L.104: tre giorni di permesso mensile per assistere coniuge separato

Teresa – Salve,Sono una docente di Arte, precaria, con incarico al 30/06/2014 del provveditore.Trovandomi nella necessità di assistere il mio ex marito, da cui sono legalmente separata, e quindi non convivente, desideravo sapere se mi spettano dei giorni di permesso per la legge 104 di cui è beneficiario data la gravità della sua condizione? Attualmente nella graduatoria permanente ho la priorità nella scelta della sede, ma non sono rientrata nel numero dei convocati e non ho potuto usufruire della priorità.
Se valgono gli stessi requisiti potrei usufruire dei giorni di permesso? A scuola mi hanno detto subito di no e sono spariti i sorrisi con cui mi avevano accolto!
Grazie per la risposta

Andrè Manca – Gentilissima Teresa,

L’articolo 33 della Legge 104/1992 prevede che i permessi di tre giorni possano essere concessi anche a familiari diversi dai genitori del disabile grave (articolo 3, comma 3, Legge 104/1992) dall’ apposita Commissione operante in ogni Azienda USL.
L’articolo 24 della Legge 4 novembre 2010, n.183 ha ben definito le tipologie di familiari che possono beneficiare dei tre giorni di permesso e nella rosa rientra anche il coniuge.

Nel tuo caso specifico trattandosi di Coniuge legalmente separato esiste un’ Ordinanza del 6 aprile 2004 disposta dal Tribunale di Roma che afferma:“La possibilità prevista dall’art. 33 L. n. 104/92 di fruire di tre giorni di permesso mensile per assistere il parente o affine portatore di handicap, si estende, in presenza delle condizioni richieste, anche al coniuge non convivente, ancorché separato giudizialmente. Difatti, in tali casi permane, pur se attenuato, l’obbligo di reciproca assistenza morale e materiale di cui all’art. 143 c.c. (nella fattispecie il giudice ha riconosciuto il diritto della ricorrente a godere di tre giorni lavorativi di permesso mensili).”

Buon lavoro

 

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