Congedo parentale: i 30 giorni retribuiti dopo il terzo anno del bambino

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Elisabetta – Avrei bisogno di un chiarimento: sono insegnante di scuola primaria a t.d.  e ho un figlio di quasi sette anni per il quale non ho mai preso periodi di astensione (quando e’ nato ancora non lavoravo). Potrei richiedere ora, entro l’ ottavo anno, il mese di astensione retribuito per intero o non posso piu’? Grazie molte.

Paolo Pizzo – Gentilissima Elisabetta,

dalle pagine di questa rubrica e anche in home page abbiamo sempre sostenuto, prima ancora delle sentenze che di seguito ti riporterò, che i 30 gg. di congedo parentale devono essere retribuiti per intero se fruiti per la prima volta dopo il terzo compleanno del bambino.

Il motivo è uno solo ed è molto semplice: lo dice il Contratto.

Per capire però a fondo la questione, e per mettere in evidenza una incomprensibile posizione del Ministero al riguardo, è utile riportare tutta la vicenda.

L’art. 12, comma 4 del Contratto Scuola, dispone che “nell’ambito del periodo di astensione dal lavoro previsto dall’art. 32, comma 1, lettera a) del D.Lgs 151/2001 (per ogni bambino nato, nei primi suoi otto anni di vita,) per le lavoratrici madri o in alternativa per i lavoratori padri, i prima trenta giorni, computati complessivamente per entrambi i genitori e fruibili anche in modo frazionato, non riducono le ferie, sono valutati ai fini dell’anzianità di servizio e sono retribuiti per intero, con esclusione dei compensi per lavoro straordinario e le indennità per prestazioni disagiate, pericolose o dannose per la salute”.

Stabilisce quindi che il personale scolastico se fruisce dei primi 30 giorni di congedo parentale dopo il 3° anno del bambino ed entro gli 8 anni questi sono retribuiti per intero.

Fin qui tutto apparentemente semplice. Basterebbe solo leggere l’articolo e applicarlo.

Il MIUR, con nota 20 dicembre 2007 n. 24109, uniformandosi al parere espresso dalla Ragioneria Generale dello Stato – IGF in data 25 ottobre 2007, aveva precisato che il trattamento economico intero deve corrispondersi, in via generale, per i primi 30 giorni se il congedo è fruito prima del compimento del terzo anno di vita del bambino; se, invece è fruito dopo il triennio, il trattamento economico è corrisposto per intero solo in presenza dei requisiti previsti dall’art. 33 [lavoratrice madre o, in alternativa, lavoratore padre di minore con handicap in situazione di gravita].

Pertanto, secondo la tesi del MIUR, in barba al Contratto, se il congedo parentale veniva fruito per la prima volta dopo il compimento del terzo anno di vita del bambino, il 100% della retribuzione per il primo mese poteva essere riconosciuto solo in presenza delle condizioni sopra riportate.

L’ARAN, nell’Orientamento Applicativo M87 del 26/05/2011 – Comparto Ministeri – si era così espressa : “ La disciplina di maggior favore relativa all’istituto del congedo parentale contenuta nel contratto si muove pur sempre nella cornice legale dell’art. 34 del d. lgs. 151/2001 e, quindi, non modifica le condizioni generali ivi previste per l’erogazione del trattamento economico.

Di conseguenza, il trattamento economico intero è corrisposto per i primi trenta giorni, in via generale, se il congedo è fruito prima del compimento del terzo anno di vita del bambino.

Se, invece, essi sono richiesti dopo il triennio, il trattamento economico è corrisposto per intero solo in presenza dei requisiti richiesti dalla norma di legge per l’erogazione dell’indennità pari al 30% della retribuzione (cioè se il reddito del genitore che richiede il congedo sia inferiore al minimo previsto dal decreto legislativo medesimo”.

In merito alla questione è intervenuta l’Ordinanza del 07 marzo 2012, n. 3606 della VI Sezione della Cassazione con la quale la Suprema Corte, ha affermato che allorché i CCNL prevedano un trattamento economico più favorevole per i primi mesi di congedo parentale detto trattamento più favorevole (retribuzione al 100% per i primi 30 giorni di congedo parentale) spetti anche se il bambino ha superato i tre anni.

La Corte ha infatti inteso prevalente la disposizione contrattuale del CCNL Comparto Ministeri (integrativo 1998/2001) che all’art. 10, comma 2 lett. c) dispone: “Nell’ambito del periodo di astensione facoltativa dal lavoro previsto dalla L. n. 1204 del 1971, art. 7, comma 1 e successive modifiche e integrazioni, per le lavoratrici madri, o, in alternativa, per i lavoratori padri, i primi trenta giorni di assenza, fruibili anche in modo frazionato, non riducono le ferie sono valutati ai fini dell’anzianità di servizio. Per tale assenza spetta l’intera retribuzione fissa mensile…

Secondo la Cassazione “Il contratto conferisce quindi il diritto, alla retribuzione integrale per i primi trenta giorni e lo ricollega al periodo di astensione facoltativa dal lavoro previsto dalla L. n. 1204 del 1971, art. 7, comma 1, il quale, come già rilevato, lo prevede nei primi otto anni di vita del bambino. Detto richiamo inequivocabile induce a ritenere quindi che la retribuzione piena per trenta giorni spetti anche se il bambino ha superato i tre anni.

In tal modo la Suprema Corte ha confutato la tesi del MIUR che riconosce l’intera retribuzione solo per i primi 3 anni.

In poche parole si è dovuta scomodare la Cassazione per poter “leggere” il Contratto.

C’è inoltre da dire che anche se il provvedimento riguarda una dipendente del comparto Ministeri, è perfettamente applicabile al personale scolastico in quanto il Contratto Scuola prevede un’analoga disposizione a quello del Contratto Ministeri.

Ma in ogni caso la questione ha riguardato anche la Scuola.

La sentenza è quella del Tribunale di Sassari  (n. 1424/11 3 gennaio 2012) che si è espresso negli stessi termini della Cassazione riconoscendo ad una docente il diritto alla retribuzione intera del congedo, se fruito per la prima volta dopo i 3 anni del bambino.

Il giudice del Tribunale di Sassari ha infatti sentenziato che il CCNL comparto scuola, nel dettare una disciplina di miglior favore in relazione al trattamento economico dei congedi parentali in tutte le ipotesi in cui si configuri il relativo diritto … prevede che i primi trenta giorni di astensione dal lavoro siano retribuiti per intero nei primi otto anni di vita del bambino”….

La situazione è ormai chiara. Anche se lo era già ai tempi di sottoscrizione del Contratto.

Detto questo, ci auguriamo che soprattutto in virtù dell’Ordinanza della Suprema Corte le Ragioneria Provinciali escano dall’ottusità finora dimostrata, e ripristino un diritto contrattuale che è sempre stato tale.

Per quello quindi che ti posso dire è che ti spettano i 30 giorni retribuiti, ma ovviamente non posso garantirti che sarà dello stesso parere la Ragioneria Provinciale che dovrà vistarti il permesso (tutto dipende dal fatto se sanno o meno leggere il Contratto).

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