Anno di prova/formazione: il Dirigente non può assumere la veste di tutor del docente in anno di prova/formazione

Alessandra – Gentili esperti di Orizzonte Scuola, risulto immessa in ruolo con decorrenza giuridica ed economica dal 01/09/2013 per la Secondaria. Ho quindi iniziato l’anno di prova x il ruolo. Nella mia scuola dieci docenti (me compresa) sono nell’anno di prova. Il Dirigente Scolastico ha dichiarato che sarà lui il tutor per tutti i neo-immessi precisando che in questa scuola non ci sono altri tutor al di fuori di lui. Domanda: ma ciò è possibile?

Io e alcune mie colleghe neo-immesse siamo sorprese. Innanzi tutto, a quanto ci risulta, il Dirigente Scolastico è  colui che poi presiedere il comitato di valutazione. Non c’è incompatibilità tra i due incarichi? Inoltre il mio DS è un ex docente di ambito scientifico mentre il mio ruolo (e la mia formazione) sono e rimangono di ambito prettamente letterario. Il tutor non dovrebbe appartenere, se non proprio alla stessa CdC, almeno allo stesso ambito disciplinare? Io e le mie colleghe neo-immesse attendiamo chiarimenti da Voi in quanto siamo molto scettiche riguardo a tutto ciò. La procedura del DS risulta possibile e quindi corretta? In attesa di una risposta, invio vivi complimenti per questa rubrica.

Paolo Pizzo  – Gentilissima Alessandra,

il riferimento principale e tuttora in vigore è la C.M.  n. 267/1991 (paragrafo II lett. A).

La circolare prevede che “Il capo di istituto, su designazione del Collegio dei docenti – la quale avrà riguardo in modo particolare alle competenze di carattere metodologico-didattico, organizzative e soprattutto relazionali, nonché di specifica motivazione a condurre esperienze di formazione tra pari – nominerà fin dall’inizio dell’anno scolastico, gli insegnanti che svolgeranno il compito di tutor”.

….

I Collegi dei docenti stabiliranno, inoltre, il numero dei docenti da nominare, in considerazione delle specificità proprie dei diversi gradi ed ordini di scuola, del numero dei docenti da formare e anche in relazione al numero dei plessi o delle sedi distaccate. A tale riguardo appare utile la presenza in ogni plesso o sede distaccata di un tutor al quale non verranno affidati più di due docenti in formazione.”

Il tutor, sempre secondo quanto detta la circolare, ha il compito di  “sostenere il docente in formazione durante il corso dell’anno per quanto attiene alla programmazione educativa e didattica, alla progettazione di itinerari didattici, alla predisposizione di strumenti di verifica e valutazione”.

E ancora, deve considerarsi quale facilitatore dei rapporti interni ed esterni all’istituto e di accesso alle informazioni.

Pertanto, è chiaro che il Dirigente deve coinvolgere necessariamente sulla questione il collegio dei docenti  che ha il compito di decidere il numero dei tutor da nominare e li designerà . Poi saranno nominati dal Dirigente.

Ma è altresì chiaro che il tutor deve essere un “docente“.

La circolare sull’argomento continua poi affermando che:

“Sulla base della relazione , che sarà consegnata al capo di istituto e al Comitato per la valutazione 15 giorni prima della data fissata per la discussione, nonché degli altri elementi forniti dal capo di istituto stesso e dal docente tutor, il Comitato esprimerà il proprio parere ai fini della conferma in ruolo di cui all’art. 58 del D.P.R. 417/1974” (oggi T.U. 297/94).

Come si evince dalla Circolare sopra richiamata non vi è alcuna possibilità che il tutor sia il Dirigente scolastico, né esistono altre norme o leggi successive alla C.M. che lo prevedano.

E, a parere di chi scrive, c’è un’ovvia incompatibilità laddove è previsto che per il superamento dell’anno di prova vengono presi in considerazione, tra gli altri, …”elementi forniti dal capo di istituto stesso e dal docente tutor, il Comitato esprimerà il proprio parere ai fini della conferma in ruolo”.

Dirigente e il tutor come potranno essere la stessa persona?

Non solo, ma anche se non è scritto chiaramente e non è vincolante, è comunque opportuno che il tutor non faccia parte del comitato di valutazione.

In ultimo, e rispondo così all’altra domanda, non è assolutamente obbligatorio che il docente designato come tutor insegni la stessa disciplina del docente che dovrà svolgere l’anno di prova. O che docente tutor e docente in anno di prova insegnino nello stesso plesso.

Sicuramente tutte e due i punti sarebbero opportuni, ma non sono vincolanti.

Infatti, la stessa circolare parla di “appare utile”…e non dà invece nessun vincolo sull’aspetto della materia insegnata.

Pensiamo infatti ad un docente neo immesso in ruolo di strumento musicale oppure ad un docente di lingua unico docente in quella scuola.

Il collegio docenti nella designazione del tutor deve tenere in considerazione le competenze carattere metodologico-didattico, organizzative e soprattutto relazionali, nonché di specifica motivazione a condurre esperienze di formazione tra pari, competenze che non per forza sono legate alla disciplina insegnata.

Allora, e concludo, è bene che facciate capire al Dirigente che “al di fuori di lui” c’è una istituzione scolastica con le sue regole, c’è un collegio dei docenti e, se non gli/le sembra proprio strano, ci sono (anche) dei docenti…

Dirigenti “re sole” non credo che facciano bene alla scuola.

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