Convocazioni e supplenze: il docente che riceve in ritardo il telegramma di convocazione

Vincenzo – Oggi non ho potuto accettare una cattedra di 18 ore (G.I) fino al 30 giugno.  Il telegramma inviato il giorno 18 settembre non è stato consegnato nei tempi,  l’ho ritirato oggi alle ore 9:15 mentre la convocazione era per le 7:45. A Scuola si sono resi disponibili ma attribuiscono la colpa alle Poste. Cosa posso fare? Grazie.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Vincenzo,

a mio avviso la supplenza tocca a te.

Giova intanto ricordare che l’invio del telegramma come modalità di convocazione è ammesso solo se non funzioni la piattaforma VIVIFACILE.

In questi casi si deve fare riferimento all’art. 11 del DM n. 56/2009.

La comunicazione concernente la proposta di assunzione deve contenere i dati essenziali relativi alla supplenza e, cioè, la data di inizio, la durata, l’orario di prestazione settimanale e il termine tassativo entro cui deve avvenire il riscontro.

Nel caso la comunicazione sia diretta a più aspiranti, deve indicare, il giorno e l’ora della convocazione nonché l’ordine di graduatoria in cui ciascuno si colloca rispetto agli altri contestualmente convocati.

Per le supplenze che si preannunciano di durata non inferiore a 30 giorni la proposta di assunzione deve essere effettuata, comunque, per telegramma o per SMS con avviso di ricezione o tramite e-mail, con avviso di ricezione, all’indirizzo di posta elettronica.

Nei casi di supplenze pari o superiori a trenta giorni, la proposta di assunzione condizionata, trasmessa dalla scuola a più aspiranti, con un preavviso di almeno due giorni rispetto alla data di convocazione, può essere positivamente riscontrata, oltre che con la presenza dell’aspirante nel giorno e ora indicati, anche con l’accettazione telegrafica o via fax che pervenga entro i medesimi termini; in quest’ultimo caso l’aspirante, ove la scuola gli comunichi telefonicamente che risulta destinatario della supplenza, deve tassativamente assumere servizio entro 24 ore da quest’ultima comunicazione.

Se la convocazione è stata quindi attuata mediante i criteri e le modalità sopra indicati e c’è stato di fatto un ritardo della comunicazione che puoi (e devi) dimostrare, non hai nessuna colpa in quanto non sei tu il responsabile.

Pertanto, a mio avviso hai diritto alla supplenza (se sei in posizione utile) in quanto non puoi pagare un difetto di comunicazione.

In una vecchia sentenza del Consiglio di Stato del 1990 riportata in alcuni manuali (difficile da reperire ma esiste!) è stato decretato illegittimo il diniego di una supplenza al personale che abbia ricevuto con ritardo l’avviso di convocazione e non abbia quindi potuto presentarsi tempestivamente all’ufficio scolastico per l’accettazione della supplenza.

Il principio a mio avviso è quello della “non responsabilità” del dipendente (ovviamente neanche della scuola), che a mio avviso la scuola deve tenere presente e che deve essere applicato al tuo caso trattandosi soprattutto di una supplenza al 30/6.

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