PAS: considerazioni sul servizio da Salvaprecari utile per l’accesso ai PAS

Luisa – In merito ai Corsi abilitanti speciali (PAS), le indicazioni fornite dal MIUR circa la possibilità di valutare come servizio prestato i servizi riconducibili alla procedura “salva precari” mi ha lasciata alquanto perplessa.

La partecipazione a questi percorsi formativi speciali, di durata ridotta e privi di prove selettive d’ingresso, è consentita ai docenti che abbiano svolto servizio per almeno 180gg. nella classe di concorso per la quale chiedono di conseguire l’abilitazione speciale.

Ma come può soddisfare tale requisito di esperienza in classe, nell’insegnamento di una materia specifica, chi, come quei docenti che hanno usufruito del “salva precari”, in aula non c’è proprio entrato?

Peggio, secondo quanto precisato dal Ministro nelle risposte ai quesiti in merito alle modalità di accesso ai PAS, coloro che possono far valere un servizio anche solo “figurativo”, e non reale, come da procedura “salva
precari”, possono addirittura beneficiare di un privilegio precluso agli altri partecipanti al bando: potranno infatti scegliere liberamente di riferire i periodi coperti dal “salva precari” alla classe di concorso che ritenessero a
loro più conveniente.

Il bando è chiaro: “ è valido anche il servizio prestato in diverse classi di concorso, purchè almeno un anno scolastico di servizio sia stato svolto nella classe di concorso per la quale si intende partecipare”.

Allora, gli aspiranti beneficiari del salva precari si troverebbero nella stessa condizione di quegli insegnanti che, ex art.2 c.2 del bando, hanno prestato servizio in più anni e in più di una classe di concorso ed optano per una di esse, ma a differenza di questi ultimi, per pura presunzione.

Questa, a parer mio, è una palese condizione di disuguaglianza che favorisce una categoria di aspiranti, penalizzando invece chi possiede il requisito fondamentale, e cioè il servizio realmente prestato in quella classe di concorso per la quale si chiede di partecipare all’abilitazione speciale.

Oltretutto, chi non ha i 180 gg. di sevizio svolto nella classe di concorso per la quale si aspira all’abilitazione speciale, può sempre conseguire l’abilitazione, ma nei percorsi ordinari.

Sarò lieta di leggere la Vostra opinione a riguardo, cordiali saluti

Lalla – gent.ma Luisa, la risposta fornita dallo SNALS lascia qualche dubbio anche a noi, ma diverso dal tuo.

Innanzitutto è da escludere, come mi sembra tu abbia capito, che la sola inclusione nella graduatoria del salvaprecari possa essere considerata annualità utile per l’accesso al Percorso Speciale Abilitante. Quindi in ogni caso dobbiamo essere in presenza di un servizio reale, anche se prestato da quella particolare graduatoria che è stata il salvaprecari.

Considerato poi che il salvaprecari era una procedura riservata esclusivamente ai docenti abilitati già inseriti in Graduatoria ad esaurimento, e per le classi di concorso per cui si era già iscritti in Graduatoria ad esaurimento è da escludere che si possa utilizzare il servizio da salvaprecari per la graduatoria che ne ha consentito l’accesso o per le altre in cui si è stati iscritti, in quanto si tratta di graduatorie per cui l’interessato al PAS è già in possesso di abilitazione.

Pertanto, la nostra idea è che il servizio svolto grazie al salvaprecari possa essere utilizzato alle stesse condizioni dei servizi richiesti per l’accesso al PAS: servizio per almeno 180 giorni (o ininterrotto dal 1° febbraio agli scrutini). Quello da cui si deroga, ci sembra di capire, è il servizio su unica classe di concorso o posto di insegnamento nell’annualità considerata.

A nostro parere il servizio così svolto non può essere considerato quello principale di accesso al corso, cioè quello che determina la classe di concorso, ma può essere utile come annualità per raggiungere le 3 previste, e in questo senso può essere concepito il discorso di "far rientrare il servizio su salvaprecari in una classe di concorso a scelta".

L’indicazione fornita dal sindacato è purtroppo stringata, ma un ragionamento più articolato a nostro parere deve portare ad una condizione di equità con gli altri candidati (da un lato il salvaprecari non può costituire un handicap, dall’altra neanche un vantaggio incondizionato).

Pertanto, sì al servizio effettivamente svolto da salvaprecari, che può costituire annualità utile al raggiungimento delle 3 previste, ma l’anno di servizio nella classe di concorso o posto di insegnamento richiesto deve essere stato svolto per una classe di concorso per cui non si è in possesso di abilitazione, quindi al di fuori del salvaprecari.

Corsi abilitanti speciali (PAS), le risposte del Miur sui servizi: sì salvaprecari, no servizio di religione, no cumulo infanzia/secondaria o su classi di concorso diverse nello stesso anno

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