Maternità: fruizione dei riposi c.d. allattamento in caso di parto plurimo

Scuola – vi scrivo per sapere se una docente di scuola primaria con contratto a tempo determinato può fruire della riduzione oraria per allattamento e se tale riduzione è doppia poiché si tratta di due gemelli.

Paolo Pizzo – Gentile Scuola,

si premette che l’art. 19/4 del Contratto Scuola, disciplinando ferie, permessi ed assenze del personale a tempo determinato esplicita che “al personale di cui al presente articolo si applicano le norme relative ai congedi parentali come disciplinati dall’art. 12”.

Tale art. 12/1, recita che “al personale dipendente si applicano le vigenti disposizioni in materia di tutela della maternità contenute nel D. Lgs n. 151/2001”.

Dunque, la disposizione legislativa e la normativa contrattuale non operano alcun discrimine per quanto riguarda il tipo di rapporto di lavoro,  ma assicurano al lavoratore sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, la possibilità di fruire dei benefici della disposizione in questione.

La normativa di riferimento dei riposi c.d. allattamento è contenuta nell’art. 41 del D. Lgs. n.151/2001 e successive modificazioni; INPS,  circolari  n.  109/2000;  n  .91/2003  avendo  come  oggetto  “parto  plurimo…”, Messaggio  n. 14724/2006; INPDAP, Nota Operativa n. 23/2011.

L’art. 41 citato prevede che in caso di parto plurimo, a prescindere dal numero dei  gemelli, i periodi di riposo sono raddoppiati e le ore aggiuntive rispetto a quelle previste dall’articolo 39, comma 1 (1 o 2 ore a seconda l’orario lavorativo giornaliero), possono essere utilizzate anche dal padre.

Le ore aggiuntive (2 ore, ridotte a 1 se l’orario di lavoro giornaliero è inferiore a 6 ore) possono essere riconosciute al padre anche durante i periodi di congedo di maternità e congedo parentale della madre.

Nel caso in cui uno dei due genitori non si avvalga dei riposi doppi ciascun genitore ha diritto a fruire di un numero di ore di riposo raddoppiate rispetto a quelle previste per un solo figlio, vale a dire di 4 ore o di 2 a seconda che l’orario giornaliero di lavoro sia pari o superiore a 6 ore, ovvero sia inferiore a 6 ore.

Le ore fruibili sono identificate secondo l’orario di lavoro del genitore che si avvale dei riposi.

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