Il collaboratore scolastico non può essere obbligato a cambiare il pannolino all’allievo disabile

DSGA – Gentile staff, la questione di cui all’oggetto sta creando malumori nei collaboratori e in qualità di DSGA mi trovo a dover fare da calmiere. Si chiede se, in punta di  normativa, il cambio pannolino può essere attribuito d’ufficio ai collaboratori con l’art. 7 oppure deve rientrare come attività aggiuntiva. Ringrazio per il  lavoro che svolgete (anche di domenica). Saluti. DSGA Raffaele.

Paolo Pizzo – Gentilissimo DSGA,

ai sensi della TABELLA A – PROFILI DI AREA DEL PERSONALE ATA  – del CCNL/2007 il collaboratore presta ausilio materiale agli alunni portatori di handicap nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche, all’interno e nell’uscita da esse, nonché nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale anche con riferimento alle attività previste dall’art. 47.

Ai sensi dell’art. 47 comma 1 i compiti del personale A.T.A. sono costituiti: a) dalle attività e mansioni espressamente previste dall’area di appartenenza; b) da incarichi specifici che, nei limiti delle disponibilità e nell’ambito dei profili professionali, comportano l’assunzione di responsabilità ulteriori, e dallo svolgimento di compiti di particolare responsabilità, rischio o disagio, necessari per la realizzazione del piano dell’offerta formativa, come descritto dal piano delle attività.

Il comma 3 precisa che l’attribuzione degli incarichi di cui al precedente comma 1, lett. b) è effettuata dal dirigente scolastico, secondo le modalità, i criteri ed i compensi definiti dalla contrattazione di istituto nell’ambito del piano delle attività.

Esse saranno particolarmente finalizzate per l’area A per l’assolvimento dei compiti legati all’assistenza alla persona, all’assistenza di base agli alunni diversamente abili e al primo soccorso.

Già la nota MIUR Prot. n.3390/2001 affermava che “Per quanto riguarda le attività di ausilio materiale agli alunni portatori di handicap per esigenze di particolare disagio e per le attività di cura alla persona ed ausilio materiale nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale dell’alunno disabile, nelle scuole di ogni ordine e grado, tali mansioni rientrano tra le funzioni aggiuntive (allegato 6 punto 4 lettera b del CCNI e tabella D citata, ultimo capoverso), da assegnare prioritariamente per soddisfare tali esigenze e da remunerare con risorse contrattuali (Tabella D ultimo capoverso e Intesa MIUR-OO.SS del 9/11/2001). A tal fine, il Dirigente scolastico dovrà attivare le procedure previste dall’articolo 50 e dall’allegato 7 del CCNI 98-01 per l’attribuzione delle funzioni aggiuntive sulla base delle domande presentate, tenendo conto anche di quanto previsto dall’Intesa citata, che individua come esigenza prioritaria l’assistenza agli alunni disabili. Per assicurare l’attività di cura alla persona ed ausilio materiale agli alunni disabili, qualora il numero delle funzioni aggiuntive assegnate sia insufficiente, si dovrà procedere all’erogazione di specifici compensi, in base a quanto previsto dall’ultimo capoverso della TAB. D citata e dal punto 3 dell’Intesa sopra indicata”.

Dalla normativa sopra richiamata bisogna intanto partire da un principio imprescindibile: in via generale il collaboratore scolastico non può né deve cambiare il pannolino all’allievo disabile perché non è uno “specialista” e non ha una formazione in tal senso. In più, a parere di chi scrive, quel “nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale” indicato dalla norma non comprende il cambio del pannolino che è un’operazione sicuramente molto delicata e intima da non poter rientrare nel profilo professionale. Se si effettuasse una simile estensione del significato della norma sarebbe del tutto arbitraria.

Detto questo, quanto finora specificato per me vale anche nei confronti di chi ha l’art. 7.

In molte scuole tale mansione viene svolta dietro compenso e quindi rientra negli incarichi specifici di cui all’art. 47 e non potrebbe essere diversamente. Ciò però presuppone un’accettazione da parte del collaboratore (è infatti un incarico “specifico” e “aggiuntivo”) che comunque a mio avviso non risolve il problema alla base e cioè quello di una formazione che secondo me dovrebbe comunque esserci.

Per rispondere in modo chiaro al quesito, quindi, il parere è che un’attribuzione d’ufficio è di per sé illegittima e può essere oggetto di contenzioso.

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