Permessi legge 104/92: è possibile fruire dei permessi ad ore?

Docente – Sono un’insegnante inidonea impiegata per 36 ore settimanale negli uffici di segreteria. In quanto portatrice di handicap con connotazione di gravità, posso usufruire della riduzione oraria di due ore giornaliere (in alternativa ai 3 giorni mensili di permesso) ai sensi dell’art. 33 sui permessi retribuiti? Quali particolari condizioni sono richieste? Grazie

Paolo Pizzo – Gentilissima docente,

ai sensi dell’art. 33, comma 6, della legge 104/92 così come modificato dall’art. 19 del D.L.vo 119/2011 “La persona handicappata maggiorenne in situazione di gravità può usufruire alternativamente dei permessi di cui ai commi 2 e 3, ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede, senza il suo consenso.”

Il comma 2 si riferisce ai permessi ad ore, il comma 3 ai 3 giorni.

Invece, per l’assistenza al disabile in situazione di gravità ovvero in riferimento all’art. 33, comma 3 (richiamato anche dall’art. 15/6 del CCNL/2007), sembra non sia possibile la fruizione ad ore anche se risulta che in alcuni casi ciò viene concessa e inoltre espressamente prevista da alcuni Contratti di Comparto (non in quello della Scuola).

Ora, dal momento che il CCNL/2007 non prevede espressamente ma neanche la vieta la fruizione ad ore dei permessi per la persona handicappata maggiorenne in situazione di gravità (nota bene: non per l’assistenza al disabile ma per sé stessi che è il tuo caso), a mio avviso puoi fare riferimento all’art. 33, comma 6 della legge 104/92 e alle modalità di fruizione indicate dalla circolare n. 8/2008 della Funzione Pubblica e richiedere la fruzione ad ore:

“Permessi previsti in favore delle persone con handicap in situazione di gravità

Per quanto riguarda le tipologie e la fruizione  dei permessi in questione, si ritiene opportuno  precisare quanto segue.  L’art. 33, comma 6, della l. n. 104  del 1992 prevede che i portatori di  handicap grave  possono fruire alternativamente dei  permessi di cui al comma 2 o di quelli di cui al comma 3 del  medesimo articolo. Il comma 2 dell’articolo prevede per questi soggetti la possibilità di fruire di  permessi orari giornalieri per due ore al giorno  senza indicazione di un contingente massimo. Il  comma 3 stabilisce invece la possibilità di fruire di permessi giornalieri per tre giorni al mese.

Le  due modalità di fruizione sono alternative (comma 6  dell’art. 33) e pertanto, in base alla norma, non  possono essere fruiti cumulativamente i permessi giornalieri e i permessi orar i di cui ai commi 2 e 3 nel corso dello stesso mese.  E’ importante chiarire che i permessi accordati alle persone con handicap in situazione di gravità sono istituiti dalla legge, con previsione generale per il settore pubblico e per quello privato.

Quindi, secondo quanto previsto dall’art. 71, comma 4, primo periodo, eventuali limitazioni con fissazione di un monte ore sono rimesse alla disciplina legislativa(“4. La contrattazione collettiva ovvero le specifiche normative di settore … definiscono i termini e le modalità di fruizione delle stesse, con l’obbligo di stabilire una quantificazione esclusivamente ad ore delle tipologie di permesso retribuito, per le quali la legge, i regolamenti, i contratti collettivi o gli accordi sindacali prevedano una fruizione alternativa in ore o in giorni.”).

Il trattamento giuridico di queste agevolazioni non è stato innovato dal d.l. n. 112 del 2008. Si chiarisce quindi che, in base alla legge vigente, i portatori di handicap grave possono fruire alternativamente nel corso del mese di:

– tre giorni interi di permesso (a prescindere dall’orario della giornata) – o di due ore di permesso al giorno (per ciascun giorno lavorativo del mese).

Si aggiunge poi che alcuni contratti collettivi (ad es. comparto ministeri, CCNL del 16 maggio 2001, art. 9; comparto regioni ee.ll., CCNL 6 luglio 1995, art.19; comparto agenzie fiscali, CCNL 28 maggio 2004, art. 46; comparto Presidenza Consiglio ministri, CCNL 17 maggio 2004, art. 44) le clausole prevedono la possibilità di fruire in maniera frazionata ad ore le tre giornate intere di permesso (di cui al comma 3 dell’art. 33), fissando allo scopo un contingente massimo (18 ore). In tali casi è data facoltà al dipendente di scegliere se fruire di una o più giornate intere di permesso oppure di frazionarle a seconda delle esigenze. Considerato che i tre giorni di permesso sono accordati direttamente dalla legge senza indicazione di un monte ore massimo fruibile, la limitazione a 18 ore contenuta nei CCNL vale solo nel caso di fruizione frazionata.

Naturalmente, la modalità di fruizione dei permessi mensili deve essere programmata in anticipo al fine di consentire al servizio del personale il calcolo dei giorni o delle ore spettanti e accordabili. E’ importante chiarire che queste previsioni non incidono sulla possibilità alternativa per il dipendente di fruire delle due ore di permesso al giorno, che, come detto, sono accordate direttamente dalla legge e quindi restano salve.

In buona sostanza, se i CCNL di comparto prevedono la possibilità di frazionamento ad ore dei permessi di cui all’art. 33, comma 3, fissando il tetto delle 18 ore, i portatori di handicap grave nel corso del mese possono fruire alternativamente di:

– due ore di permesso al giorno per ciascun giorno lavorativo del mese (comma 2 dell’art. 33);

– tre giorni interi di permesso a prescindere dall’orario della giornata (comma 3 dell’art. 33) ovvero 18 ore mensili, da ripartire nelle giornate lavorative secondo le esigenze, cioè con articolazione anche diversa rispetto a quella delle due ore giornaliere (secondo le previsioni dei CCNL che stabiliscono la frazionabilità ad ore dei permessi di tre giorni).”

Ricordiamo inoltre che l’art. 53 del CCNL/2007 (modalità di prestazione di lavoro del personale ATA) prevede che “I dipendenti che si trovino in particolari situazioni previste dalle leggi n.1204/71, n.903/77, n.104/92 e d.lgs. 26.03.2001, n.151, e che ne facciano richiesta, vanno favoriti nell’utilizzo dell’orario flessibile compatibilmente con le esigenze di servizio anche nei casi in cui lo stesso orario non sia adottato dall’istituzione scolastica o educativa.”

 

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