Maternità: interdizione per gravi complicanze e visita fiscale

Francesca – Sono un’insegnante di scuola primaria a tempo indeterminato. Sono al quinto mese di gravidanza, ho fatto richiesta presso la ASL del provvedimento di interdizione anticipata per maternità, e sono in attesa che venga emanato tale provvedimento. Io chiedo se è possibile che mi  mandino la visita fiscale anche dopo che sarò in possesso del provvedimento di astensione. In pratica, devo aspettarmi la visita fiscale per tutto il periodo di interdizione anticipata, fino a quando non inizia l’astensione obbligatoria? O sono libera da controlli fiscali? Grazie mille.

Paolo Pizzo – Gentilissima Francesca,

la maternità non è una “malattia” e pertanto la dipendente collocata in interdizione dal lavoro per gravi complicanze della gestazione non è soggetta al rispetto delle fasce orarie di controllo.

La dipendente della scuola per ottenere l’interdizione per complicanze della gestazione deve produrre istanza alla ASL competente, che ne rilascia ricevuta.

All’istanza, redatta in carta semplice, deve allegare:

  • il certificato medico previsto per l’accertamento della condizione di gravidanza
  • altro certificato medico attestante le complicanze della gestazione
  • ;ogni altra utile documentazione.

Il certificate medico deve essere rilasciato da un ginecologo di un ente pubblico (Ospedale, ASL ecc.). Nel caso in cui sia rilasciato da un ginecologo privato la lavoratrice dovrà essere sottoposta ad “accertamento sanitario”  presso una struttura pubblica.

È solo in quest’ultimo caso che l’ASL di competenza può disporre, entro 7 giorni dalla presentazione dell’istanza, l’accertamento della validità ed i requisiti avvalendosi dei competenti organi del Servizio sanitario nazionale.

Giova infatti ricordare che l’accertamento da parte dell’ASL deve avvenire entro sette giorni decorrenti dal giorno successivo a quello della ricezione della domanda completamente documentata, ma decorre dall’inizio delle gravi complicanze.

Se tale termine trascorre inutilmente, la domanda si intende accolta, ma ciò non dispensa la ASL dall’effettuare il controllo anche oltre il settimo giorno per accertare la durata dell’astensione dal lavoro ed emanare il provvedimento: esso è definitivo, quindi non impugnabile in via gerarchica.

Ma non si tratta comunque di “visita fiscale” come comunemente la intendiamo con il rispetto delle fasce orarie di controllo.

La visita fiscale (in senso proprio) può essere disposta solo nel caso in cui la gestante non abbia presentato domanda di interdizione dal lavoro all’ASL di competenza territoriale.

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