Interdizione per gravi complicanze: la procedura per ottenerla e la relativa documetazione

Rosa – sono un’insegnante di scuola primaria  con contratto a tempo indeterminato. A settembre devo chiedere l’interdizione per gravi complicanze della gestazione, vorrei sapere quali certificati presentare alla scuola di titolarità ed entro quali tempi farlo. Inoltre vorrei sapere a quali altri uffici devo comunicare la mia richiesta e quali documenti allegare alla stessa. Avendo presentato domanda di assegnazione provvisoria, chiedo se occorre comunicare anche alla sede provvisoria, nel caso mi fosse concessa, il mio stato e se devo anche  inviare la documentazione che mi indicherete. Ringrazio anticipatamente per il vostro sempre prezioso aiuto.

Paolo Pizzo – Gentilissima Rosa,

di seguito tutta la procedura che dovrai attuare all’ASL di competenza e ciò che dovrai presentare a scuola.

Ti anticipo che la relativa procedura che ti indico deve essere a conoscenza della sola scuola di servizio (se sarà quella di assegnazione provvisoria o quella di attuale servizio dipenderà quindi dall’ottenimento o meno della prima) e nulla dovrai presentare all’INPS/INPDAP.

In bocca al lupo dalla redazione.

  • Premessa

Alla ASL è devoluta, in via esclusiva, tutta la procedura di interdizione anticipata dal lavoro per “gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme morbose”, compresa l’adozione del provvedimento finale di astensione.

La durata dell’autorizzazione è legata esclusivamente alla condizione di salute della gestante o al decorso della gestazione in quanto il presupposto del provvedimento consiste in uno stato di salute che non può consentire l’inizio o la prosecuzione dell’attività lavorativa.

Pertanto, qualora il certificato medico attestante le complicanze della gestazione non indichi come data finale dell’interdizione dal lavoro direttamente l’inizio del congedo di maternità (già astensione obbligatoria), la lavoratrice ad ogni eventuale conferma dell’interdizione dovrà rifare sempre lo stesso iter che di seguito si riporta.

  • Procedura

La dipendente della scuola per ottenere l’interdizione per complicanze della gestazione deve produrre istanza alla ASL competente, che ne rilascia ricevuta.

All’istanza, redatta in carta semplice, deve allegare:

a)      il certificato medico previsto per l’accertamento della condizione di gravidanza;

b)     altro certificato medico attestante le complicanze della gestazione;

c)      ogni altra utile documentazione.

Il certificate medico deve essere rilasciato da un ginecologo di un ente pubblico (Ospedale, ASL ecc.). Nel caso in cui sia rilasciato da un ginecologo privato la lavoratrice dovrà essere sottoposta ad “accertamento sanitario”  presso una struttura pubblica.

In ogni caso, la certificazione prodotta deve contenere:

  • data ultima mestruazione;
  • data attuale di gestazione;
  • data presunta del parto;
  • diagnosi attestante le gravi complicanze della gestazione e/o le pregresse patologie che si ritiene possano essere aggravate dallo stato di gravidanza;
  • termine della prognosi.

La ASL, ricevuta l’istanza documentata della lavoratrice (la quale può delegare una persona di sua fiducia per la presentazione o inviarla con raccomandata A/R), ne rilascia apposita ricevuta in duplice copia, una delle quali deve essere prodotta a scuola a cura della lavoratrice.

La lavoratrice, quindi, produrrà domanda di interdizione da consegnare a scuola con allegata la ricevuta rilasciata dall’ASL.

La semplice presentazione dell’istanza a scuola, unitamente alla ricevuta che ne rilascia la ASL, dà diritto alla lavoratrice di assentarsi dal lavoro fino al termine fissato nel certificato medico, anche prima del provvedimento finale di astensione ASL.

L’accertamento da parte dell’ASL deve avvenire entro sette giorni decorrenti dal giorno successivo a quello della ricezione della domanda completamente documentata, ma decorre dall’inizio delle gravi complicanze.

Se tale termine trascorre inutilmente, la domanda si intende accolta, ma ciò non dispensa la ASL dall’effettuare il controllo anche oltre il settimo giorno per accertare la durata dell’astensione dal lavoro ed emanare il provvedimento: esso è definitivo, quindi non impugnabile in via gerarchica.

Nel caso di accertamento non favorevole, che comporti riduzione del periodo di interdizione dal lavoro o il mancato riconoscimento, l’assenza già goduta dall’interessata non potrà essere considerata “ingiustificata”.

Le visite di controllo sono gratuite.

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