Anno di prova/formazione: il docente neo immesso in ruolo sceglie la sede definitiva indipendentemente dal superamento del periodo di prova

Sara – sono stata immessa in ruolo quest’anno e a partire  dal 12 settembre ho chiesto congedo parentale perché ho un bimbo di 5 mesi. Tornerò in servizio il 1 febbraio. Dai calcoli fatti, non  riuscirò a maturare i 180 gg di servizio necessari per superare l’anno  di prova. Per questa ragione,ho chiesto la proroga al prossimo anno.  Volevo sapere se la sede definitiva di titolarità potrò comunque  sceglierla a compimento di questo anno scolastico o se devo attendere  la conclusione dell’anno di prova. Se così fosse, cosa succede il  prossimo anno? Sarò chiamata a fare una nuova scelta provvisoria o sarò  confermata direttamente nella sede di quest’anno? Ti ringrazio.

Paolo Pizzo – Gentilissima Sara,

si premette che nel conteggio dei 180 giorni ai fini della prova non vanno considerati:

  • i giorni di ferie, di assenza per malattia (compreso l’infortunio) e di aspettativa per ragioni familiari
  • le vacanze estive
  • I periodi di congedo di maternità/interdizione dal lavoro (escluso il primo mese), di congedo parentale o di malattia del bambino, anche se retribuiti, previsti dal T.U. 151/2001.
  • i permessi retribuiti (es. congedo matrimoniale, permessi per motivi personali, per lutto ecc.)

La prova è prorogata, qualora non siano stati prestati almeno 180 giorni di servizio, anche per i successivi anni scolastici in relazione a periodi di congedo o aspettative a qualunque titolo concessi. Basta il semplice accertamento della mancata prestazione dell’effettivo servizio per almeno 180 giorni.

La sede definitiva la potrai comunque scegliere indipendentemente dallo svolgimento del periodo di prova. Ti basti pensare che la domanda di mobilità si effettua di solito nei mesi di marzo/aprile, quando ancora nessun docente neo immesso in ruolo ha discusso il suo anno di prova/formazione con il comitato di valutazione.

La non effettuazione dell’anno di prova/formazione può essere “penalizzante” solo in determinati casi come la non possibilità di chiedere il passaggio di ruolo o l’assegnazione provvisoria per altro grado di scuola rispetto a quello di titolarità.

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