in relazione all’interesse con il quale l’alunno ha seguito l’insegnamento e al profitto che ne ha tratto”.

Pertanto il giudizio che tu esprimi deve essere considerato alla stregua dei voti numerici dei colleghi, passibile di rivalutazione a livello del consiglio di classe.

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