Assenza per malattia: calcolo del triennio e soggetti affetti da patologie oncologiche

Maria Pia – ti scrivo a nome di una mia cara amica che ha subito un intervento di mastectomia in seguito al quale, e anche per altre patologie correlate, le è stata concessa l’invalidità civile al 70%. Ha usufruito di periodi di malattia dal 18 marzo al 30 giugno 2012 e dal 2 settembre 2012 al 19 luglio 2013. Escluso la laurea, ha un’anzianità di servizio di 31 anni. La domanda è: di quanti altri mesi a stipendio normale può ancora usufruire? Grazie per l’attenzione. Cordialmente.

Paolo Pizzo – Gentilissima Maria Pia,

Il personale assunto a tempo indeterminato ha 18 mesi di malattia retribuiti in un triennio.

  • i primi 9 mesi di assenza sono interamente retribuiti;
  • nei successivi 3 mesi la retribuzione viene decurtata del 10%;
  • negli ultimi 6 mesi la retribuzione viene decurtata del 50%.

Dopodiché è possibile richiedere un ulteriore periodo di conservazione del posto di altri 18 mesi senza retribuzione.

Il triennio da considerare per il conteggio dei diciotto mesi di assenza va calcolato, andando, a ritroso, dal giorno che precede l’ultimo episodio morboso.

Se per esempio un dipendente si assenta per malattia dal 12 al 20 di ottobre, il conteggio del triennio a ritroso parte dall’11 ottobre (il giorno che precede l’ultimo episodio morboso) e non dal 20 di ottobre.

Bisogna:

  • Determinare il triennio precedente l’ultimo episodio morboso: nel caso esposto nel quesito dal 01/09/2012, giorno precedente l’inizio della malattia in atto, andare a ritroso di tre anni;
  • Sommare le assenze per malattia intervenute nel triennio;
  • Sommare alle assenze per malattia effettuate nel triennio precedente di cui al secondo punto, quelle del nuovo episodio morboso (dal 02/9/2012/ al 19/7/2013).

Di volta in volta, in base alle risultanze derivanti dal terzo punto è necessario:

  • Verificare il rispetto del periodo massimo di conservazione del posto;
  • Determinare il trattamento economico da corrispondere.

Nota bene

Nel momento in cui vi è un nuovo evento morboso le assenze cadenti nel periodo iniziale del triennio si devono progressivamente escludere, in quanto l’arco temporale del triennio si sposta in avanti e fa sì che le assenze poste all’inizio vengano eliminate, se collocate oltre il triennio dalla data finale.

Questa precisazione è importante, perché è da questo calcolo che dipende anche la relativa retribuzione dell’assenza.

C’è comunque da precisare che, per  l’assenza determinata da un temporaneo e/o parziale stato invalidante, causato dalle terapie “salvavita” praticate direttamente dal lavoratore, spetta l’intera retribuzione e tali giorni non rientrano nel periodo di comporto sopra descritto. Ai fini della giustificazione dell’assenza è sufficiente un certificato del medico di famiglia che attesti il nesso causale tra stato invalidante e terapie.

L’ARAN nelle “Norme contrattuali sulla tutela di soggetti affetti da patologie oncologiche” afferma:

In via preliminare, occorre precisare che la contrattazione, nei diversi comparti del lavoro pubblico,  non ha previsto norme specifiche applicabili ai soli soggetti affetti da patologie oncologiche. Infatti, la tutela di tali malattie si inserisce in un quadro più ampio di agevolazioni riconosciute ai dipendenti affetti da patologie gravi che richiedano terapie salvavita.

Complessivamente, infatti, i dipendenti pubblici godono dei seguenti benefici:

A. Garanzie riconosciute per qualsiasi malattia:

a) conservazione del posto per un periodo di 18 mesi nel triennio.

Durante tale periodo:

  1. i primi 9 mesi di assenza sono interamente retribuiti;
  2. nei successivi 3 mesi la retribuzione viene decurtata del 10%;
  3. negli ultimi 6 mesi la retribuzione viene decurtata del 50%.

b) ulteriore periodo di conservazione del posto di altri 18 mesi senza retribuzione.

B. Tutele aggiuntive per i dipendenti affetti da gravi patologie:

a) i giorni di assenza per malattia conseguenti a ricovero ospedaliero o day-hospital, nonché i giorni di assenza dovuti alle terapie salvavita (inclusa la chemioterapia) non incidono sul periodo di conservazione del posto di cui alla lettera A e, pertanto, si aggiungono a queste ultime e sono interamente retribuite.

C. Specifiche tutele previste solo per particolari settori:

a) esclusione dal computo del periodo di conservazione del posto, per i dipendenti affetti da gravi patologie di cui al punto B, anche dei giorni di assenza dovuti alle conseguenze o agli effetti delle terapie salvavita (Scuola,Università e Area VII- università e ricerca);

Se la collega, quindi, è stato o sarà sottoposta a terapie salvavita (come la chemioterapia) tali giorni devono essere retribuiti e non incideranno sul periodo di comporto (18 mesi in un triennio).

In questa guida abbiamo analizzato tutta la materia.

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