Aggiornamento/formazione: i 5 giorni sono un diritto anche per i docenti formatori

Ida – sono una docente di scuola materna, mi occorrono 4 giorni come formatrice e poi 5 giorni per seguire il corso come osservatrice Invalsi a Roma. In segreteria mi dicono che ho solo 5 gg come formazione i giorni di formatore mi verranno concessi (non sono attribuiti di diritto?) solo se una collega mi sostituirà (cosa che non avverrà) altrimenti porterei un aggravio all’istituzione.  Aspetto normativa.

Paolo Pizzo – Gentilissima Ida,

l’art. 64/1 del CCNL/2007 afferma che “La partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità”.

Ai commi 5, 6 e 7 recita:

5. Gli insegnanti hanno diritto alla fruizione di cinque giorni nel corso dell’anno scolastico per la partecipazione a iniziative di formazione con l’esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici. Con le medesime modalità, e nel medesimo limite di 5 giorni, hanno diritto a partecipare ad attività musicali ed artistiche, a titolo di formazione, gli insegnanti di strumento musicale e di materie artistiche.

6. Il dirigente scolastico assicura, nelle forme e in misura compatibile con la qualità del servizio, un’articolazione flessibile dell’orario di lavoro per consentire la partecipazione a iniziative di formazione anche in aggiunta a quanto stabilito dal precedente comma 5.

7. Le stesse opportunità, fruizione dei cinque giorni e/o adattamento dell’orario di lavoro, devono essere offerte al personale docente che partecipa in qualità di formatore, esperto e animatore ad iniziative di formazione. Le predette opportunità di fruizione di cinque giorni per la partecipazione ad iniziative di formazione come docente o come discente non sono cumulabili. Il completamento della laurea e l’iscrizione a corsi di laurea per gli insegnanti diplomati in servizio hanno un carattere di priorità.”

Pertanto, sul punto “solo se il collega mi sostituirà” la scuola ha torto in quanto ai sensi del comma 5 citato hai l’esonero dal servizio e il Dirigente deve provvedere alla tua assenza con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici (nella scuola dell’infanzia si può nominare il supplente fin dal primo giorno di assenza del titolare).

E quel “hanno diritto” (comma 1 e 5) non lascia al Dirigente nessun potere discrezionale nella concessione del permesso da te richiesto.

Per completezza di informazioni giova però ricordare che il comma 13 dell’art. 64 afferma che “A livello di singola scuola il dirigente scolastico fornisce un’informazione preventiva sull’attuazione dei criteri di fruizione dei permessi per l’aggiornamento”;

e il comma 6/2 lettera d che “Sono materie di informazione preventiva annuale i criteri per la fruizione dei permessi per l’aggiornamento”.

Pertanto, il diritto del docente alla partecipazione ai corsi di formazione e aggiornamento si deve comunque “muovere” all’interno di eventuali criteri di fruizione stabiliti:

per es.  tra i criteri di fruizione si può prevedere la concessione del permesso prioritariamente per attività di formazione previste dal Piano annuale delle attività di aggiornamento e formazione coerenti con il contenuto delle attività previste nel Piano dell’Offerta Formativa; se per lo stesso periodo o corso di formazione vi siano più richieste di partecipazione  in tutto o in parte coincidenti, si dà priorità al docente ad attività di formazione su contenuti disciplinari o d’area disciplinare poi a chi deve completare attività di formazione iniziate nell’a.s. precedente, poi a chi presenta domanda per la prima volta e così via…

Un altro criterio potrebbe riguardare il tempo di richiesta del permesso: le richieste di permesso per la formazione andranno per esempio presentate almeno tre (o cinque) giorni prima della loro effettuazione. Nel caso in cui pervengano più domande di partecipazione allo stesso corso di aggiornamento, saranno autorizzati, nel rispetto delle esigenze di servizio, i docenti secondo l’ordine di presentazione della relativa richiesta e così via…

Detto questo (sia chiaro che quelli riportati sopra sono solo degli esempi), è chiaro che un eventuale rifiuto da parte del Dirigente potrà essere legittimo solo se la richiesta da parte del docente di partecipazione al corso di formazione/aggiornamento non sia conforme ai criteri di cui il Dirigente stesso avrà dato informazione preventiva, altrimenti si configurerà come una violazione del diritto del docente sancito dall’art. 64/5 del CCNL/2007.

Ricordiamo inoltre che ai sensi degli artt. 2 e 3 della Legge 241/90 le motivazioni di diniego da parte del Dirigente devono essere comunicate al docente per iscritto.

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