Permessi e congedi: i diritti di una madre con figli in situazione di handicap grave

Giulia – buongiorno, penso che l’informazione che mi interessa sia già stata pubblicata ma non riesco a trovarla… avrei bisogno di sapere se in caso di nomina a ruolo è possibile avere da subito l’orario ridotto. Ho due bimbi per i quali è stata riconosciuta la disabilità con gravità per i quali usufruisco della legge 104 e finora ho sempre scelto di accettare solo spezzoni di max 10 ore, diversamente non riuscirei a conciliare l’orario di lavoro con le esigenze mediche dei miei figli che necessitano di controlli e terapie costanti. Grazie.

Paolo Pizzo  – Gentilissima Giulia,

I congedi e i permessi per assistenza al figlio minore in situazione di handicap con connotazione di gravità, sono stati aggiornati dalla legge n. 183/2010 e dal D.L.vo n. 119/2011.

Tali norme hanno rafforzato e ampliato il ruolo genitoriale in materia di permessi e congedi previsti dalla legge n. 104/92La particolare disciplina riservata ai genitori si sintetizza in tre possibilità.

Tali possibilità sono alternative fra loro e vi è l’impossibilità della fruizione dei benefici contemporaneamente da parte dei due genitori lavoratori dipendenti.

È invece possibile che un genitore fruisca dei congedi previsti per la maternità e la paternità e l’altro genitore fruisca, nello stesso periodo, dei permessi o congedi per handicap:

1. Congedo parentale prolungato sino a 36 mesi complessivi tra i mesi fruiti dal padre e quelli fruiti dalla madre ed anche tra il congedo parentale e il suo prolungamento.

Il periodo, potrà essere fruito in misura continuativa o frazionata, per un massimo di tre anni, comprensivo dei periodi di congedo parentale di cui all’art. 32 (6 mesi per la madre, 7 mesi per il padre, fino a 11 mesi per entrambi).

La prima possibilità è il prolungamento del congedo parentale (art. 33, comma 1, legge n. 104/92 modificato da art. 3 D.Lgs. 119/2011) fruito in alternativa madre/padre fino a 8 anni per un periodo massimo non superiore a tre anni, a condizione che il figlio non sia  ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati, salvo che, in tal caso, sia richiesta dai sanitari la presenza del genitore.

Per poterne fruire, i requisiti sono:

  • Il riconoscimento dello stato di grave handicap del figlio.
  • L’età del figlio: entro il compimento degli otto anni.
  • Il  non  ricovero a tempo  pieno  in istituto  specializzato,  salvo  il caso  in  cui  la presenza del genitore sia richiesta dagli stessi sanitari.

Il periodo è fruibile in maniera continuativa o frazionata, a giorni, a settimane o a mesi.

I genitori di un figlio disabile hanno quindi diritto a 36 mesi, spalmabili nell’arco dei primi 8 anni.

Esempio: se i genitori  hanno  usufruito di 10 mesi di congedo parentale (art. 32  D. Lgs. 151/2001, 6 mesi per la madre, 7 mesi per il padre, fino a 11 mesi per entrambi), potranno essere utilizzati, entro gli otto anni del figlio,  ulteriori  26 mesi  da parte di uno soltanto dei genitori ovvero da parte di entrambi alternativamente.

Il genitore richiedente ha diritto al prolungamento del periodo di congedo parentale anche quando l’altro genitore non ne ha diritto.

I genitori beneficiari possono essere anche adottivi o affidatari.

2. Diritto al riposo orario giornaliero (art. 33, comma 2, legge 104/92) anche per il 2° e il 3° anno  di  età  del  figlio  quindi  un  prolungamento  del  riposo  c.d.  per  allattamento  che normalmente può essere fruito entro il primo anno di età del figlio:

La seconda possibilità, che non è stata oggetto di modifica, è quella secondo cui fino al compimento del terzo anno di vita del figlio con handicap in situazione di gravità e in alternativa al prolungamento del periodo di congedo parentale, si applica l’articolo 33, comma 2, della legge 104/1992, relativo alle due ore di riposo giornaliero retribuito.

Il riposo è di 2 ore se l’orario di lavoro giornaliero è pari o superiore a 6 ore, di 1 sola ora se l’orario di lavoro è inferiore a 6 ore.

Se la madre fruisce del riposo il padre può fruire del congedo parentale.

Il  padre  non  può  fruire  dei  permessi  orari  se  la  madre  fruisce  del  congedo  di maternità/parentale (l’unica eccezione è quando la madre è in congedo di maternità o si avvale del congedo parentale per il secondo nato).

Il parziale utilizzo delle ore nel mese non dà diritto al godimento nel mese successivo.

I riposi non sono cumulabili, se non fruiti si perdono.

I genitori beneficiari possono essere anche adottivi o affidatari.

3. In alternativa al congedo e al riposo (possibilità 1 e 2), il padre e la madre possono fruire a turno dei tre  giorni di permesso mensile (art. 24, comma 1, lett. a) legge 183/2010) anche in maniera continuativa nell’ambito dello stesso mese.

Al genitore richiedente spetta anche se l’altro non ne ha diritto.

I genitori beneficiari possono essere anche adottivi o affidatari.

Nel caso invece i figli siano maggiore di anni 3 fino a 8 anni si ha diritto al prolungamento del congedo parentale (possibilità 1) e ai 3 giorni di permesso mensile retribuito (possibilità 2). Viene invece meno il riposo giornaliero (possibilità 3). Dopo gli 8 anni di età si può fruire dei soli 3 giorni di permesso mensile retribuito (possibilità 2).

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