Maternità: congedo obbligatorio e parentale in caso di parto gemellare

Sonia – Gentile redazione, sono in attesa di 2 gemelli e ho saputo che ho diritto alla doppia maternità, vorrei capire meglio cosa significa “doppia”. Mi è sembrato di capire che è doppia solo la facoltativa cioè 1 mese al 100% e 5 al 30%? Qualcuno dice che ci sono novità a riguardo. Grazie Sonia.

Paolo Pizzo – Gentilissima Sonia,

con la nascita di due o più gemelli il congedo di maternità (ex astensione obbligatoria) non raddoppia ma rimane invariato (5 mesi complessivi).

In caso di parti successivi a distanza di un anno spettano due distinti periodi di congedo di maternità in relazione a ciascun parto.

Per ciò che riguarda il congedo parentale (ex astensione facoltativa) questo ti spetta per ciascun figlio. Nel caso della lavoratrice madre, quindi, spettano 6 mesi per ogni figlio.

L’INPS, con Messaggio n. p. 2001/0005/000569  del 27 giugno 2001, afferma:

“Il D. Lgs. n.  151 del 26.3.2001 contenente il T.U. delle disposizioni legislative in materia di tutela della maternità e della paternità (inviato a codeste Sedi, per una immediata conoscenza con il Msg. n. 485 del 1.6.2001), stabilisce, all’art. 32, che ciascun genitore ha diritto al congedo parentale per ogni bambino, nei suoi primi otto anni di vita.

Di conseguenza, in caso di parto gemellare o plurigemellare ciascun genitore ha diritto a fruire per ogni nato del numero di mesi di congedo parentale previsti dallo stesso art. 32 (in sintesi, per ciascun figlio, fino a 6 mesi per la madre, fino a 7 mesi per il padre, nel limite complessivo di 10 o 11 mesi fra entrambi i genitori).

Con l’occasione si precisa che per il parto plurimo non è previsto, invece, il diritto ad ulteriori periodi di congedo di maternità (astensione obbligatoria).”

Bisogna però fare un precisazione per il primo mese al 100%.

L’art. 32 del D. Lgs n. 151/2001 prevede che “per ogni figlio nei suoi primi otto anni di vita, ciascun genitore ha diritto…”.

L’INPS,  con  circolare  n.  8/2003  afferma:  “Come  già  precisato  nel  messaggio  n.  569  del27/06/2001 […] in caso di parto gemellare o plurigemellare, ciascun genitore ha diritto a fruire, per ogni nato, del numero di mesi di congedo parentale previsti dall’art. 32 del T.U.. La norma  suddetta  trova  applicazione  anche  nell’ipotesi di  adozioni  ed  affidamenti di  minori (anche non fratelli) il cui ingresso in famiglia sia avvenuto nella stessa data.”

Relativamente al corrispondente trattamento economico invece, rispetto a quanto stabilito dal successivo art. 34 del decreto che prevede fino al terzo anno di vita una indennità pari al 30 %, il comma  4, dell’art. 12 del vigente Contratto Scuola, stabilisce un miglior beneficio rispetto alla norma, i primi 30 giorni fruiti in alternativa per le lavoratrici madri e i lavoratori padri retribuiti per intero.

Alla luce di tale disposizione, in caso di parto plurimo, a prescindere dal numero dei gemelli, i periodi  di congedo spettanti sono raddoppiati e si presume che allo stesso modo deve essere considerato il relativo trattamento economico.

Il congedo parentale retribuito per intero si deve applicare dunque “per ogni figlio” (nel caso di due gemelli, 30 giorni al 100% per uno, 30 giorni al 100% per l’altro).

Ma la giurisprudenza e i pareri ARAN affermano che il pagamento dei primi 30 giorni sono retribuiti per intero una sola volta anche nel caso di parto gemellare.

