Banca ore: quando non c’è limite all’anarchia

Fabrizia – sono un’insegnante di liceo scientifico. La nostra DS da quest’anno ha deciso di introdurre una banca ore in cui ogni docente possa accumulare ore, quasi sempre da restituire alla scuola, più difficile accada il contrario. In anni passati era invalsa la regola per cui, se una classe era mancante per qualunque motivo, l’insegnante doveva essere presente a scuola a disposizione e, anche se non svolgeva l’ora in classe ma stava ad ex. in sala insegnanti, l’ora si considerava effettuata.  Da qualche anno veniamo spesso “invitati” a stare a casa se si tratta di prime o ultime ore, per poi recuperare l’ora in qualunque momento ce ne sia bisogno, anche al di fuori del nostro orario abituale.

Da quest’anno, anche se si tratta di ore centrali, in cui siamo comunque a scuola, accumuliamo debito nella banca ore, da restituirsi non si sa bene quando. Questo mette in imbarazzo nei confronti dei colleghi chi desidera portare fuori classi per qualche attività. Inoltre i viaggi d’istruzione faranno sì che molti accumulino ore ed ore da recuperare anche se ne hanno passate altrettante a scuola svolgendo altre attività, come accade nel 90% dei casi.  Mi rendo conto dei problemi sorti con le cattedre a 18 ore per quanto riguarda le sostituzioni, ma tutto questo è sindacalmente previsto?

Paolo Pizzo – Gentilissima Fabrizia,

abbiamo già affrontato l’argomento ma è necessario riproporlo viste le assurdità che si verificano nella tua scuola.

La questione della “banca ore” credo sia una di quelle bestialità presenti nella scuola che andrebbe debellata all’istante. Se poi penso che RSU e Dirigenti ne parlino e la istituzionalizzino con la contrattazione di istituto con una certa disinvoltura, ciò è ancora peggio.

La “banca ore” a credito e a debito è fuori ogni normativa e contro ogni principio della buona organizzazione scolastica. Se tale pratica potrebbe anche avere un senso nel privato, nella scuola trova numerosi problemi di applicazione e di legittimità.

Come è possibile permettere, in barba al Contratto Nazionale, il “recupero” (spacciandolo come “permesso”) di ore prestate come straordinario senza ricevere compenso per sostituire i colleghi assenti?

Stabilire quante ore a debito e a credito abbia il docente, che quando è a “credito” dovrà a suo volta essere sostituito e magari con un docente disponibile che poi andrà a sua volta a “credito” e così via….

Questo è solo un esempio del meccanismo assurdo e a volte “pericoloso” che si può innescare, con docenti che pretendono di rimanere a casa un giorno intero quando sono a “credito” di 5 ore…

E per quanto tale “banca ore” venga “studiata” bene e inserita nella contrattazione, è comunque illegittima.

Teniamo infatti presente che il Contratto stabilisce un’unica forma di permesso breve che è contenuta nell’art. 16 con dei criteri ben precisi:

  • il limite orario complessivo per anno scolastico;
  • durata non superiore alla metà dell’orario giornaliero individuale di servizio (fino a un massimo di due ore);
  • sussistenza di “particolari esigenze personali”;
  • subordinazione alla possibilità di sostituzione con personale in servizio.

Avranno un senso e una “ratio” questi criteri?

La “banca ore” mi sa tanto di anarchia e di “scambio” di ore. Non è inquadrata in un contesto normativo.

Senza considerare che esiste un Regolamento delle Supplenze nel caso necessiti la sostituzione di un titolare assente.

Pertanto, nulla di ciò che hai descritto è legittimo e rimango sconcertato da alcune pratiche descritte nel quesito del tipo “veniamo spesso “invitati” a stare a casa se si tratta di prime o ultime ore” (neanche se tutti aveste i riposi per allattamento!)…. “ore accumulate nei viaggi di istruzione”….”restituzione delle ore non si sa quando” ecc.

Sicuro che l’istituto sia diretto da un Dirigente e che alle ultime votazioni avete eletto delle RSU?

Scusami, ma la domanda è più che legittima.

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