Non è possibile controllare per quali attività si utilizza il permesso della legge 104

Clelia – Salve, se il Dirigente viene a sapere che il titolare dei permessi L.104 usufruisce degli stessi per andare a fare spese, cosa può o deve fare? Grazie

Lalla – il Dirigente non deve far nulla. Il permesso previsto dalla Legge 104/92 infatti non deve necessariamente essere fruito in caso di "emergenza", o per andare o accompagnare l’assisito a visite mediche, o deve prevedere la presenza costante del familiare. Non è neanche previsto che al rientro dal permesso il dipendente dia giustificazione sulle modalità con cui ha trascorso il periodo concesso.

Non risulta specificata infatti nella legge la natura delle mansioni svolte, la legge si limita a decretare un diritto, declinato nella possibilità di usufruire, nel caso del personale docente, di max 3 giorni al mese, possibilmente in giornate non ricorrenti [art.

15 comma 6 del CCNL "I permessi di cui all’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 sono retribuiti come previsto dall’art. 2, comma 3 ter, del decreto legge 27 agosto 1993, n. 324, convertito dalla legge 27 ottobre 1993 n. 423, e non sono computati ai fini del raggiungimento del limite fissato dai precedenti commi nè riducono le ferie; essi devono essere possibilmente fruiti dai docenti in giornate non ricorrenti.]

La fruizione dei permessi deve essere comunicata con anticipo, salvo i casi di urgenza, al Dirigente Scolastico.

La Funzione Pubblica, nella circolare n. 13 del 6 dicembre 2010 , informazioni di carattere generale omogenee per il settore del lavoro pubblico e privato ( cfr. circolare INPS 155 del 3-12-2010) relative alle modifiche contenute nell’art. 24 della Legge 183 del 4 novembre 2010, precisa che:

"Salvo dimostrate situazioni di urgenza, per la fruizione dei permessi, l’interessato dovrà comunicare al dirigente competente le assenze dal servizio con congruo anticipo, se possibile con riferimento all’intero arco temporale del mese, al fine di consentire la migliore organizzazione dell’attività amministrativa ".

Quindi, il fatto che la possibilità di usufruire dei permessi sia stata concessa al docente significa che qualcuno (competente) ha accertato la gravità del caso; accertato il caso, il dipendente consegna al Dirigente il piano di massima per la fruzione del diritto. Su questo non deve fornire alcuna giustificazione.

Il docente pertanto può utilizzare il permesso anche per andare a fare spese o per esigenze personali (bisognerebbe infatti capire se l’assistenza al familiare o altre esigenze non gli abbiano permesso di svolgere tali adempimenti negli orari liberi dagli impegni lavorativi, ma anche quando si venisse a conoscenza di questo elemento, rimane imprescindibile il diritto del docente ad utilizzare il permesso per le necessità che ritiene più opportune).

Si consideri che spesso chi assiste un familiare disabile dedica a quest’ultimo ben più dei 3 giorni previsti dalla legge, pertanto il "controllare" come si trascorrono i 3 giorni è un intervento che non può trovare accoglimento.

Inutile dire, e su questo non possiamo che trovarci d’accordo, che il comportamento dei dipendenti ubblici deve essere contrassegnato dal buon senso e dal rispetto per la cosa pubblica.

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