Anno di prova e di formazione: rinvio della prova e maternità

Ana – Buongiorno,Innanzitutto grazie per le vostre utilissime notizie. Vorrei porvi una domanda che riguarda l’anno di prova. Ho letto i vostri articoli sull’argomento ma ho ancora un dubbio. Quando si parla del diritto che, essendo in congedo per maternità e non superando i 180 giorni si può comunque prorogare l’anno di prova all’anno successivo… si parla di maternità obbligatoria o anche facoltativa? Io iniziando a lavorare dopo la maternità obbligatoria riuscirei ad arrivare a 180 gg ma avevo intenzione di prendere qualche mese di facoltativa. La mia paura è che l’anno successivo sia definitivo, e cioè, che non si possa più prorogare in caso di incidente/malattia, ecc. Tanti mi sconsigliano di prendere la maternità facoltativa, ma leggendo i decreti mi sembra che sia un mio diritto. Vi ringrazio in anticipo dell’attenzione.

Paolo Pizzo – Gentilissima Ana,

l’anno di prova si può rimandare qualora non siano stati prestati almeno 180 giorni di servizio, anche per i successivi anni scolastici in relazione a periodi di congedo o aspettative (malattia, aspettative non retribuite ecc.) a qualunque titolo concessi, ivi compresi i periodi di astensione obbligatoria dal lavoro (congedo di maternità/interdizione dal lavoro).

Pertanto, se fruisci del congedo parentale (o qualunque altra assenza retribuita o non retribuita) e non arriverai ad effettuare 180 gg. di servizio effettivamente prestato, l’anno di prova verrà rimandato al prossimo a.s.

Per dare luogo al provvedimento di proroga è sufficiente il semplice accertamento – al quale la motivazione del provvedimento deve richiamarsi – della mancata prestazione del servizio per almeno 180 giorni nell’anno scolastico.

  • Attenzione a questo passaggio per ciò che riguarda il rinvio della prova causa maternità:

Ai fini del compimento dei 180 giorni è utile solo il primo mese di congedo per maternità relativo all’anno scolastico al quale si riferisce il periodo di prova (art. 31 R. D. n. 1542/1937; Miur, circolare n. 54/1972; n. 2/1973; n. 219/1975; n. 1 80/1979).

Es.: per il congedo obbligatorio dal servizio per maternità, che abbia inizio nel mese di luglio, si considera “valido” il primo mese di assenza del nuovo anno scolastico.

La docente, quindi, invece che effettuare 180 gg. di servizio effettivo ne deve effettuare 150.

L’anno di prova, nel caso non si dovessero totalizzare i 180 giorni di servizio effettivo (30 già considerati + 150 effettivi), potrà essere  rinviato  all’anno  scolastico  successivo, e  poiché  il  rinvio  è  dovuto  a  congedo  per maternità, la decorrenza giuridica ed economica del contratto di lavoro a tempo indeterminato resta invariata.

È l’unica retrodatazione con effettivi risvolti economici. La retrodatazione economica è possibile quindi per un solo anno e solo in caso di assenza per congedo di maternità.

Lo stesso vale per il primo mese di interdizione dal lavoro per gravi complicanze della gravidanza.

  • Il punto però su cui docenti e segreterie scolastiche devono porre attenzione è il seguente:

Non  basta  aver  fruito  del  congedo  di  maternità/interdizione per  il  riconoscimento della retrodatazione giuridica ed economica della conferma in ruolo.

Bisogna infatti stabilire se quelle assenze considerate ipoteticamente presenze avessero permesso di raggiungere i 180 giorni di servizio.

Es.:

Ammettiamo che i 3 mesi di post parto finiscano a dicembre o a gennaio e la docente, invece che rientrare in servizio, prende congedo parentale fino a maggio o giugno (potrebbe essere il tuo caso). In questo caso non si può parlare di rinvio della prova per maternità perché se la docente fosse rientrata in servizio avrebbe potuto effettuare i 150 gg. richiesti (considerato già il primo mese di congedo di maternità). Invece si è assentata ad altro titolo.

In questo caso l’anno di prova è comunque rimandato (non si sono infatti raggiunti i 180 gg. richiesti), ma non c’è retrodatazione economica e giuridica.  Infatti, quest’ultima potrà avvenire solo  se a causa della maternità non si raggiungono i gg. richiesti per la prova .

Pertanto, al  fine  di  capire  se  il  congedo  di  maternità/interdizione  sia  determinante  al  mancato superamento  della  prova,  la  docente  deve  effettuare  un  calcolo:  sommare  i  periodi  di maternità/interdizione (mesi di congedo obbligatorio o di interdizione dal lavoro) con  i  giorni  utili  alla  prova  (riferiti  ovviamente  allo  stesso  anno scolastico).

  • Se da questa somma si raggiungono i 180 giorni (150 considerato il primo mese di maternità), allora la maternità risulterà determinante e darà diritto alla retrodatazione giuridica ed economica della conferma in ruolo.
  • Se invece la somma non risulterà determinante, cioè se per esempio oltre al congedo di maternità  la  docente  fruisce  di  altre  aspettative  o  congedi  (congedo parentale, congedo per malattia del bambino e altre assenze non utili ai fini della prova) con la conseguenza che sommando il periodo di congedo di maternità ai giorni utili alla prova non raggiunge i 180 giorni, allora non spetta la retrodatazione giuridica ed economica.
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