Supplenze e maternità: accettazione dell’incarico al 30/6 o 31/8 dall’UST

Valeria – sono un’insegnante inserita nelle GAE della prov. di Torino. A Settembre entrerò nel terzo mese di gravidanza. Poiché la mia potrebbe essere una gravidanza a rischio, sono intenzionata a prendere l’incarico presso il Provveditorato tramite delega. Mi chiedevo se comunque fosse necessario recarmi presso la scuola in cui sarò incaricata per la presa di servizio e la sottoscrizione del contratto. Ho letto che si potrebbe evitare questa incombenza posticipando la firma del contratto presso la scuola oppure utilizzando mezzi telematici o postali. Esiste una normativa a cui posso fare riferimento?

Paolo Pizzo – Gentilissima Valeria,

il Consiglio di Stato Sez. V n. 1306 del 17.11.1994 ha affermato che il congedo di maternità è assolutamente inderogabile, conseguentemente l’instaurazione del rapporto deve intendersi realizzata con l’accettazione della nomina e non con l’inizio della effettiva prestazione del servizio;

Il TAR Puglia con sentenza n. 150 del 7.6.1986 ha precisato che non è legittimo escludere dall’assunzione una lavoratrice madre utilmente collocata in graduatoria neppure nel caso in cui, trattandosi di rapporto a termine, questo si esaurisce all’interno del periodo di astensione obbligatoria;

Il Consiglio di Stato n. 5095 del 4.9.2006 ha precisato che Il trattamento giuridico ed economico per maternità spetta anche qualora la lavoratrice madre, per motivi oggettivi connessi alla gravidanza, non possa prendere servizio essendo sufficiente a tal fine fare riferimento al provvedimento di nomina.

L’ARAN ha concluso affermando che tali principi sono direttamente applicabili anche nel nuovo sistema privatistico, per cui si ritiene che l’amministrazione non abbia la possibilità di posticipare l’assunzione e debba, invece, stipulare immediatamente il contratto individuale di lavoro con la lavoratrice madre, applicandole il trattamento giuridico ed economico previsto in caso di astensione obbligatoria dal lavoro per maternità.

Sempre l’ARAN ha affermato che il periodo di astensione anticipata dal lavoro in caso di gravidanza a rischio (c.d. periodo di interdizione) è regolato dall’art. 17 del D.Lgs. n. 151 del 26.3.2001. Tale periodo viene equiparato, a tutti gli effetti, ai periodi di astensione obbligatoria e, infatti, viene ricompreso nell’ambito dei “congedi di maternità” di cui al capo III del citato D.Lgs. n. 151. Per i citati congedi, infatti, l’art. 24 dello stesso decreto prevede una particolare tutela, anche nei confronti del personale a tempo determinato. Infatti, tale ultimo articolo stabilisce che alle lavoratrici a tempo determinato, sia in caso di astensione anticipata che di astensione obbligatoria, ex art. 16 e 17 del citato decreto legislativo debba essere corrisposto il trattamento economico maturato al momento della interruzione delle prestazioni lavorative, anche qualora tali periodi abbiano inizio entro un arco temporale di sessanta giorni dalla scadenza del rapporto di lavoro a termine.

Non credo ci sia da aggiungere altro. In bocca al lupo per l’incarico.

In queste guide abbiamo approfondito tutta la materia relativa alla maternità, ai congedi parentali ecc. compresi i casi del supplente temporaneo.

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