Aspettativa: docente a tempo indeterminato e aspettativa per altro lavoro o per motivi di famiglia

Docente – sono un docente in ruolo a Roma (classe A047) dal 01/09/2011. Vorrei sapere se posso chiedere l’aspettativa per motivi di lavoro e con quali modalità. In realtà, ho già parlato con la mia DS a proposito di una mia eventuale rinuncia all’incarico poiché anche quest’anno mi sono state assegnate due scuole (con mio grande disappunto).  La DS è stata molto comprensiva e mi ha consigliato di pensarci bene. Successivamente alcuni colleghi mi hanno prospettato l’eventualità di una richiesta di aspettativa per motivi di lavoro. Potrebbe darmi qualche delucidazione in merito ? Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissimo docente,

intanto il presupposto per richiedere l’aspettativa in oggetto è avere un altro lavoro. Ciò non si evince dal quesito.

L’ art. 18 comma 3 del CCNL 2007 prevede che il dipendente è collocato in aspettativa, a domanda, per un anno scolastico senza assegni per realizzare, l’esperienza di una diversa attività lavorativa o per superare un periodo di prova.

L’aspettativa non è retribuita.

È ovvio però che nella domanda il dipendente è obbligato a precisare e documentare l’esperienza lavorativa per la quale chiede di essere collocato in aspettativa.

Si ritiene che se si tratta di lavoro in altra P.A. basti un’autocertificazione; se invece si tratta di un lavoro presso privati andrà prodotta relativa documentazione.

Un’altra aspettativa potrebbe essere quella per avviare attività professionali e imprenditoriali introdotta dall’art. 18 della legge 4 novembre 2010, n. 183, il quale prevede che i dipendenti pubblici possono essere collocati in aspettativa, senza assegni e senza decorrenza dell’anzianità di servizio, per un periodo massimo di dodici mesi, anche per avviare attività professionali e imprenditoriali.

L’aspettativa è concessa dall’amministrazione, tenuto conto delle esigenze organizzative, previo esame della documentazione prodotta dall’interessato.

Durante tale periodo non si applicano le disposizioni in tema di incompatibilità di cui all’articolo 53 del D.Lgs. n. 165 del 2001 e successive modificazioni.

In alternativa, rimane quella per motivi personali e familiari.

 

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