Permessi 104/92: “rivedibilità” del familiare con handicap grave e validità dei permessi

Segreteria scolastica – la Commissione dell’Azienda USL di competenza  ha  fissato una rivedibilità di un soggetto con handicap grave( Legge 104/92 art 33 comma 3°l.104/92)  indicando come data di scadenza del verbale AGOSTO 2013. Vorrei chiedere se al superamento della suddetta  scadenza del verbale di handicap decadono immediatamente  anche i benefici relativi ai permessi lavorativi (e ai congedi retribuiti), qualora il lavoratore, familiare della persona handicappata, non presenti entro agosto 2013 un nuovo  verbale confermativo dei  precedenti requisiti di handicap. In altre parole vorrei capire se ci può essere una “tolleranza” per fruire dei permessi nel periodo che intercorre tra la  scadenza  di un verbale della Commissione Medica per l’handicap e la presentazione di uno successivo.  Grazie. Segreteria Reparto PERSONALE.

Paolo Pizzo – Gentile segreteria,

Si usa distinguere il periodo successivo alla scadenza di un tempo determinato e stabilito nel verbale della commissione medica dal periodo che riguarda invece il rilascio di una certificazione provvisoria di disabilità grave, in attesa di un accertamento definitivo.

Analizziamo i due casi.

L’art. 33 comma 6 della legge 104/92 prevede che la persona handicappata maggiorenne in situazione di gravità possa usufruire dei permessi mensili di cui al comma 3 dello stesso articolo.

L’art. 4 afferma invece che gli accertamenti relativi alla minorazione, alle difficoltà, alla necessità dell’intervento assistenziale permanente e alla capacità complessiva individuale residua, di cui all’articolo 3, sono effettuati dalle unità sanitarie locali mediante le commissioni mediche di cui all’articolo 1 della legge 15 ottobre 1990, n. 295, che sono integrate da un operatore sociale e da un esperto nei casi da esaminare, in servizio presso le unità sanitarie locali.

Ai sensi della legge 243/93 qualora le Commissioni suddette non si pronuncino entro 90 giorni dalla presentazione della domanda dell’interessata, gli accertamenti possano essere effettuati in via provvisoria da un medico specialista presso la ASL.  È inoltre previsto che l’accertamento provvisorio produca effetto fino al rilascio dell’accertamento definitivo da parte della Commissione.

Il punto 4 della circolare INPS 53/2008 precisava:

“In considerazione del fatto che, già con la compilazione del modello di domanda, il richiedente i permessi si impegna, con dichiarazione di responsabilità, a comunicare entro 30 giorni dall’avvenuto cambiamento le eventuali variazioni delle notizie o delle situazioni autocertificate nel modello di richiesta, con particolare riguardo a :

  • l’eventuale ricovero a tempo pieno del soggetto in condizione di disabilità grave,
  • la revisione del giudizio di gravità della condizione di handicap da parte della commissione ASL,
  • le modifiche ai periodi di permesso richiesti,
  • la fruizione di permessi, per lo stesso soggetto in condizione di disabilità grave, da parte di altri familiari;

allo scopo di ridurre gli oneri dell’utenza per la fruizione dei benefici di legge, e di concentrare le risorse umane dedicate al processo prestazioni a sostegno del reddito su attività a maggior valore aggiunto nell’ottica del cliente, si dispone che per tutti i nuovi provvedimenti di riconoscimento del diritto alla fruizione dei permessi, e per tutti i prossimi rinnovi di quelli già emessi, non  sia  più apposto limite temporale di validità, con l’ovvia eccezione dei provvedimenti di riconoscimento solo temporaneo della disabilità grave”.

