Interdizione fuori nomina: la pratica è gestita solo dalle scuole

Ornella – vorrei chiederle una consulenza rispetto alla mia situazione attuale: mi trovo in interdizione anticipata per gravidanza a rischio fino al 15 settembre 2013 e mi è stata finora corrisposta l’indennità di maternità prevista sulle 10 ore di supplenza. La data presunta del parto è il 10 novembre, per cui entro in astensione obbligatoria dal giorno 10 settembre. Ora mi chiedo se devo produrre certificazioni ulteriori timbrate asl oppure la scuola che sino a questo momento si è occupata della mia pratica continuerà l’iter in automatico.

Ho chiesto alla segreteria e mi è stata semplicemente chiesta un’autocertificazione in cui chiedo il pagamento della suddetta indennità, che, presumo, continuerà ad essere dello stesso importo ricevuto fino ad ora. Basterà oppure devo comunicare qualcosa all’asl o all’inps? Le voci a riguardo sono discordanti e confuse, per questo mi rivolgo fiduciosa a chi svolge questo servizio di consulenza da anni ed è sicuramente autorevole in materia. Grazie in anticipo.

Paolo Pizzo – Gentilissima Ornella,

non mi è chiaro come farai ad essere in interdizione per gravi complicanze fino al 15 settembre se entri in congedo obbligatorio (2 mesi prima del parto) il 10 settembre. L’interdizione per gravi complicanze non può che scadere con l’inizio del congedo di maternità obbligatoria.

In ogni caso, non devi produrre niente né alla scuola né tanto meno all’INPS perché la scuola ha già in mano una tua certificazione con l’indicazione della data presunta del parto. Pertanto, l’indennità fuori nomina ti sarà riconosciuta fino ai 3 mesi dopo il parto a meno che nel frattempo non sottoscriverai un contratto di supplenza.

Dovrai invece comunicare alla scuola il parto avvenuto. E’ infatti previsto che entro 30 giorni dal parto (compreso quello prematuro) la lavoratrice madre presenti il certificato di assistenza al parto o lo stato di famiglia oppure una dichiarazione sostitutiva in cui siano indicate le generalità del nascituro e quelle del genitore.

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