Interdizione per gravi complicanze: disoccupazione e supplenze

Chiara – sono un’insegnante a tempo determinato della scuola dell’infanzia. Ho un grosso problema e quesito da porle. Il mio ultimo contratto è scaduto il 23/05/2013 e dal 07/06/2013 percepisco l’ASPI. Attualmente sono in gravidanza alla 9  settimana e da oggi 16/10/2013 il mio ginecologo, per problemi gravi di gestazione, mi ha proibito di riprendere a fare supplenze rilasciandomi un certificato di gravidanza a rischio che non ho ancora consegnato alle ASl insieme alla richiesta di interdizione per paura che sbagli modo o tempistica.

Ora, come devo comportarmi in caso di chiamate dalle scuole per supplenze? Ieri sono stata chiamata ma non ero fisicamente in grado di andare a prendere servizio ed ho mandato un certificato di malattia. Se mi dovessero richiamare ora che sono stata messa in interdizione anticipata per gravi complicanze della gestazione, come devo comportarmi? Posso accettare senza prendere servizio? in questo caso essendo trascorsi più di 60 giorni dall’ultimo contratto come sarà valutata la mia situazione? Spero mi possa essere di aiuto perchè tra patronato ed INPS ci sono versioni completamente opposte.

Paolo Pizzo – Gentilissima Chiara,

dal momento che l’interdizione ti è stata riconosciuta trascorsi 60 gg. dall’ultimo rapporto di lavoro ti può essere utile quanto indicato dall’art. 24 del T.U. 151/01:

“Qualora il congedo di maternità abbia inizio trascorsi sessanta giorni dalla risoluzione del rapporto di lavoro e la lavoratrice si trovi, all’inizio del periodo di congedo stesso, disoccupata e in godimento dell’indennità di disoccupazione, ha diritto all’indennità giornaliera di maternità anziché all’indennità ordinaria di disoccupazione.

La lavoratrice, che si trova nelle condizioni indicate nel comma 4, ma che non è in godimento della indennità di disoccupazione perché nell’ultimo biennio ha effettuato lavorazioni alle dipendenze di terzi non soggette all’obbligo dell’assicurazione contro la disoccupazione, ha diritto all’indennità giornaliera di maternità, purché al momento dell’inizio del congedo di maternità non siano trascorsi più di centottanta giorni dalla data di risoluzione del rapporto e, nell’ultimo biennio che precede il suddetto periodo, risultino a suo favore, nell’assicurazione obbligatoria per le indennità di maternità, ventisei contributi settimanali.”

Ti dovrai a tal proposito rivolgere all’ultima scuola in cui hai prestato servizio.

Per ciò che riguarda invece eventuali supplenze che ti dovessero offrire durante il periodo di interdizione/congedo obbligatorio chiariamo quanto segue:

ai sensi del CdS Sez. V n. 1306 del 17.11.1994; CdS n. 5095 del 4.9.2006; TAR Puglia n. 150 del 7.6.1986 e numerosi Orientamenti Applicativi dell’ARAN in materia il congedo di maternità è assolutamente inderogabile, conseguentemente l’instaurazione del rapporto deve intendersi realizzata con l’accettazione della nomina e non con l’inizio della effettiva prestazione del servizio

Pertanto, il rapporto di lavoro si instaura anche se la nomina giunge durante il congedo di maternità/paternità (compresa l’interdizione dal lavoro per gravi complicanze) e senza assunzione di servizio (ciò non è invece possibile per gli altri tipi di congedo quali il congedo parentale e il congedo per malattia del figlio).

Dopo l’accettazione della nomina al dipendente spetta l’intera retribuzione.

Terminata la nomina spetta un’indennità all’80% dell’ultimo stipendio ricevuto che non sarà utile ai fini del punteggio.

Questa la procedura per richiedere l’interdizione.

Posted on by nella categoria Supplenze, Maternità e Paternità
Versione stampabile
ads ads