Aggiornamento/formazione: quando il Dirigente pone delle condizioni scritte a matita sul foglio di richiesta del permesso

Daniela – ho inoltrato con anticipo di circa 20 gg la domanda alla DS di partecipare a Convegno con esonero ministeriale  di due giorni, ma mi ha risposto che non ci sono colleghi che mi possono sostituire e che se voglio devo trovare io le sostituzioni chiedendo per piacere a qualche collega. vorrei sapere se è procedura corretta. PS mi ha risposto verbalmente mettendo a matita sulla mia domanda questa condizione.

Paolo Pizzo – Gentilissima Daniela,

non si condivide la “condizione” posta dal Dirigente e non spetta assolutamente al docente occuparsi della sostituzione.

L’art. 64/1 del CCNL/2007 afferma: “La partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità”.

Il comma 5 precisa: “Gli insegnanti hanno diritto alla fruizione di cinque giorni nel corso dell’anno scolastico per la partecipazione a iniziative di formazione con l’esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici”.

Nessuna nroma sulle supplenze brevi stabilisce che il docente “deve trovarsi il sostituto….chiedendo per piacere”.

Il comma 13 dell’art. citato afferma che “A livello di singola scuola il dirigente scolastico fornisce un’informazione preventiva sull’attuazione dei criteri di fruizione dei permessi per l’aggiornamento”.

Dal momento che la sostituzione del docente richiedente il permesso è già normata dal comma 5 citato, il Dirigente non può certo derogare tale norma stabilendo trai criteri che è il docente che deve trovare chi lo sostituisce oppure porre tale condizione a “matita” sul foglio di richiesta.

È il dirigente che deve sapere “come” sostituirti, non tu.

Inoltre ricordiamo che un eventuale diniego del permesso deve essere effettuato dal Dirigente per iscritto.

L’art. 3, comma 1 della legge 241/90 (integrato dalla legge 15/05) indica, infatti, che ogni provvedimento amministrativo deve essere motivato.

La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione, in relazione alle risultanze dell’istruttoria.

Un eventuale diniego dovrà quindi essere sempre motivato dal dirigente e rispondere ai criteri della trasparenza e dell’imparzialità, per evitare ogni dubbio circa l’obiettività e l’opportunità delle determinazioni adottate.

In conclusione, il permesso ti spetta e la condizione posta dal Dirigente è illegittima.

Posted on by nella categoria Permessi e aspettative
Versione stampabile
ads ads