L’interpretazione sicuramente più importante, perché riguarda nello specifico il comparto scuola e l’applicazione del relativo CCNL, è quella giurisprudenziale: Il Tribunale di Modena – Sez. Lavoro – Sent. 08/01/2008 n. 584/07 ha così disposto:

“ …Il contratto collettivo del comparto scuola prevede una disciplina più favorevole, per il trattamento economico, del D.Lgs. n. 151/2001 in quanto l’articolo 12 comma 4 dispone che “nell’ambito del periodo di astensione dal lavoro previsto dall’articolo 32, comma uno, lettera a) del D.lgs n. 151/2001, per le lavoratrici madri o in alternativa per i lavoratori padri, i primi

30  giorni,  computati  complessivamente  per  entrambi  i  genitori  e  fruibili  anche  in  modo frazionato, non riducono le ferie, sono valutati ai fini dell’anzianità di servizio e sono retribuitiper  intero  […]  Ove  la  norma  contrattuale  avesse  voluto  disporre  una  moltiplicazione  o comunque un aumento della parte del periodo di congedo retribuito per intero in relazione al numero dei figli non avrebbe mancato di specificare tale diritto del lavoratore […] Pertanto, alla ricorrente compete il pagamento dell’intera retribuzione per i primi 30 giorni del fruito periodo di congedo parentale e, in forza del richiamo operato dal comma 1 dell’articolo 12 del menzionato CCNL, per il  periodo successivo compete, nei limiti stabiliti dall’articolo 34, il pagamento del 30% della retribuzione. Poiché risulta che la ricorrente ha già percepito quanto le spettava il ricorso va rigettato”.

L’ARAN, in un recente Orientamento Applicativo per il comparto Scuola sostiene che l’art. 12, comma 4, del CCNL del 29.11.2007 del comparto scuola, nel disciplinare i congedi parentali rinvia all’art. 32, comma 1, lett. a) del D. Lgs. n. 151/2001, Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, con la sola specificazione del trattamento economico di maggior favore per le lavoratrici madri, o in alternativa per i lavoratori padri, relativo ai primi trenta giorni del periodo di astensione dal lavoro.

Nulla stabilisce la norma contrattuale per il caso particolare di parto gemellare o plurigemellare.

Su questo punto si rileva che la disciplina legislativa su citata espressamente sancisce che ciascun genitore ha diritto al congedo parentale per ogni bambino nei suoi primi otto anni di vita.

Ciò non di meno si sono preoccupate di chiarire la portata della norma sia la circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 2000 n. 43, sia le circolari Inps n. 139/2001 con il successivo messaggio n. 569 del 2001, e, n. 8/2003, le quali affermano che in caso di parto gemellare o plurigemellare ciascun genitore ha diritto a fruire per ogni nato del numero di mesi di congedo parentale previsti dallo stesso art. 32 (in sintesi, per ciascun figlio fino a 6 mesi per la madre, fino a 7 mesi per il padre, nel limite complessivo di 10 o 11 mesi fra entrambi i genitori ).

Per quanto concerne invece il trattamento economico di miglior favore su evidenziato (cioè il mantenimento del 100% della retribuzione per i primi trenta giorni), si rileva che esso mantiene l’interdipendenza con l’evento naturale, unico, del parto e, pertanto, anche in presenza di parti gemellari o plurigemellari compete una sola volta, cumulativamente per entrambi i genitori.

Questa del resto è l’unica tesi compatibile e coerente con la logica previsionale dei costi contrattuali dello specifico comparto scuola, così come approvati dal Governo e positivamente certificati dalla Corte dei Conti.

A questi orientamenti si aggiunge quello della Ragioneria Generale dello Stato: “Trattandosi di un  beneficio economico relativo ai primi 30 giorni retribuiti per intero migliorativo rispetto alla norma esso deve essere corrisposto una sola volta e non per ogni figlio”.

Dal quadro sopra esposto i primi 30 giorni retribuiti per intero non sono duplicabili in caso di parto gemellare o plurigemellare.

Le novità sono invece per i primi 30 giorni di congedo da fruire dopo il terzo anno di vita del bambino.

Posted on by nella categoria Maternità e Paternità
Versione stampabile
ads ads