Permessi aggiornamento/formazione: lettera di un Dirigente

Dirigente – Vorrei precisare ciò che la docente Ida ha scritto riguardo ai permessi  chiesti per partecipare al corso di formazione come formatrice e ad un altro  come discente.   Rispondo in qualità di dirigente coinvolto nella questione. Il dirigente non  ha negato il diritto a partecipare ai corsi di formazione; ha solo detto che  deve provvedere con “la sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze  brevi vigente” (art. 16 del CCNL) seconda la quale  “l’attribuzione dei  permessi è subordinata alla possibilità della sostituzione con personale in servizio”.  La partecipazione al corso come formatrice si autorizza(per iscritto) purché  non venga pregiudicata l’attività scolastica; il comma 6 dell’art 64 recita” il  dirigente assicura, nelle forme e in misura compatibile con la qualità del  servizio, un’articolazione flessibile dell’orario di lavoro…”.

A tal fine il dirigente provvederà ad organizzare l’orario in modo tale da  favorire la partecipazione del richiedente al corso in qualità di formatore. In  caso in cui ciò non è possibile si provvederà con personale interno a coprire  le ore di servizio che saranno restituite successivamente all’insegnate che ha  effettuato la sostituzione. L’insegnante dovrà mancare per quasi due settimane e ciò pregiudicherebbe “la  qualità del servizio”. La nomina del supplente anche per un giorno nella scuola  dell’infanzia non comprende i permessi relativi alla fattispecie( non ho la  normativa che mi confermi questo; potrebbe indicarmela?).   I criteri per la fruizione dei permessi per l’aggiornamento sono stati oggetto  di informazione preventiva, come previsto dall’art. 64 c.13 del CCNL., all’ inizio dell’anno scolastico; tali criteri, eventualmente, non sono stati presi  in considerazione dalla docente.

Paolo Pizzo – Gentilissima Dirigente,

intanto è utile precisare che non si rinviene nell’art. 64 del CCNL/2007 nessuna indicazione secondo cui la frase “la sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici” sia ricondotta all’art. 16 (Permessi brevi) dello stesso Contratto. L’art. 16, infatti, tratta altra materia ovvero quella dei “permessi brevi” (orari) soggetti a recupero.

Pertanto, a mio avviso sta facendo confusione tra “supplenze brevi” e “permessi brevi”. Non a caso in quella frase è indicato “supplenze brevi” e “diversi gradi scolastici” proprio perché la normativa sulle supplenze cambia a seconda del grado di  scuola:

  • Nella scuola materna si procede alla sostituzione dei docenti assenti utilizzando le graduatorie di scuola indipendentemente dalla durata dell’assenza.
  • Nella scuola primaria la sostituzione dei docenti, temporaneamente assenti, risulta regolata dall’art.7 del D.M. del 24/05/2000 n.201 che si riporta:

“Per la sostituzione dei docenti temporaneamente assenti il dirigente scolastico provvede al conferimento delle relative supplenze nel rispetto dei criteri e principi contenuti nell’articolo 1, commi 72 e 78, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e, comunque, nei limiti previsti dalle disposizioni vigenti alla data della stipula del contratto”.

  • Nella scuola secondaria la legge 448/2001(art. 22 c. 6) ha previsto la possibilità di utilizzare personale a disposizione o che si è reso disponibile con orario in eccedenza sino a 24 ore settimanali, per assenze fino a 15 giorni. Per docenti a disposizione si intendono coloro che devono completare l’orario di cattedra, o che, per situazioni particolari, siano senza classe (viaggi, stage, ecc.) oppure siano rientrati dopo il 30 aprile a disposizione della scuola. Anche qui per assenze oltre i 15 giorni si procede regolarmente al conferimento di incarichi a tempo determinato. (Scheda UIL Scuola ).

D’altronde non avrebbe senso visto che i 5 giorni di permesso sono appunto  giornalieri (non a ore) e non sono soggetti a recupero (come invece lo sono quelli ad ore disciplinati dall’art. 16 da Lei citato).

A parere di scrive, quindi,  e dalla semplice lettura del Contratto quella frase non fa altro che dire al Dirigente che per la sostituzione del docente che fruisce dei permessi per formazione (o come formatore) può ricorrere alla normativa che disciplina le supplenze. In poche parole può ricorrere ad un supplente nominadolo dalla graduatoria di istituto (ripetiamo che per la scuola dell’infanzia è possibile nominare il supplente fin dal primo giorno di assenza del titolare).

Faccio inoltre notare che il comma (5) in cui è indicata la possibilità di ricorrere al supplente precede quello (6) in cui è indicato che il dirigente scolastico assicura, nelle forme e in misura compatibile con la qualità del servizio, un’articolazione flessibile dell’orario di lavoro per consentire la partecipazione a iniziative di formazione.  Non a caso il comma (6) conclude con “anche in aggiunta a quanto stabilito dal precedente comma 5”.

anche in aggiunta“…

Mi permetto quindi di ribadire che i 5 giorni sono n diritto della docente, che non sono assolutamente soggetti a recupero (come lo sono invece i permessi di cui all’art. 16) e che Lei ha la possibilità di sostituirla con un supplente.

Il diritto potrebbe solo trovare dei “vincoli” nei criteri di cui Lei ha dato puntualmente informazione preventiva.

E’ ovvio ed è sottinteso che tali criteri non potranno mai derogare in peggio la norma pattizia.

Ma sicuramente non è il caso di cui al quesito.

 

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