Permessi per allattamento: sono un diritto e per poterne fruire non esiste un termine di preavviso

Silvia – Dopo aver preso servizio oggi, fino a nomina avente diritto per il profilo di collaboratore, ho fatto presente di voler usufruire del Diritto alla riduzione di orario per allattare mia figlia di 9 mesi. Mi è stato risposto che, se avessi prodotto tale domanda, avrei comunque dovuto aspettare una decisione in merito e che non avrei potuto contare sull’immediatezza di una risposta. Non capisco quale decisione io debba aspettare, visto che l’allattamento è un diritto, e soprattutto non capisco perchè io debba “aspettare” una risposta! Di certo non mi sembra si debba produrre preventivamente una tale richiesta ( la normativa non prevede di richiedere l’allattamento con n giorni di anticipo dalla data di inizio!).

Paolo Pizzo – Gentilissima Silvia,

si condivide in tutto il contenuto del tuo quesito.

Partiamo intanto da un principio:

Il dipendente che chiede di fruire dei riposi giornalieri è titolare di un vero e proprio diritto potestativo: non si tratta, dunque, di assenze che debbano essere autorizzate discrezionalmente dal Dirigente.

I riposi giornalieri previsti dal T.U. 151/01 (artt. 39 e 40) e dal Contratto Scuola (artt. 12/1 e 19/4) spettano a tutto il personale della scuola:

docenti, educatori ed ATA di ogni ordine e grado assunti a tempo indeterminato e determinato (anche se per “supplenza breve” o “fino avente titolo”) compreso il personale in regime di part time.

Spettano alla madre lavoratrice solo fino al compimento del 1° anno di età del figlio (compreso il giorno del 1° compleanno) o entro il primo anno dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato. Non esiste proroga oltre tali termini.

I riposi devono assicurare al dipendente la possibilità di provvedere all’assistenza diretta del figlio, poiché la norma intende in primo luogo tutelare l’assistenza diretta del minore, tuttavia la loro distribuzione dell’orario di lavoro deve essere  concordata con il Dirigente, secondo i principi generali di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto di lavoro, mettendo comunque al primo posto le esigenze del richiedente.

I riposi non possono subire spostamenti o soppressioni in relazione a particolari esigenze di servizio (Corte di Cassazione – sez. lavoro – Sentenza n. 7800/1986 e n. 3187/1987).

In  caso  di  mancato  accordo  tra  dipendente  e  Dirigente,  la  distribuzione  dei  riposi  sarà determinata dall’Ispettorato del Lavoro-

Detto questo, si conviene con il fatto che non esiste per legge un termine di preavviso per poter fruire dei riposi/permessi.

La richiesta da parte del personale non comporta l’obbligo di rispettare alcun termine di preavviso (termine che è invece espressamente previsto per la fruizione dei congedi parentali).

Ciò vuol dire che nei casi più “estremi” (pensiamo alla supplenza di un giorno o di pochi giorni) il personale potrebbe fruire di tali permessi dal giorno stesso della presentazione della domanda che coinciderà ovviamente con la presa di servizio.

Anche in questi casi servirebbe comunque l’intesa con il Dirigente sull’articolazione per la fruizione dei riposi all’interno dell’orario di servizio.

Ricordiamo al Dirigente di fare molta attenzione: Il T.U. prevede espressamente che la sospensione del genitore durante il periodo tutelato o ancora il licenziamento causato dalla domanda o dalla fruizione dei riposi, è punito con una sanzione amministrativa da euro 1.032 a euro 2.582.

E che l’inosservanza dell’obbligo di concessione dei riposi è punito con una sanzione amministrativa da euro 516 a euro 2.582.

Pertanto, il Dirigente non può prendersi il tempo che vuole.

Ricordiamo altresì che al personale ATA che presta servizio per 36 ore settimanali spettano per ogni giorno di lavoro 2 ore di permesso.

 

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