Mobilità: precedenza per figlio in disabilità con carattere permanente

Mary – sono una docente assunta in ruolo in data 30 Agosto 2013 e dovrei partecipare alla mobilità professionale per l’anno 2014-2015.  Ho una figlia con disabilità  totale e, come risulta dagli atti, a carattere permanente. Dando uno sguardo al CCNI Art. 7 ho notato che dovrei avere una precedenza perchè assisto mia figlia con carattere di unicità secondo l’art. 33 commi 5 e 7, tuttavia leggo anche :

“La particolare condizione fisica che dà titolo alla precedenza deve avere carattere permanente. Tale disposizione non trova applicazione nel caso dei figli disabili di età inferiore ai diciotto anni, in considerazione del fatto che, relativamente ai minorenni le certificazioni mediche spesso non si pronunciano in merito al carattere permanente della situazione di disabilità.”. Ciò vuol dire che non avrò la precedenza perchè mia figlia ha solo 7 anni pur essendo disabile totale a carattere permanente? Grazie per il prezioso aiuto che tu e la redazione costantemente ci date.

Paolo Pizzo – Gentilissima Mary,

non vuol dire questo. Vuol dire che il carattere permanente della disabilità non è considerato vincolante ai fini della precedenza se il figlio disabile ha un’età inferiore ai 18 anni.

Secondo la disposizione citata, quindi, per poter fruire della precedenza, il disabile assistito deve per forza avere una disabilità con carattere permanente. Se però tale disabilità riguarda un minore, la certificazione può indicare il carattere non permanente ma anche “rivedibile” della disabilità, proprio perché, come afferma l’art. citato, prima dei 18 anni del disabile non sempre le certificazioni mediche indicano il carattere permanente della disabilità.

Ci siamo già occupati della questione e abbiamo segnalato che l’USR Calabria ha derogato il vincolo della disabilità permanente, affermando che la precedenza è valevole anche per chi assiste un disabile con certificazione di rivedibilità e non permanente.

Con nota 8012/2009 afferma:

“si esprime il parere che l’indicazione di “rivedibilità” della situazione di handicap non esclude l’attribuzione delle precedenze e ciò in quanto una diversa interpretazione contrasterebbe con i presupposti del riconoscimento della situazione di handicap, poiché l’art. 3. comma 3, richiede la necessità di “un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale”. Pertanto deve ritenersi che il concetto di “rivedibilità” prevede la salvaguardia di interessi generali meritevoli di tutela, senza  comprimere il diritto tutelato dalla Legge 104/92.“.

In ogni caso non riguarda te, perché tua figlia ha una disabilità permanente e quindi potrai fruire della precedenza senza bisogno di deroghe.

Infatti, la disposizione da te citata afferma che “la particolare condizione fisica che dà titolo alla precedenza deve avere carattere permanente”.

E’ il tuo caso.

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