Maternità e paternità: lavoro a rischio per la docente di sostegno

Lorena – volevo sapere se per gli insegnanti di sostegno valgono le stesse agevolazione che hanno educatori o altre figure che lavorano con persone disabili circa l’astensione obbligatoria per maternità visto che loro hanno un periodo più lungo rispetto al nostro…a te risulta? A quale legge o circolare si fa riferimento? io non sono riuscita a trovare nulla, nelle mia scuola non conoscono l’esistenza di tali norme eppure so di qualche collega di sostegno che appunto lavorando con disabili ha potuto prolungare la maternità obbligatoria, quindi con lo stipendio al 100%. certa di una tua risposta ringrazio.

Paolo Pizzo – Gentilissima Lorena,

il D.Lgs  n. 151/2001 prevede due tipologie di interdizione dal lavoro:

  • congedo di maternità anticipata per gravi complicanze della gravidanza o preesistenti forme morbose;
  • congedo di maternità per attività lavorativa pericolosa, faticosa, insalubre prima e dopo il parto.

Mentre la prima può essere disposta solo fino all’inizio del congedo obbligatorio, quindi è possibile solo prima del parto, la seconda invece può essere disposta sia prima che dopo il parto:

  • congedo di maternità ante-parto anticipato, disposto dalla Direzione Provinciale del Lavoro, servizio ispezione del lavoro (maternità anticipata per “attività lavorativa pericolosa, faticosa, insalubre prima del parto”)
  • maternità obbligatoria post-parto, estesa fino a 7 mesi dopo il parto dalla Direzione Provinciale del Lavoro, servizio ispezione del lavoro (maternità fino a sette mesi dopo il parto per “attività lavorativa pericolosa, faticosa, insalubre dopo il parto”).

Credo quindi che tu ti riferisca alla seconda tipologia.

Pertanto, ai  sensi  degli  artt.  7  e  17  del  D.Lgs  n.  151/2001 la  lavoratrice  può  essere  collocata  in interdizione per attività lavorativa pericolosa, faticosa, insalubre prima del parto e fino a 7 mesi dopo.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in una nota del 14 novembre 2005 (prot. n. 15) ha affermato:

“In relazione alla richiesta […] di concedere l’astensione del lavoro fino a sette mesi dopo il parto alle educatrici professionali nelle comunità alloggio per minori ed alle insegnanti di sostegno  nella  scuola  materna  ed  elementare,  si  condivide  l’indirizzo  fornito  da  codesta Direzione Regionale alla Dpl di Brescia, ovvero di autorizzare l’astensione post-partum fino a sette mesi valutando, di volta in volta, ogni singolo caso. Si sottolinea, comunque, che tali astensioni   possono   essere   concesse   solo   dopo   valutazioni   molto   rigorose   dei   rischi effettivamente  presenti nelle varie situazioni lavorative, atteso che le lavoratrici operano in strutture che non sono  genericamente assimilabili a centri di igiene mentale o a reparti di malattie infettive. A tal proposito,  si evidenzia come, in sede di sopralluogo ispettivo, debba essere posta particolare attenzione al  documento di valutazione dei rischi, che il datore di lavoro è tenuto ad istituire ai   sensi dell’art. 11   Dlgs n. 626/1995 ed ad integrare ai sensi dell’art. 11 Dlgs n. 151/2001. Infatti, la corretta e puntuale valutazione dei rischi, unitamente al coordinamento ed alla supervisione a cui sono soggette le attività lavorative in questione, possono condurre ad un abbattimento del numero dei provvedimenti di astensione fino a sette mesi dopo il parto”.

Il Dirigente scolastico, venuto a conoscenza dello stato di gravidanza, è tenuto ad allontanare immediatamente la dipendente da una eventuale situazione di rischio, esonerandola da lavori a rischio, modificando l’organizzazione del lavoro, ovvero provvedendo ad assegnarla ad altra mansione compatibile.

Qualora le modifiche delle condizioni di lavoro non fossero possibili per motivi organizzativi o altro, informa per iscritto il Servizio Ispezione della Direzione Provinciale del Lavoro per i provvedimenti di competenza (astensione per il periodo della gravidanza che può estendersi fino a sette mesi dopo il parto).

Tale procedura può essere effettuata dalla stessa lavoratrice che, munita di un certificato redatto da un medico convenzionato ASL che attesti lo stato di gravidanza e le condizioni di rischio, può recarsi direttamente alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competente, che procede all’istruttoria, ed all’autorizzazione all’astensione anticipata nel caso in cui il Dirigente scolastico dichiari l’impossibilità allo spostamento di altra mansione.

La lavoratrice con contratto presso più datori di lavoro (part-time, oppure, nel caso appunto del personale della scuola, docenti o ATA che prestino servizio in più scuole), è possibile da  parte della DPL, dopo gli opportuni accertamenti, disporre esiti diversi e cioè l’adozione  del  provvedimento  di  interdizione  solo  con  riferimento  ad  uno  soltanto  di  tali rapporti.

La lavoratrice non dovrà comunicare nulla all’INPS/INPDAP.

Ricordiamo due cose:

  • che la retribuzione e il punteggio si maturano solo se il periodo di interdizione è coperto da nomina;
  • che l’interdizione per lavoro a rischio, a differenza di quella per gravi complicanze della gestazione, non prevede indennità fuori nomina.

 

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