Congedo per malattia del figlio: utili chiarimenti e la corretta procedura da adottare

Paola – sono una docente supplente presso una scuola di Milano, spero innanzi tutto che tu risponda al mio quesito perché ho proprio bisogno di aiuto….per non fare qualche pasticcio!!Ti spiego lunedì 21 ho già annunciato alla scuola che farò richiesta del congedo parentale, avendo una bimba di 15 mesi che  nell’ultimo periodo  e’ stata poco bene, r deve a breve sostenere delle visite mediche. Dando così al dirigente i 15 giorni di preavviso richiesti, quindi entrerei in congedo se non erro il 5 novembre.

Nel fine settimana io presto servizio a scuola fino a venerdì, la bimba si è di nuovo ammalata posso presentare la richiesta di congedo parentale sempre lunedì e coprire i 15 giorni di preavviso al dirigente con la malattia della bimba? Occorre avere un certificato medico  continuativo cioè di 15 giorni o posso richiedere i giorni un po’ per volta? Così nel caso se la bimba sta meglio posso rientrare a scuola? Ti ringrazio anticipatamente per la risposta cordiali saluti.

Paolo Pizzo – Gentilissima Paola,

il fatto che tu abbia effettuato una richiesta di preavviso di congedo parentale come prescrive l’art. 12 (19 per il personale a tempo determinato) del CCNL/2007 (15 giorni prima della decorrenza del congedo o anche 48 ore prima per casi particolari) non vuol dire che se hai delle necessità sopraggiunte tu non possa fruire di altri istituti contrattuali o previsti dalla legge. Questo perché in attesa di essere collocata in congedo sarai in regolare servizio.

Nel caso di cui al quesito la disposizione contrattuale è sempre contenuta nell’art. 12 (19 per il personale a tempo determinato) del CCNL/2007 che rimanda espressamente al T.U. 151/01.

La regolamentazione del congedo di malattia del figlio e relativa indennità è contenuta nel Capo VII del D. Lgs. n. 151/2001 e successive modificazioni, più precisamente nell’art. 47.

Tale congedo (Capo VII del D. Lgs. n. 151/2001) è autonomo rispetto al congedo parentale che è collocato al capo V dello stesso T.U.

L’art. 47, commi 1 e 2, consente ad entrambi i genitori, alternativamente, di astenersi dal lavoro durante le malattie del figlio di età inferiore a otto anni.

Il diritto di assentarsi spetta a ciascun genitore anche qualora l’altro genitore non abbia diritto (può usufruirne anche il solo padre, qualora la madre non sia lavoratrice dipendente e viceversa o sia casalinga).

I genitori possono fruire del congedo solo alternativamente.

Pertanto, non è ammessa in nessun caso la fruizione contemporanea per lo stesso figlio. Il principio dell’alternanza si applica soprattutto quando entrambi i genitori sono lavoratori dipendenti e potenzialmente entrambi potrebbero fruire dello stesso tipo di congedo.

Il certificato di malattia del figlio dev’essere rilasciato da un medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato. Non ha dunque validità un certificato rilasciato da un medico che non faccia parte del SSN o con esso convenzionato

Due sono le ipotesi:

  • Per malattia di ciascun figlio di età non superiore a tre anni, il diritto ad assentarsi è esteso fino al terzo anno di età del figlio, compreso il giorno del compimento del terzo anno di età, senza alcun limite di giorni;
  • Per malattia di ciascun figlio dal terzo anno di età e fino agli otto anni, compreso il giorno del compimento dell’ottavo anno di età, il diritto ad assentarsi è attribuito entro il limite individuale di 5 giorni lavorativi di assenza all’anno (per ogni anno di età del figlio). Il genitore non può usufruire, oltre ai giorni annui che gli spettano per la malattia del figlio, anche di quelli dell’altro genitore, in presenza di rinuncia.

Tu rientri nel primo punto.

Ma c’è di più.

