Congedo parentale: non è possibile la fruizione ad ore

Pietro – Salve, vorrei sapere di più sul congedo a ore, perché non mi é chiaro come si fruisce in concreto. Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Pietro,

L’art. 1 comma 339 della legge di Stabilità (legge n. 228/2012 in vigore dal 1° gennaio 2013) stabilisce che:

All’articolo 32 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di sostegno della maternità e paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, sono apportate le seguenti modificazioni:

 a) dopo il comma 1 è inserito il seguente:

«1-bis. La contrattazione collettiva di settore stabilisce le modalità di fruizione del congedo di cui al comma 1 su base oraria, nonché i criteri di calcolo della base oraria e l’equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata. lavorativa. Per il personale del comparto sicurezza e difesa di quello dei vigili del fuoco e soccorso pubblico, la disciplina collettiva prevede, altresì, al fine di tenere conto delle peculiari esigenze di funzionalità connesse all’espletamento dei relativi servizi istituzionali, specifiche e diverse modalità di fruizione e di differimento del congedo.»;

b) al comma 3 le parole: «e comunque con un periodo di preavviso non inferiore a quindici giorni» sono sostituite dalle seguenti; «e comunque con un termine di preavviso non inferiore a quindici giorni con l’indicazione dell’inizio e della fine del periodo di congedo»;

 c) dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

«4-bis. Durante il periodo di congedo, il lavoratore e il datore di lavoro concordano, ove necessario, adeguate misure di ripresa dell’attività lavorativa, tenendo conto di quanto eventualmente previsto dalla contrattazione collettiva».”

La legge autorizza le contrattazioni di comparto a prevedere nuovi modi e tempi del congedo parentale con l’opportunità della fruizione ad ore.

C’è da dire però che attualmente il Contratto Scuola non prevede tale possibilità, pertanto per fruire del congedo come indicato nelle legge bisognerà attendere il nuovo Contratto.

Fino a nuovo Contratto rimane l’impossibilità della fruizione ad ore come da Orientamento ARAN in materia:

“È assolutamente pacifico che il congedo parentale previsto dall’art. 32 del D. Lgs. 151/2001 (astensione facoltativa) può essere frazionato in mesi, settimane o giorni ma non può essere fruito ad ore.

La normativa vigente (art. 39 del D. Lgs. 151/2001) consente però alla madre di fruire, nel primo anno di vita del bambino, di due periodi di riposo giornaliero di un’ora ciascuno, anche cumulabili durante la giornata, che comportano il diritto della donna ad uscire dal luogo di lavoro e che sono considerati ore lavorative “agli effetti della durata e della retribuzione del lavoro”. Il riposo e’ uno solo quando l’orario giornaliero di lavoro e’ inferiore a sei ore. I periodi di riposo sono di mezz’ora ciascuno quando la lavoratrice fruisca dell’asilo nido o di altra struttura idonea, istituiti dal datore di lavoro nell’unita’ produttiva o nelle immediate vicinanze di essa.

Sia nel caso del congedo parentale (art. 32 D. Lgs. 151/2001) sia nel caso dei riposi giornalieri (art. 39 D. Lgs. 151/2001) la dipendente è titolare di un vero e proprio diritto potestativo: non si tratta, dunque, di assenze che debbano essere autorizzate discrezionalmente dall’ente (“concesse”, per usare l’espressione del quesito); l’ente deve solo verificare la sussistenza dei presupposti di legge e prendere atto del diritto ad assentarsi della dipendente; la collocazione oraria dei riposi va concordata con il datore di lavoro, secondo i principi generali di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto di lavoro, mettendo comunque al primo posto le esigenze del richiedente. In caso di dissenso, la determinazione spetta al servizio ispettivo della direzione provinciale del lavoro.

In ogni caso, il soggetto che deve accertare la sussistenza dei presupposti previsti dalla normativa vigente per la fruizione del congedo parentale o dei permessi giornalieri e prendere atto del diritto della dipendente ad assentarsi dal servizio non può essere individuato dalla nostra Agenzia, ma dall’Ente datore di lavoro, in base al proprio regolamento di organizzazione”.

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