Legge 104/92: art. 3 comma 1 ed esclusione dalla graduatoria interna di istituto, benefici e permessi

Graziella – gentilmente vorrei sapere di cosa posso usufruire essendo in possesso del art.3 comma 1 della legge 104 con il 68% di invalidità. Principalmente mi interessa sapere se ho diritto all’esclusione dalla graduatoria interna di soprannumerari della scuola come insegnante e se posso accedere a tre giorni di permesso mensile. Ringraziandola, le invio cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Graziella,

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di per sé il riconoscimento dell’art. 3 comma 1 e l’invalidità superiore ai 2/3 non dà diritto all’esclusione dalla graduatoria interna di istituto, a meno che non ci sia anche il riconoscimento dell’art. 21 della legge 104/92.

E’ infatti escluso dalla graduatoria di istituto (art. 7 commi 1 e 2 del CCNI mobilità) il disabile di cui all’art. 21, della legge n. 104/92 con un grado di invalidità superiore ai due terzi.

Per le persone disabili che si trovano nelle condizioni di cui all’art. 21, della legge n. 104/92 è necessario che risulti chiaramente, anche in certificazioni distinte, la situazione di disabilità e il grado di invalidità civile superiore ai due terzi.

Pertanto, non basta che nella certificazione sia indicato il grado di invalidità o l’art. 3 comma 1 che, come detto, non dà di per sé l’esclusione dalla graduatoria interna (non è infatti menzionato dalla norma), ma nella certificazione presentata a scuola deve risultare chiaramente, anche con certificazione distinta, il riconoscimento dell’art. 21 della legge 104/92.

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Il riconoscimento dell’art. 3 comma 1 della legge 104/92 non dà diritto alla fruizione dei 3 gg. al mese.

Tale diritto è infatti fruibile solo dal dipendente a cui è stato riconosciuto il comma 3 dello stesso articolo ovvero l’handicap grave.

L’art. 7 del D.Lgs. 18/07/2011, n. 119 prevede:

Congedo per cure per gli invalidi

1. Salvo quanto previsto dall’articolo 3, comma 42, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, i lavoratori mutilati e invalidi civili cui sia stata riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa superiore al cinquanta per cento possono fruire ogni anno, anche in maniera frazionata, di un congedo per cure per un periodo non superiore a trenta giorni.

2. Il congedo di cui al comma 1 è accordato dal datore di lavoro a seguito di domanda del dipendente interessato accompagnata dalla richiesta del medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale o appartenente ad una struttura sanitaria pubblica dalla quale risulti la necessità della cura in relazione all’infermità invalidante riconosciuta.

3. Durante il periodo di congedo, non rientrante nel periodo di comporto, il dipendente ha diritto a percepire il trattamento calcolato secondo il regime economico delle assenze per malattia. Il lavoratore è tenuto a documentare in maniera idonea l’avvenuta sottoposizione alle cure. In caso di lavoratore sottoposto a trattamenti terapeutici continuativi, a giustificazione dell’assenza puo’ essere prodotta anche attestazione cumulativa.

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