Congedo parentale dopo i 3 anni del bambino: retribuzione, anzianità di servizio e pensione

Antonio – salve sono un docente I.T.P. volevo un informazione sicura per quanto riguarda al congedo parentale io ho un bambino di 7 anni non ho mai usufruito del congedo parentale volevo capire se e retribuito fino all’età di 8 anni ho fatto richiesta a scuola per 4 giorni ma mi hanno sconsigliato di prenderli perche non sono né retribuiti né hai fini pensionistici gentilmente si può avere una normativa che parla del congedo parentale (trasparente ).

Paolo Pizzo  – Gentilissimo Antonio,

per il personale del comparto scuola, l’art. 12/4  del CCNL/2007,  stabilisce che ” nell’ambito del periodo di astensione dal lavoro per il congedo parentale, per le lavoratrici madri o in alternativa per i lavoratori padri, i primi trenta giorni, computati complessivamente per entrambi i genitori e fruibili anche in modo frazionato, non riducono le ferie, sono valutati ai fini dell’anzianità di servizio e sono retribuiti per intero, con esclusione dei compensi per lavoro straordinario e le indennità per prestazioni disagiate, pericolose o dannose per la salute.”

Stando all’art. citato e al T.U. 151/01:

  • Fino al 3° anno di vita del figlio, durante la fruizione del congedo parentale, all’interno del periodo temporale di 6 mesi, i primi 30 giorni, complessivi per entrambi i genitori, e fruibili anche frazionatamene, sono retribuiti per intero (senza alcuna limitazione di reddito), con esclusione dei compensi per lavoro straordinario e delle indennità per prestazioni disagiate, pericolose o dannose alla salute; sono utili ai fini dell’anzianità di servizio e delle ferie, ma non della tredicesima mensilità. I restanti periodi, fino a concorrenza del limite di 6 mesi (dodici mesi in caso di parto gemellare): sono retribuiti al 30%, coperti da contribuzione figurativa e utili ai fini dell’anzianità di servizio ma non delle ferie e della tredicesima mensilità. Per i periodi eccedenti i 6 mesi, comunque computati nell’anzianità di servizio ma che comportano la riduzione delle ferie e della tredicesima mensilità, è dovuta una indennità pari al 30% della retribuzione, a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria. Il reddito è determinato secondo i criteri previsti in materia di limiti reddituali per l’integrazione al minimo.
  • Oltre il 3° anno di vita e fino agli otto anni, gli eventuali ulteriori periodi di congedo parentale sono remunerati solo con l’indennità del 30% della retribuzione se sussistono le condizioni reddituali previste dall’art. 34, comma 3 del D. Lgs. n. 151/2001: il reddito individuale dev’essere inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria. Il reddito è determinato secondo i criteri previsti in materia di limiti reddituali per l’integrazione al minimo. Nessuna indennità se si supera il limite reddituale.

Pertanto, considerato quanto indicato dal Contratto del Comparto Scuola, dalla Corte Suprema di Cassazione – sesta sezione civile -ordinanza n. 3606 e del 7 marzo 2012 (con la quale la Suprema Corte ha affermato che allorché i CCNL prevedano un trattamento economico più favorevole per i primi mesi di congedo parentale detto trattamento più favorevole (retribuzione al 100% per i primi 30 giorni di congedo parentale) spetti anche se il bambino ha superato i tre anni.) e dalla sentenza del Tribunale di Sassari  (n. 1424/11 3 gennaio 2012 che si è espresso negli stessi termini della Cassazione riconoscendo ad una docente il diritto alla retribuzione intera del congedo, se fruito per la prima volta dopo i 3 anni del bambino) i primi 30 gg. di congedo ti dovranno essere riconosciuti al 100% perché fruiti prima degli 8 anni del bambino (tali gg. sono utili a tutti gli effetti compresa la tredicesima mensilità), mentre gli eventuali 5 mesi, sempre ovviamente fruiti entro gli 8 anni del bambino, ti saranno retribuiti al 30% solo se hai un reddito annuo inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria. Il reddito è determinato secondo i criteri previsti in materia di limiti reddituali per l’integrazione al minimo. Per l’anno 2013 è pari a 16.101,47, circolare INPS 47/2013, in caso contrario non sono retribuiti.

Tutti i periodi di congedo parentale, retribuiti e non retribuiti, di cui fruirai sotto contratto non solo sono utili ai fini del’anzianità di servizio ma anche ai fini pensionistici.

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