L’art. 12, comma 5 del Contratto Scuola, stabilisce un miglior beneficio rispetto al T.U. 151/2001 prevedendo che successivamente al periodo congedo di maternità (già astensione obbligatoria) e sino al compimento del terzo anno di vita del bambino, nei casi previsti dall’art. 47, comma 1, del D. L.gs. n. 151/2001 (congedo per malattia del figlio), alle lavoratrici madri ed ai lavoratori padri sono riconosciuti trenta giorni per ciascun anno di età del bambino, computati complessivamente per entrambi i genitori, di assenza retribuita. Ciascun genitore, alternativamente, ha altresì diritto di astenersi dal lavoro, nel limite di cinque giorni lavorativi l’anno, per le malattie di ogni figlio di età compresa fra i tre e gli otto anni. Tali giorni non sono però retribuiti.

Si precisa che se i giorni di assenza sono utilizzati alternativamente da entrambi i genitori, il numero dei giorni retribuiti al 100 % non potrà comunque essere superiore a trenta annuali, computati sempre con riferimento agli anni di vita del bambino.

Pertanto, nel tuo caso, non avendo compiuto tuo figlio ancora 24 mesi (è tra i 15 e i 24), hai diritto a 30 gg. retribuiti fino al compimento dei due anni e altri 30 dai 2 ai 3 anni. I 30 gg. non devono per forza essere consecutivi ma dipendono ovviamente dalle condizioni di salute del bambino e dalle certificazioni che via via ti farà il medico specialista (di solito il pedatra).

Questa la procedura:

il dipendente che intende fruire del congedo deve presentare domanda di malattia del figlio (il modulo è di solito fornito dalla segreteria) in cui specifica la durata del congedo corredata da:

  • Il certificato di malattia del bambino rilasciato da un medico specialistica del SSN o con esso convenzionato (non è valido il certificato redatto dal medico di base a meno che non sia uno specialista);
  • L’autocertificazione attestante l’età del bambino, la paternità, la maternità o la condizione di “unico genitore”;
  •  La dichiarazione sostitutiva (ai sensi dell’art. 47 del DPR n.445/2000) che l’altro genitore non fruisce contemporaneamente dello stesso congedo per lo stesso figlio.

Tutti i documenti, da prodursi unitamente alle domande, sono esenti da ogni imposta, tassa, diritto di spesa di qualsiasi natura (compresi i certificati medici che sono esenti dall’applicazione della marca previdenziale ENPAM).

Ricordiamo che ai congedi per malattia del figlio non si applicano i controlli per malattia del lavoratore (visita fiscale).

Non è necessario che nel certificato sia indicata anche la diagnosi oltre la prognosi (la malattia del figlio non deve essere nella fase acuta, né essere grave).

Nei casi in cui il ricovero del figlio interrompe le ferie del dipendente, quest’ultimo è tenuto a produrre alla scuola di servizio idonea certificazione dell’avvenuto ricovero del bambino per ottenere l’interruzione del godimento delle ferie.

Nota bene

Può capitare che la malattia del bambino si verifichi il giorno stesso in cui il dipendente debba recarsi a scuola (pensiamo anche ad una febbre avvenuta durante la notte). In questo caso è possibile che il dipendente non riesca a farsi rilasciare per tempo il certificato dal medico specialista per inviarlo alla scuola di servizio. La procedura da adottare è la stessa per la malattia propria:

Il dipendente deve comunicare “tempestivamente”, quindi per le vie brevi (tramite telefono o al massimo via fax o telegramma), e “non oltre l’inizio dell’orario di lavoro” l’assenza per malattia del figlio.

È utile precisare che per “orario di lavoro” si intende l’orario di apertura della scuola e non quello di servizio del personale.

Es. Docente che il giorno in cui informa la scuola dell’assenza per malattia del figlio inizia la sua giornata lavorativa dalla “seconda ora” in poi: ha comunque l’obbligo di comunicare l’assenza entro l’orario di apertura della scuola e in ogni caso prima che in quel giorno inizino le lezioni.

Tale obbligo di comunicazione, indipendentemente dall’orario di servizio del dipendente e dalle modalità di invio poi della certificazione medica, rientra nel dovere di diligenza sancito dalla Corte di Cassazione in data 14/5/97: in questo caso il dovere del personale è quello di comunicare tempestivamente l’assenza in modo da permettere alla scuola di provvedere alla sostituzione.

Dopodiché si riserverà di presentare al più presto il certificato medico redatto dallo specialistica e di compilare gli appositi moduli forniti dalla segreteria.

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