E ancora:

“Analogamente a quanto indicato nel punto precedente (4), allo scopo di evitare che sul cittadino si riversi il danno conseguente al ritardo nella conclusione del complesso procedimento di accertamento della condizione di grave disabilità (obiettivo al quale tende la stessa ratio  dell’art. 2  della legge 27 ottobre 1993, n.423), si può ritenere che, laddove la commissione medica di cui all’art. 4 della legge n. 104/92 non si pronunci entro novanta giorni dalla presentazione della domanda, l’accertamento effettuato in via provvisoria dal medico specialista nella patologia denunciata, sempre dopo 90 giorni, sia efficace fino all’accertamento definitivo da parte della commissione.

In tal caso, il lavoratore dovrà allegare alla richiesta copia della domanda presentata alla citata commissione e, come indicato nella circolare n. 32 del 2006, la dichiarazione liberatoria con la quale si impegna alla restituzione delle prestazioni che, a procedimento definitivamente concluso, risultassero indebite.

Inoltre, non essendo più previsto per la cosiddetta certificazione provvisoria il termine di validità di sei mesi, per prevenire l’eventuale indebita fruizione da parte del lavoratore dei permessi o dei congedi in caso di mancato riconoscimento della condizione di gravità dell’handicap da parte della citata commissione, sarà cura delle Sedi verificare periodicamente, attraverso la consultazione della procedura INVCIV-NEW, l’esito dell’accertamento definitivo”.

In conclusione, quando la certificazione medica presentata dalla dipendente ha una data di scadenza e quindi di rivedibilità, in tale data scadono tutti i benefici connessi fino alla presentazione di una nuova certificazione medica.

Quando invece la certificazione è solo provvisoria e si è in attesa di quella definitiva, tale certificazione ha efficacia fino all’accertamento definitivo da parte della commissione (secondo le modalità sopra espresse) e ciò garantisce al dipendente di fruire dei benefici previsti.

A mio avviso però tutto questo deve essere sempre correlato con la natura della legge 104/92 e con il concetto di “rivedibilità”.

Non a caso una nota dell’USR Calabria (8012/2009) intervenuta in deroga al Contratto di mobilità con riferimento all’esclusione del personale dalle graduatorie interne di istituto afferma:

“Oggetto: Applicazione Legge 104/92 – personale Docente, Educativo ed ATA

In relazione all’oggetto e per riscontrare pressanti richieste delle Organizzazioni Sindacali Regionali, si esprime il parere che l’indicazione di “rivedibilità” della situazione di handicap non esclude l’attribuzione delle precedenze e ciò in quanto una diversa interpretazione contrasterebbe con i presupposti del riconoscimento della situazione di handicap, poiché l’art. 3. comma 3, richiede la necessità di “un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale”. Pertanto deve ritenersi che il concetto di “rivedibilità” prevede la salvaguardia di interessi generali meritevoli di tutela, senza  comprimere il diritto tutelato dalla Legge 104/92.

Tale nota si può a mio avviso applicare anche per gli altri benefici della legge 104 come è il caso di cui al quesito ovvero per i 3 giorni di permesso per assistenza al familiare in situazione di handicap grave (anche se “rivedibile”).

È comunque ovvio che in capo al lavoratore resta l’obbligo di comunicare la revisione del giudizio di gravità del familiare e quindi l’eventuale modifica dei permessi .

Il lavoratore, quindi, ha tutto l’interesse affinché la Commissione medica si  pronunci per confermare il riconoscimento del diritto.Dovrà perciò informarsi prima della data di scadenza presso la Commissione medica e ripresentare l’istanza di accertamento.

La scuola può a mio avviso concedere i permessi in attesa della conferma dell’art. 3 comma 3 della certifcazione medica, ciò per venire incontro al dipendente e alle esigenze  del familiare dello stesso.
Il dipendente deve però essere  consapevole che se vengono concessi i permessi e la certificazione medica non confermerà poi l’handicap grave del familiare, questi ultimi saranno trasformati in permessi retribuiti di cui all’art. 15/2 del CCNL/2007 e laddove superino i 9 giorni (se personale docente) saranno commutati in assenza non retribuita.
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