Permessi: i 5 giorni per l’aggiornamento e la formazione

Maria Cristina – sono una docente di inglese a tempo indeterminato nella secondaria superiore.  Le scrivo per sottoporLe un quesito a cui nessuno, neppure i sindacati,  riesce a darmi una risposta: un docente che partecipa ai Programmi di Formazione  LLP (Formazione in servizio, Leonardo VetPro,ecc.) in base a quale normativa può usufruire dei giorni di assenza? Le spiego: l’anno scolastico appena trascorso ho vinto una borsa di studio per un Leonardo VetPro organizzato da un altro Istituto di Istruzione Superiore in collaborazione con una associazione di docenti di cui faccio parte, che prevedeva 5 giorni di formazione a Cordoba (Spagna).Gli OO.CC. della mia scuola avevano deliberato la mia partecipazione al Progetto.

Avendo io già usufruito di tre giorni per aggiornamento, sono stata costretta dalla mia Dirigente, a suo dire per non richiedere l’aspettativa senza assegni, a prendere due giorni per motivi personali. Ormai l’anno è passato, ma per i prossimi vorrei capire bene. La mia domanda è:  come sono normate le assenze per partecipare alla formazione prevista dai programmi LLP? Di quanto giorni di permesso si può usufruire e in base a quale normativa? E come si fa per le formazioni in servizio plurisettimanali? Possibile che io debba prendere i giorni per motivi personali, visto che per aggiornamento ci sono solo 5 giorni?O i giorni di partecipazione a tali Programmi sono considerati servizio a tutti gli effetti e quindi l’insegnante che ne usufruisce (indipendentemente dal numero di giorni) è da ritenere in esonero? Ho vinto anche il concorso del Programma Pestalozzi, e vorrei organizzarmi in tempo e secondo la norma. La ringrazio per la cortese attenzione. Resto in attesa di un Suo riscontro e Le formulo Distinti saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Maria Cristina,

l’art. 64/1 del CCNL/2007 afferma: “La partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità”.

Il comma 5 prevede che “Gli insegnanti hanno diritto alla fruizione di cinque giorni nel corso dell’anno scolastico per la partecipazione a iniziative di formazione con l’esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici”.

Precisiamo intanto che tale articolo non fa alcuna differenza tra docenti assunti a tempo determinato o indeterminato contenendo esclusivamente la dicitura “gli insegnanti” (comma 5) che si riferisce a tutto il personale in servizio (ovviamente il docente assunto per supplenza breve potrà far valere tale diritto solo durante il periodo di nomina).

Aggiungiamo nello stesso tempo che quel “hanno diritto” (comma 1 e 5) non lascia al Dirigente nessun potere discrezionale nella concessione del permesso.

Giova però ricordare che il comma 13 dell’art. citato afferma che “A livello di singola scuola il dirigente scolastico fornisce un’informazione preventiva sull’attuazione dei criteri di fruizione dei permessi per l’aggiornamento”;

e il comma 6/2 lettera d che “Sono materie di informazione preventiva annuale i criteri per la fruizione dei permessi per l’aggiornamento”.

Pertanto, il diritto del docente alla partecipazione ai corsi di formazione e aggiornamento si deve comunque “muovere” all’interno di eventuali criteri di fruizione stabiliti:

  • per es.  tra i criteri di fruizione si può prevedere la concessione del permesso prioritariamente per attività di formazione previste dal Piano annuale delle attività di aggiornamento e formazione coerenti con il contenuto delle attività previste nel Piano dell’Offerta Formativa; se per lo stesso periodo o corso di formazione vi siano più richieste di partecipazione  in tutto o in parte coincidenti, si dà priorità al docente ad attività di formazione su contenuti disciplinari o d’area disciplinare poi a chi deve completare attività di formazione iniziate nell’a.s. precedente, poi a chi presenta domanda per la prima volta e così via…
  • Un altro criterio potrebbe riguardare il tempo di richiesta del permesso: le richieste di permesso per la formazione andranno per esempio presentate almeno tre (o cinque) giorni prima della loro effettuazione. Nel caso in cui pervengano più domande di partecipazione allo stesso corso di aggiornamento, saranno autorizzati, nel rispetto delle esigenze di servizio, i docenti secondo l’ordine di presentazione della relativa richiesta e così via…

Detto questo (sia chiaro che quelli riportati sopra sono solo degli esempi), è chiaro che un eventuale rifiuto da parte del Dirigente potrà essere legittimo solo se la richiesta da parte del docente di partecipazione al corso di formazione/aggiornamento non sia conforme ai criteri di cui il Dirigente stesso avrà dato informazione preventiva, altrimenti si configurerà come una violazione del diritto del docente sancito dall’art. 64/5 del CCNL/2007.

Ricordiamo inoltre che ai sensi degli artt. 2 e 3 della Legge 241/90 le motivazioni di diniego da parte del Dirigente devono essere comunicate al docente per iscritto.

Pertanto, hai diritto ai 5 gg. di permesso previsti all’art 64/5 e se non dovessero bastare avrai diritto anche ai 3 giorni per motivi personali di cui all’art. 15, comma 2.

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