Congedo parentale in caso di adozione o di affido

Giuseppe – sono un docente a tempo indeterminato; ho adottato due bellissimi bimbi Russi ed, attualmente, sono in paternità dal 02/09/2013; vorrei sapere, dopo i 5 mesi di congedo potrei utilizzare il congedo parentale in maniera continuativa poiché i bimbi hanno necessita di essere seguiti? in tal caso quanto mi spetta? I mesi pagati al 100% sono 2 nel mio caso? Mia moglie è artigiana quindi “lascia” tutto a me !!! grazie in anticipo.

Paolo Pizzo – Gentilissimo Giuseppe,

per effetto dei commi 455 e 456 dell’art. 2 della Legge Finanziaria per il 2008, gli artt. 36 e 37 T.U. 151/01 sono stati, rispettivamente, sostituito e abrogato.

Si riporta di seguito il novellato art. 36 T.U.

“Il congedo parentale di cui al presente Capo spetta anche nel caso di adozione, nazionale e internazionale, e di affidamento. Il congedo parentale può essere fruito dai genitori adottivi e affidatari, qualunque sia l’età del minore, entro otto anni dall’ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età. L’indennità di cui all’art. 34, comma 1, è dovuta, per il massimo complessivo ivi previsto, nei primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia”.

La nuova disciplina è stata chiarita dalla circolare INPS 16/2008:

In attuazione delle nuove disposizioni, i genitori adottivi e affidatari, analogamente ai genitori biologici, possono fruire del congedo parentale entro i primi otto anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare, indipendentemente dall’età del bambino all’atto dell’adozione o affidamento e comunque non oltre il compimento della maggiore età dello stesso.

Fermi restando i predetti limiti temporali (oltre i quali non spettano né il congedo né la relativa indennità) il trattamento economico pari al 30% della retribuzione è riconoscibile per un periodo massimo complessivo di sei mesi tra i due genitori entro i tre anni dall’ingresso del minore in famiglia; viceversa, qualunque periodo di congedo richiesto oltre i tre anni dall’ingresso (anche, ad esempio, il primo mese) nonché i periodi di congedo ulteriori rispetto ai sei mesi (settimo, ottavo e così via), ancorché fruiti entro i primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia, potranno essere indennizzati a tale titolo subordinatamente alla verifica delle condizioni reddituali previste dal comma 3 dell’art. 34 T.U.

Pertanto, il congedo parentale ha una durata complessiva di undici mesi (tra i due coniugi), col limite individuale, però, di sei mesi per la madre e di sette mesi per il padre. Il limite individuale è elevato fino a dieci mesi, in favore di uno dei due coniugi, in caso di morte dell’altro coniuge o di abbandono  del  figlio adottato da parte dell’altro genitore od anche in caso di affidamento esclusivo del minore ad uno solo dei genitori.

Entro i primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia, l’indennità è pari al 30% della retribuzione, nel limite massimo complessivo di sei mesi tra i due genitori.

Qualunque periodo di  congedo  richiesto oltre i tre anni dall’ingresso, nonché  i  periodi di congedo ulteriori ai sei mesi, ancorché fruiti entro i primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia, possono essere indennizzati al 30% della retribuzione, a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria. Il reddito è determinato secondo i criteri previsti in materia di limiti reddituali per l’integrazione al minimo.

Per l’anno 2013 è pari a 16.101,47, circolare INPS 47/2013, in caso contrario non sono retribuiti

Pertanto, in merito ai quesiti posti:

  • Puoi chiedere il congedo parentale anche senza rientrare in servizio in attuazione della medesima disciplina che regola il congedo di maternità. Il congedo parentale, a differenza di quello di maternità/paternità, si può chiedere solo dopo l’ingresso in famiglia del minore adottato.
  • A differenza del  congedo di maternità, che è collegato alla procedura adottiva, che è sempre unica, anche in caso di adozione di due o più fratelli, quello parentale è legato alla persona fisica del figlio. Pertanto, se l’adozione riguarda due o più minori, il periodo di congedo spetta nella sua interezza per ciascun figlio (es. un figlio = 11 mesi; due figli = 22 mesi; tre figli = 33 mesi; ecc). Tu potrai fruire di un massimo di 7 mesi a bambino.
  • Sulla retribuzione dei primi 30 gg. al 100% per ciascun bambino non c’è nessun chiarimento. L’art. 12 del CCNL/2007 che disciplina il miglior beneficio economico non si riferisce chiaramente ai primi 30 gg. anche in caso di adozione o affido ma solo ai primi 30 gg. fino agli 8 anni del  figlio (in poche parole la disposizione  contrattuale  vincola  al raggiungimento dell’ottavo anno di vita del bambino la possibilità di fruire del particolare beneficio economico). Pertanto, verrebbe da pensare che anche in caso di adozione o affido per fruire del  beneficio economico in questione bisogna comunque riferirsi all’età del bambino e non al suo ingresso in famiglia.

A mio avviso, però, dal momento che la nuova legge ha lo scopo di ridurre le differenze tra genitori biologici e genitori adottivi (stabilisce infatti un’identica fruizione dei congedi), il miglior trattamento economico disciplinato dall’art. 12 deve essere applicato anche ai primi 30 gg. di congedo parentale, per ogni figlio entro i primi 3 anni dall’ ingresso in famiglia, in caso di adozioni o affidi nazionali e internazionali. Dopo il terzo e fino all’ottavo anno dall’ingresso, spetta invece l’indennità al 30% a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria. Il reddito è determinato secondo i criteri previsti in materia di limiti reddituali per l’integrazione al minimo. Per l’anno 2013 è pari a 16.101,47, circolare INPS 47/2013, in caso contrario non sono retribuiti.

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